1&1 Cloud Server: la recensione di Hosting Talk

La nuova offerta di cloud computing 1&1 Cloud Server si distingue per la semplicità d'uso e la formula tutto compreso che include tool di gestione avanzati

Cloud server review

Hosting Talk ha avuto l’opportunità di provare per tutti i suoi lettori il nuovo servizio 1&1 Cloud Server, con cui il noto brand rilancia la propria offerta di cloud computing, proponendo un servizio semplice all’uso e caratterizzato da una formula di tipo all-inclusive.

Con oltre 14,8 milioni di contratti attivi in tutto il mondo e oltre 19 milioni di domini gestiti, 1&1 è uno dei più estesi e importanti provider di servizi Internet, offerti attraverso un’infrastruttura di oltre 80 mila server ridondati in diversi data center fra i più performanti e sicuri d’Europa.

L’azienda è nata nel 1988 a Montabaur, Germania, e quattro anni più tardi era già impegnata a vendere accessi Web in collaborazione con BTX, il servizio online di Deutsche Telekom, che qualche anno dopo è diventato uno dei più importanti fornitori di connettività europea con il nome di T-Online.

Sempre con T-Online, 1&1 contribuisce allo sviluppo di nuove tecnologie e servizi Internet come lo standard KIT (Core Software for Intelligent Terminals) a cui segue il primo browser sviluppato sempre per T-Online.

Nel 1998, la casa madre di 1&1, la United Internet, fa un’offerta di pubblico acquisto e i proventi della quotazione in borsa vanno a finanziare ulteriormente lo sviluppo di 1&1 che nel frattempo si fonde con l’ISP Schlund&Partner.

Poco dopo, 1&1 introduce Puretec, il primo prodotto hosting dedicato ai clienti con budget ridotto e nel frattempo propone anche il servizio email GMX che si espande velocemente fino a contare oltre 15 milioni di account.

La recente evoluzione di 1&1 fino a 1&1 Cloud Server

Gli anni 2000 sono quelli dell’evoluzione e dell’affermazione del brand in ambito europeo e non solo.

Nel 2000 viene presentato il primo servizio Stores Online per la progettazione degli e-commerce, nel 2001 viene lanciata la gamma dei server dedicati e nel 2002, 1&1 sostituisce Puretec con la sua seconda versione che diverrà l’offerta di Web hosting attuale.

Inizia così l’espansione e oltre a Francia e Regno Unito, 1&1 fa capolino nel 2003 negli USA, arrivando a coprire, a partire dal 2011, tutti gli attuali paesi: Germania, Austria, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Polonia, Stati Uniti, Canada,  Messico e, ovviamente, Italia.

In tutte queste nazioni, 1&1 dà lavoro a circa 7000 persone che, tutte insieme, trainano un’azienda capace di fornire il giusto prodotto tanto agli utenti privati, quanto alle aziende di piccole e medie dimensioni.

Gli 11 data center della società, di cui 6 europei, 4 statunitensi e 1 asiatico, sono concepiti per promuovere il risparmio energetico e vantano un tempo di funzionamento quasi del 100 percento, nonostante venga gestito un traffico di oltre 9 mila TB di dati trasmessi e oltre 5 miliardi di email trasmesse al mese, su una rete ridondante di 300 Gbps. L’infrastruttura del provider tedesco funge da solida base per il nutrito portfolio di servizi messo a disposizione: pacchetti hosting, registrazione domini, server dedicati, server virtuali, server cloud, servizi di posta elettronica.

Panoramica sulle caratteristiche tecniche del servizio 1&1 Cloud Server

Il servizio 1&1 Cloud Server , al quale abbiamo dedicato in precedenza un hands-on suddiviso in tre puntate, è stato lanciato all’inizio di questo nuovo anno in diversi paesi europei, ossia in Italia, Spagna, Regno Unito, Francia e Germania. 1&1 Cloud Server sostituisce la precedente offerta 1&1 Dynamic Cloud Server (lanciata sul mercato nel 2010) e la completa, migliorandone le prestazioni e le caratteristiche tecniche.

