Accenture: entro il 2019 il 90% dell’infrastruttura sarà nel cloud

La nota multinazionale Accenture afferma di voler trasferire entro il 2019 almeno il 90% della propria infrastruttura IT ed applicazioni nel cloud

Accenture

Seguendo uno schema ormai consolidato in ambito enterprise, pur con varie eccezioni, Accenture si prepara a trasferire buona parte della propria infrastruttura ed applicazioni nella nuvola. A fornire più dettagli sul processo di migrazione è stato André Conti (Operations Lead presso Accenture Australia): “non lo stiamo facendo perchè ci piace il cloud; è un differenziatore di business”.

Accenture viene definita dall’intervistato come uno dei più grandi utilizzatori di soluzioni cloud a livello globale: un organico stimato intorno alle 260.000 unità adopera infatti giornalmente soluzioni Microsoft (Office 365) e Salesforce (per la divisione sales management). “[Considerando SaaS, PaaS ed IaaS, abbiamo già spostato il 60% della nostra infrastruttura IT e delle applicazioni nel cloud]” aggiunge, confermando indirettamente che l’azienda intende procedere ad un ritmo di trasferimento annuale del 10%.

Rapporto tra cloud ed aziende

Conti spiega che i timori inerenti la sicurezza dei dati (critical data) incidono sempre meno sulla volontà delle aziende di innovare il proprio modello di business. Sono piuttosto gli importanti budget impiegati in passato a frenare la migrazione nel cloud: le infrastrutture ed applicazioni “obsolete”(legacy) hanno richiesto infatti ingenti spese, scegliere il cloud significherebbe accontanarle e “bruciare” i precedenti investimenti. Bisogna poi considerare le difficoltà insite nell’adeguamento dei vecchi ritmi operativi ai nuovi standard cloud.

“Parlo spesso con importanti clienti e compagnie e tutti, in modi differenti, si sono avvicinati al cloud. Alcuni sono ancora all’inizio del loro viaggio, altri a metà strada, ed altri ancora sono ormai prossimi all’adottare le tecnologie cloud. […] Nelle grandi compagnie il cloud è una pratica inedita, una nuova tecnologia, e nonostante molte [aziende] l’abbiano scelta, sono ancora all’inizio del loro viaggio”.

Insomma, vi è ancora molta strada da percorrere, suggerisce indirettamente, ma è solo una questione di tempo. Applicazioni e strumentazione on-premise hanno ciclo di vita “finito” dopo il quale saranno probabilmente considerati investimenti incentrati principalmente o unicamente sul cloud.

Questo perchè, sottolinea, i vantaggi offerti dal cloud sono indiscutibili ed ormai noti a tutti: nonostante la prospettiva di ridurre i costi operativi spinga diverse aziende ad iniziare il viaggio, sono agilità, velocità ed innovazione a fungere da veri fattori trainanti della nuvola.

E conclude con affermazioni che non possono che compiacere anche i principali cloud provider, da sempre convinti sostenitori di un futuro “public cloud only”: “[siamo oltre il punto critico]. Non ci sarà un trend inverso [che vedrà] le persone [abbandonare il cloud pubblico in favore di più tradizionali soluzioni on-premise].”

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