Amazon cambia idea sullo storage illimitato

Amazon Drive si affida a più gestibili soglie comprese tra 100GB e 30TB. Non è la prima volta che un piano "illimitato" subisce delle modifiche.

Amazon Cloud Drive

Di cloud storage senza limiti si parla ormai da anni anche grazie alla “teoria” del costo zero (in realtà non più menzionata negli ultimi tempi). L’aggettivo “illimitato”, sicuramente ad effetto e capace di attirare l’attenzione dei potenziali utenti, è stato utilizzato a più riprese da note aziende dell’industria. Ad uno sguardo più attento, ciascuno dei “claim” pubblicitari si è rivelato abbastanzo lontano da quanto promesso.

Ad aggiungere un nuovo capitolo alla vicenda cloud storage è Amazon e la sua divisione ecommerce che, da alcuni anni, offre anche spazio di archiviazione gratuito online a tutti i suoi iscritti (Drive, che si appoggia ovviamente all’infrastruttura AWS).

La scorsa settimana i piani illimitati di Amazon Drive (alcune precisazioni qui) sono stati  eliminati dalla compagnia che ha inoltre modificato la pagina con le domande relative al servizio: i nuovi clienti riceveranno gratuitamente 5GB di spazio; per incrementare le dimensioni dell’archivio digitale arrivano i piani da 100GB (11.99$/anno) ed 1TB (59.99$/anno). Per i più esigenti l’esborso sarà notevole: si potrà infatti arrivare fino a 30TB ma bisognerà pagare 59.99$ per ogni TB aggiuntivo.

Cambio di programma

Come si diceva in apertura non è la prima volta che si assiste ad un cambio di programma inaspettato. Microsoft ed il noto servizio OneDrive rappresentano un precedente “che ha fatto scuola”. Redmond, che forse ingenuamente offrì per Office 365 un’opzione davvero illimitata e senza cavilli (es: restrizioni a determinate tipologie di file, “copia” dei file presenti nello storage del cliente in modo da “limitare” lo spazio illimitato allo spazio “limitato” degli hard disk locali, compressione delle foto oltre una certa grandezza etc.), fu costretta a rimodulare l’offerta impostando una soglia di 1TB (2015): in base a quanto dichiarato, diversi utenti utilizzarono infatti a sproposito il servizio caricando file non correlati all’attività lavorativa o a comprensibili operazioni di backup – alcuni casi “estremi” raggiunsero anche i 75TB di spazio occupato (ma si trattava di raccolte bluray/dvd).

Fonte: 1

 

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