Al di là del cloud server in sé e della sua libera configurazione a seconda delle esigenze, l’utente ha l’opportunità di gestire le regole dei firewall di più cloud server in modo centralizzato, di usare un load balancer già disponibile nel pacchetto, di avvantaggiarsi di una console KVM per accedere al server come se avesse l’hardware fisicamente davanti a sé e di usare funzione hot-add resize per ridimensionare i cloud server durante il loro funzionamento e senza necessità di riavvio.

A tutto questo si aggiunge l’opportunità di definire un archivio storage centralizzato da condividere, tramite protocollo NFS o CIFS, fra i diversi cloud server attivati, avvantaggiandosi di un’infrastruttura storage SAN e di dischi per cloud server basati su tecnologia SSD.

Le caratteristiche tecniche di 1&1 Cloud Server, quali CPU (da 1 a 16 vCore), RAM (da 1 a 128 GB) e spazio storage (da 20 a 500 GB) possono essere scelte liberamente, mentre per quanto riguarda i sistemi operativi si ha la possibilità di decidere fra le distribuzioni di Linux e differenti versioni di Windows.

1&1 Cloud Server

L’offerta include anche una licenza del pannello Parallels Plesk 12, per gestire il server dal punto di vista hosting in modo professionale, mentre in modo opzionale è possibile dotare 1&1 Cloud Server di diversi servizi come gli IP pubblici aggiuntivi, i certificati SSL, i domini aggiuntivi e tanto altro ancora.

La gestione del cloud server vera e propria, invece, è affidata a un pannello home-made adatto a tutte le categorie di utenti, anche ai neofiti, proprio per la sua semplicità di utilizzo; infatti, l’interazione con l’utente avviene quasi esclusivamente tramite il punta&clicca del mouse.

Attraverso questo medesimo pannello è possibile utilizzare uno strumento di monitoraggio avanzato e un sistema integrato di backup basato sulle immagini e sull’automazione della loro creazione.

1&1 Cloud Server: la recensione di HostingTalk

Dal punto di vista delle performance, l’intera infrastruttura si basa sulle tecnologie di virtualizzazione di VMware,  lo storage è basato su dischi SSD ed il deployment del server avviene in circa 55 secondi dalla richiesta di attivazione.

L’estensibilità dei cloud server e l’opportunità di gestirli dai propri programmi in sviluppo è garantita dalle API rese disponibili da 1&1, utilizzabili anche attraverso delle porzioni di codice (wrapper) pronte da integrare nei propri progetti.

Panoramica sull’offerta commerciale di 1&1 Cloud Server

Dal punto di vista economico, l’offerta 1&1 Cloud Server segue una doppia fatturazione di tipo oraria o con canone mensile. La tariffa oraria parte da 0.022 euro all’ora per un cloud server di base con sistema di tariffazione basato sugli effettivi minuti di utilizzo delle risorse. La stessa tipologia di macchina viene offerta con canone mensile di 15.84 euro mensili.

In base alle proprie necessità l’utente è libero di configurare, mediante appositi slider, i parametri che andranno a caratterizzare il cloud server: numero di vCore, quantitativo di RAM utilizzabile, spazio utilizzabile su storage SSD. In alternativa 1&1 fornisce le seguenti impostazioni cloud server predefinite: Cloud Server M (1 vCore, 1GB di RAM, 40GB su SSD), Cloud Server L (2 vCore, 2GB di RAM, 80GB su SSD), Cloud Server XL (2 vCore, 4GB di RAM, 120GB su SSD), Cloud Server XXL (4 vCore, 8GB di RAM, 160GB su SSD).

In entrambi i casi, bisogna aggiungere gli eventuali costi di licenza per l’uso di Windows, qualora si scelga questo OS al posto di Linux (completamente gratuito) e comunque i prezzi includono sempre traffico illimitato, uso illimitato del firewall, possibilità di configurare infinite reti private fra i cloud server, uso illimitato del load balancing e indirizzi IP privati illimitati.

