Amazon e cloud computing: quali i motivi del successo

Andy Jassy, CEO AWS, ha rilasciato recentemente un'intervista nella quale si è discusso anche di come Amazon sia divenuta leader indiscusso del settore IaaS

Intervista ad Andy Jassy (CEO Amazon Web Services)

Andy Jassy ed Ed Lazowska, un fotogramma estratto dal video dell’intervista

Andy Jassy, CEO Amazon Web Services, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni nel corso di un lezione/intervista organizzata dall’Università di Washington.

Il professore Ed Lazowska (UW Computer Science and Engineering) ha articolato la “chiaccherata informale” partendo da una domanda abbastanza semplice che è servita ad approfondire successivamente il funzionamento di determinati meccanismi di mercato, in questo caso quello del cloud computing: come è riuscita Amazon ad arrivare ai vertici del settore IaaS?

Una domanda scontata, penseranno in molti, ma alla quale bisogna pensare tenendo conto dell’agguerrita schiera di competitor presenti sulla scena, dai soliti Microsoft e Google per citarne alcuni. Spiegare il predominio di una compagnia da 12 miliardi di fatturato motivandolo con il fatto di aver scoperto prima degli altri le potenzialità del cloud non basta. 

Per Jessy si è trattato invece di un classico caso di dinamiche di rottura (disruption dynamics). E come spesso accade a coloro che per scarsa lungimiranza o disattenzione non riescono a prevedere le future evoluzioni dell’industria, si cerca di liquidare rapidamente l’ultima novità di turno (nel 2006 era proprio il cloud):

First, they said no one will use it, then maybe only startups will use it — but they won’t use it for anything real. Then it was enterprises will never use it, then enterprises will never use it for anything mission critical. Companies and developers voted with their workloads and now [competitors] are in this spot of trying to spin something up and you know, it’s six or seven years late.

Andy “giustifica” tuttavia il ritardo di alcune compagnie come IBM, Microsoft (menzionata indirettamente) ed Oracle con una differente motivazione. Per queste compagnie non si è trattato tanto di aver sottovalutato le potenzialità del cloud quanto di aver dovuto “metabolizzare” qualcosa che andava a minare le fondamenta del loro “core business”.

I think there is a second category of companies that just took an ungodly long time to kind of get there. These are companies like Oracle and IBM and some of those folks, I think for them, the model that we were pursuing was so disruptive to their core businesses.

Il cloud poneva le aziende davanti ad una obbligatoria riorganizzazione del modello e strategia di business da perseguire con nuove priorità ed obiettivi. Gli allora dominatori del mercato erano davvero pronti ad accelerare la cannibalizzazione del proprio florido core business per puntare sulla nuova tecnologia? Evidentemente no, ecco perchè sono dovuti passare più di 5 anni – suggerisce indirettamente il CEO.

Competizione serrata tra Amazon ed il gruppo di testa

AWS può permettersi di gestire con relativa calma la situazione ma Andy riconosce che i competitor sono molto più vicini che in passato ed aggiungono periodicamente nuove funzionalità alle rispettive piattaforme, con l’obiettivo di colmare il divario con AWS:

There won’t be just one successful player. There won’t be 30 because scale really matters here in regards to cost structure, as well as the breadth of services, but there are going to be multiple successful players, and who those are I think is still to be written. But I would expect several of the older guard players to have businesses here as they have large installed enterprise customer bases and a large sales force and things of that sort

Andy sembra quindi delineare per il futuro del mercato uno scenario in cui, salvo sorprese, saranno i soliti big a spartirsi buona parte della “torta”, come riportano i periodici report degli analisti.

Fonti: 1 (video dell’intervista), 2

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