Agenda digitale, un percorso in salita

I principali progetti dell'Agenda digitale stentano a decollare e le scadenze stabilite in precedenza continuano a non essere rispettate

 

Agenda digitale, progetti in ritardo

Periodicamente torniamo a seguire le complesse vicende dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgiD). Nell’ultimo post che avevamo dedicato all’argomento, erano stati sostanzialmente delineati tre possibili scenari per un ente rimasto improvvisamente senza presidente (dimissioni di Alessandra Poggiani): dismissione dell’AgiD e creazione di un Dipartimento ad-hoc, dismissione ed affidamento del programma ad un manager di esperienza internazionale, nomina di un nuovo presidente e rafforzamento dell’ente.

Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, è stata proprio l’ultima previsione a concretizzarsi, almeno in parte: l’AgiD ha infatti un nuovo presidente in carica (Antonio Samaritani, in passato direttore Sistemi Informativi e Ict presso Regione Lombardia) ma non dispone ancora della libertà di manovra e dei poteri necessari a portare avanti i punti cardine del programma. Una panoramica dei principali progetti “in corso”, stilata sempre dal Fatto, restituisce un quadro poco incoraggiante al lettore, vediamo di seguito qual è lo stato dei lavori:

 

  • banda larga ed ultralarga. Non ci sono grosse novità in merito: la diffusione di linee 20-30 Megabit procede a rilento. Si è parlato negli ultimi mesi di un possibile presa in carico della posa dei cavi in fibra da parte di Enel. Il progetto, preferendo la posa aerea dei cavi all’interramento di questi ultimi, sarebbe teoricamente in grado di fare guadagnare tempo prezioso al Governo permettendo, inoltre, di mettere a disposizione  delle aree più difficili da raggiungere delle linee adsl performanti. L’obiettivo dell’Europa, lo ricordiamo, è quello di ottenere entro il 2020 un tasso di adozione delle 100 Megabit uguale o superiore al 50%.

 

  • Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), destinata a mandare in pensione le vecchie anagrafi comunali e ad inserirsi nel più ampio programma di digitalizzazione delle Pubblica Amministrazione: un’unica banca dati aggiornata in tempo reale con informazioni proveniente dagli oltre 8000 comuni italiani. L’inaugurazione della nuova anagrafe era prevista per il 31 dicembre 2014 ma attualmente è tutto fermo. Non è stata inoltre effettuata alcuna sperimentazione o test iniziale. Nella stessa situazione troviamo anche il Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale (Spid), del quale si tornerà probabilmente a parlare dopo la pausa estiva.

 

  • Italia Login. Il portale ha l’obiettivo di mettere a disposizione dei cittadini italiani tutti i servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione in un unico sito web. La messa in atto è slittata da febbraio a settembre: a bloccare la realizzazione dei lavori i ritardi accumulati da altri progetti collegati ad Italia Login, ovvero i precedentemente citati Spid ed Anpr.

 

  • Processo civile telematico (Pct). Lo scopo principale è quello di velocizzare i notoriamente lunghi iter giudiziari italiani. A penalizzare il progetto alcune criticità sollevate anche dallo stesso Consiglio superiore della magistratura (risorse tecniche insufficienti, inadeguatezza della posta elettronica certificata nel fornire strumenti utili a verificare l’autenticità dei documenti allegati).

 

L’Agenda digitale ha davanti se diverse sfide da superare e la panoramica appena delineata lascia intuire l’approssimarsi di un percorso decisamente in salita. Avremo sicuramente modo di tornare sull’argomento, con moltà probabilità dopo la pausa estiva delle istituzioni.

 

 

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