1&1 non impone nessuna durata minima contrattuale e i costi sono controllabili attraverso fatture ben strutturate, ma, soprattutto, attraverso uno strumento di monitoraggio integrato nella piattaforma, che consente di tenere sotto controllo i consumi e visualizzare i corrispondenti conteggi interattivi sui costi, per meglio gestire la spesa operativa legata ai cloud server attivati.

1&1 Cloud Server: la recensione di HostingTalk

Le prestazioni di 1&1 Cloud Server: configurazione hardware utilizzata e test di rete

Per eseguire i canonici stress test, la redazione ha creato un Cloud Server dotato di  2 vCPU, 2GB di RAM e 40GB di spazio disco. Il server è stato configurato utilizzando la configurazione minimale della ISO GNU/Debian 7 messa a disposizione da 1&1. Dopo circa 40 secondi il server era pronto all’uso ed abbiamo provveduto ad eseguire i primi test di rete eseguendo il download di una isolinux della distribuzione debian:

download-iso-debian-svezia download-iso-debian-italia

 

download-iso-debian-italia

 

Il test, eseguito utilizzando sia una repository svedese, sia un repository gestito da Fastweb sul suolo italiano, è stato portato a termine in circa 40secondi, facendo segnare una velocità in download pari a oltre 15MB/s (120MBit/s).

 

Test I/O del disco

Il servizio di cloud server utilizza una SAN per l’archiviazione dei dati, per saggiarne la bontà si è provveduto ad effettuare test utilizzando i più comuni software di benchmark disponibili attualmente: hdparm, seeker, iozone.

HDparm è uno strumento utile per avere un’idea di massima delle prestazioni del comparto storage:

root@debian:~# hdparm -t /dev/disk/by-uuid/1b8f7219-698b-4a8b-bc23-4b633da84d4c

/dev/disk/by-uuid/1b8f7219-698b-4a8b-bc23-4b633da84d4c:
Timing buffered disk reads: 486 MB in 0.78 seconds = 622.70 MB/sec
root@debian:~# hdparm -t /dev/disk/by-uuid/1b8f7219-698b-4a8b-bc23-4b633da84d4c

/dev/disk/by-uuid/1b8f7219-698b-4a8b-bc23-4b633da84d4c:
Timing buffered disk reads: 486 MB in 0.80 seconds = 609.21 MB/sec
root@debian:~# hdparm -t /dev/disk/by-uuid/1b8f7219-698b-4a8b-bc23-4b633da84d4c

/dev/disk/by-uuid/1b8f7219-698b-4a8b-bc23-4b633da84d4c:
Timing buffered disk reads: 486 MB in 0.77 seconds = 628.30 MB/sec

Seeker è un programma che permette di calcolare il tempo di “seek virtuale” degli HD.

seeker

 

Il tempo di accesso medio riscontrato è di circa 0,10ms. Valori così bassi confermano la presenza di un ottimo sistema di storage alla base del servizio.

L’ultimo test è stato eseguito con iozone, un tool che permette di avere un quadro chiaro e dettagliato sulle performance in lettura e scrittura sul disco.

 

1and1-write-perf

 

1and1-read-perf

1and1-rand-read-perf

1and1-rewrite-perf

1and1-rand-write-perf

1and1-reread-perf

 

Iozone ha sostanzialmente confermato le performance rilevate con i tool precedenti. Le operazioni di lettura e ri-lettura dei dati scritti sono state eseguite ad una media di 460MB/s (con picchi fino a 10GB/s nel caso in cui i dati fossero presenti in cache), mentre le operazioni di scrittura e riscrittura sono avvenute con un throughput di circa 610MB/s.

 

UnixBench Test

Un altro test utile ad avere una visione d’insieme delle performance del server è stato eseguito con il software unixbenchversione 5.1.3. Di seguito potete leggerne i risultati:

unixbench-1cpu

 

unixbench-2cpu

I risultati sono in linea con le risorse a disposizione del cloud server configurato e la CPU montata sul nodo host. Il risultato rilevato conferma il mapping 1-1 tra uno dei core CPU del nodo host ed il cloud server.

