Amazon, addio a Flash dal primo settembre

Tra circa una settimana il sistema di advertising Amazon non utilizzerà più il noto software Adobe. Un altro segnale negativo per Flash

Adobe Flash Player

“[Questo cambiamento assicurerà ai clienti un’esperienza positiva su Amazon e siti affiliati, oltre a garantire funzionamento e performance ottimali per i messaggi pubblicitari [advertising] visualizzati online].”

Le poche righe con le quali Amazon ha ufficialmente annunciato l’abbandono di Flash in favore di HTML5 (con decorrenza dal 1 settembre) sono un altro duro colpo per il criticato programma Adobe.

Alcuni portali di tecnologia non hanno naturalmente perso l’occasione di ironizzare sull’accaduto: “un altro chiodo per la bara di Flash” è stata una delle battute più ricorrenti. E, sarcasmo a parte, tali osservazioni non sono del tutto lontane dalla verità: da strumento preferito per la riproduzione di contenuti multimediali online, Flash è infatti divenuto bersaglio di aspre polemiche.

Quali le principali criticità denunciate (sulle quali lo stesso Steve Jobs aveva richiamato l’attenzione del settore in un intervento datato 2010)? Sicurezza (le ultime falle zero day sono state individuate circa un mese fa), prestazioni (Flash, soprattutto su dispositivi portatili, è pesante da gestire e porta ad un consumo della batteria più marcato – ha affermato Mountain View) ed affidabilità sono, secondo alcune importanti aziende (Google, Amazon, Facebook), le aree in cui si manifestano le mancanze più gravi.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi sembrano confermare la parabola discendente di Flash: blocco automatico del plugin in Chrome (con possibilità di decidere se eseguirlo o meno), blocco permanente in Firefox (con successivo “ripensamento” di Mozilla), passaggio definitivo di YouTube ad HTML5 (il noto portale adottò Flash fin dall’anno della propria nascita, il 2005), eloquente messaggio di “staccare la spina” per Adobe da parte di Alex Stamos (Chief Security Officer presso Facebook).

A fronte di quanto detto, il pensionamento di Flash non è in ogni caso dietro l’angolo: noti portali di contenuti multimediali come ad esempio HBO e Spotify si dimostrano ancora riluttanti ad abbandonarlo definitivamente. Per vincere le ultime resistenze occorrerà più tempo.

 

 

 

 

 

 

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