Alibaba: impianti a liquido per il raffreddamento dei server

Con l'arrivo di nuovi data center, Alibaba studia un sistema di refrigerazione in grado di ridurre i costi, lo spazio occupato e riutilizzare il calore.

Alibaba

Alibaba ha recentemente annunciato lo sviluppo di un sistema custom di dissipazione a liquido per l’hardware impiegato nei propri data center. L’idea della nota compagnia cinese non è nuova: di immergere scheda madre ed altra componentistica in un apposito fluido dielettrico, in modo da refrigerare adeguatamente la strumentazione e riutilizzare il calore “catturato” nei rack, si parla ormai da anni. La messa in atto su larga scala è tuttavia una questione delicata: da RuggedPOD (che però non prevedeva il riutilizzo del calore) fino ed altre interessanti idee (come quello di LiquidCool Solutions), ad oggi si è ancora nel campo dell’utilizzo su piccola scala, della sperimentazione e del testing.

Alibaba è invece determinata ad impiegare a livello globale la tecnologia che, stando a quanto affermato, ha raggiunto lo stadio produttivo. L’aumento della densità energetica delle infrastrutture, il minore spazio occupato dalla soluzioni custom (fino al 75% di spazio in meno rispetto ai “motori” ed a tutti gli altri componenti richiesti dai classici impianti ad aria) ed un abbassamento del 20% circa dei costi operativi sono alcuni degli obiettivi che la compagnia si aspetta di conseguire. Il calore, informano i portavoce dell’azienda, sarà catturato dal liquido prima che raggiunga lo stato gassoso; verrà poi liquefatto nel cabinet e rimesso in circolo nell’impianto.

Alibaba: nuove location all’orizzonte, OPC.

Il deploy dei sistemi di raffreddamento a liquido avverrà in primo luogo nei data center “nazionali” e solo successivamente sbarcheranno nelle altre location raggiunte dalla divisione cloud Alibaba che, a breve termine, raggiungeranno quota 17.

Nelle ultime settimane è stata annunciata infatti l’apertura di nuovi data center: le prossime destinazioni del gruppo sono l’Indonesia (per Jakarta ed il Paese si tratta della prima infrastruttura legata ad un cloud provider di portata internazionale) e l’India (Mumbai), zona particolarmente ambita dai cloud provider per via delle opportunità offerte della marcata crescita economica e demografica.

In chiusura, per riallacciarci all’argomento principale della news, è il caso di ricordare che la compagnia ha aderito ufficialmente all’OPC (Open Compute Project). Alibaba sembra particolarmente entusiasta e pronta a collaborare con la comunità (ed eventualmente condividere alcuni dettagli sul progetto?): “Siamo ansiosi di collaborare con OPC ed i suoi membri sparsi per il mondo per guidare lo sviluppo e l’adozione di ulteriori [innovazioni tecnologiche in grado di avere un impatto ancora più marcato sull’industria], ed abbiamo già dei piani per contribuire [alle iniziative OPC]” ha dichiarato Shanyuan Gao (Chief Architect of Alibaba Infrastructure Services).

Fonti: 1,2,3

 

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