 

Stress Test

Come già fatto per precedenti recensioni che abbiamo curato, per analizzare il comportamento del piano, durante il normale utilizzo e durante il verificarsi di picchi improvvisi di visitatori, abbiamo allestito un portale di prova con un forum phpbb2 e 800 MB dati in database.

Per effettuare test che andassero a simulare quanto più fedelmente possibile il comportamento di normali utenti (considerando anche il  peggiore dei casi possibile), abbiamo:

– raccolto oltre 15000 link relativi ad altrettante pagine di discussioni;

– disposto i link in maniera casuale con uno script creato ad hoc (in maniera tale da costringere mysql a fare uso intensivo della ram e del disco);

– effettuato diverse simulazioni, tramite il software Siege,specificando un numero sempre crescente di utenti contemporanei che, ad intervalli di 0-30 secondi, richiedevano pagine usando i link raccolti.

 

 

Il primo test è stato eseguito simulando 100 utenti contemporanei:

Transactions:                    4038 hits

Availability:                 100.00 %

Elapsed time:                 599.99 secs

Data transferred:              49.13 MB

Response time:                  0.24 secs

Transaction rate:               6.88 trans/sec

Throughput:                     0.08 MB/sec

Concurrency:                    1.32

Successful transactions:        4048

Failed transactions:               0

Longest transaction:            2.01

Shortest transaction:           0.09

 

Il secondo test è stato eseguito simulando 200 utenti contemporanei:

Transactions:                    8169 hits

Availability:                 100.00 %

Elapsed time:                 599.79 secs

Data transferred:              101.25 MB

Response time:                  0.32 secs

Transaction rate:              15.19 trans/sec

Throughput:                     0.16 MB/sec

Concurrency:                    2.58

Successful transactions:        8169

Failed transactions:               0

Longest transaction:            2.74

Shortest transaction:           0.14

 

Il terzo test è stato eseguito simulando 400 utenti contemporanei:

Transactions:                    16264 hits

Availability:                 100.00 %

Elapsed time:                 599.97 secs

Data transferred:              199.85 MB

Response time:                  0.48 secs

Transaction rate:              32.02 trans/sec

Throughput:                     0.35 MB/sec

Concurrency:                    3.85

Successful transactions:      16238

Failed transactions:               26

Longest transaction:            3.83

Shortest transaction:           0.34

 

L’ultimo test è stato eseguito simulando 500 utenti contemporanei:

Transactions:                    20185 hits

Availability:                 100.00 %

Elapsed time:                 599.91 secs

Data transferred:              251.12 MB

Response time:                  0.88 secs

Transaction rate:              33.69 trans/sec

Throughput:                     0.41 MB/sec

Concurrency:                    4.51

Successful transactions:    19345

Failed transactions:               840

Longest transaction:            8.83

Shortest transaction:           0.61

 

I risultati degli stress test sono stati eccellenti, il server ha portato sempre a termine tutte le transazioni avviate, anche quando sono stati simulati 400 utenti contemporanei; i tempi di risposta medi sono stati sempre eccellenti, attestandosi sui 0,3/0,4 secondi.

 

Conclusioni e valutazioni

1&1 Cloud Server raggiunge pienamente l’obiettivo di rinnovare il portfolio di servizi cloud del provider mettendo a disposizione dell’utenza una soluzione all-inclusive facilmente configurabile e scalabile. La possibilità di optare per una tariffazione fissa mensile o calcolata in base al reale utilizzo del servizio, unitamente alla presenza di un’apposita area del pannello di controllo dedicata al monitoraggio dei costi, conferisce elevata flessibilità alla proposta del provider tedesco.

Per quanto riguarda l’aspetto puramente prestazionale, 1&1 Cloud Server è stato in grado di superare con successo i principali test effettuati in sede di recensione, evidenziando la solidità dell’infrastruttura alla base del servizio 1&1 anche in occasione di elevati picchi di traffico. Di seguito i PRO ed i CONTRO dell’offerta recensita

PRO:

  • Formula all inclusive con load balancer incluso
  • Accurato monitoraggio dei costi
  • Buone performance, solida infrastruttura alla base del servizio

CONTRO:

  • Non pervenuti

 

 

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