10 anni di evoluzione per l’infrastruttura Google

Google a partire dal 2005 ha rivoluzionato la propria infrastruttura hardware e software per far fronte alla continua richiesta in termini computazionali

10 anni di evoluzione per l’infrastruttura Google

L’infrastruttura informatica di Google nell’arco di 10 anni ha subito grandi modifiche. Il network chiamato Jupiter  ha una capacità di 100 volte superiore rispetto alla prima generazione e viaggia ad una velocità di banda di ben 1 Petabyte al secondo. Gran parte dell’esigenza della potenza di calcolo e ampiezza di banda è giunta con la proposta di servizi molto dispendiosi in termini di risorse come possono essere ad esempio Google Maps e Youtube.

Nel 2005 i data center di Google erano basati sull’architettura Firehose 1.0. A partire dalla successiva versione Firehose 1.1, Google ha cominciato a sfruttare data center personalizzati secondo esigenze superiori. A partire dal 2008 la nuova architettura WatchTower ha aumentato la capienza di trasferimento sfruttando anche nuovi cavi in fibra ottica da 10G al posto dei cavi di rete tradizionali con una velocità di trasferimento di 207 Tbps, raggiunta solo un anno più tardi grazie a Saturn (prima era di soli 87 Tbps). Questa soluzione è stata una delle preferite da Google tanto da mantenerla operativa per più di 3 anni.

Gli ingegneri di Google confermano che “Come i requisiti di banda per i server hanno continuato a crescere, così è aumentata la necessità di usufruire di una larghezza di banda uniforme in tutti i cluster nel data center”. La soluzione adottata si è tradotta nella possibilità di trattare un singolo data center come fosse un unico grande computer con una distribuzione del calcolo gestita dai software e risorse di archiviazione disponibili su tutti i diversi server della rete.

La stessa Google afferma che “La missione di Google è stata quella di organizzare le informazioni del mondo per renderle universalmente accessibili e fruibili. Questo richiede una quantità enorme di calcolo e archiviazione. Dieci anni fa, ci siamo resi conto che non potevamo acquistare, a qualsiasi prezzo, una rete di data center in grado di soddisfare la combinazione delle nostre esigenze di scala e di velocità. Così, abbiamo deciso di costruire la nostra infrastruttura hardware e software”.

Grandi passi sono stati compiuti in termini di innovazione tecnologica. “Dieci anni fa, la rete è stata definita secondo l’interazione dei singoli elementi hardware e basandosi su protocolli standardizzati. Sulla base delle informazioni apprese in modo dinamico, gli switch si occupavano di impartire il loro comportamento. La configurazione e la gestione degli interruttori in un ambiente del genere era manuale e soggetta ad errori . Il sistema inoltre non era scalabile e quindi non soddisfava le esigenze” – questo quanto si può leggere direttamente in lingua ufficiale sul blog dedicato allo sviluppo e ricerca di Google.

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