Amazon: come reggere il traffico del Prime Day

Ecco come si è organizzata Amazon per reggere il traffico generato a livello globale dalla giornata di speciali promozioni

Amazon come reggere il traffico del Prime Day

Nella seconda settimana del mese di Luglio, il portale e-commerce Amazon ha lanciato una speciale giornata di promozioni su una vasta selezione di prodotti. L’iniziativa è stata lanciata a livello globale ed ha attirato naturalmente un elevato numero di visitatori. Il modo in cui Amazon è riuscita a reggere i sostenuti picchi di traffico (superiori a quelli del 2015) dell’intera giornata è stato rivelato in un recente post ufficiale redatto come sempre da Jeff Barr, vediamo meglio di cosa si è parlato.

Il portale e-commerce di Amazon, rivela il blog, si appoggia ad una “flotta” di istanze EC2 che, in occasione del Prime Day, hanno ricevuto boost di risorse (provenienti da varie region) paragonabile alla capacita totale di cui AWS ed Amazon disponevano nel 2009.

La giornata del team è iniziata alle 8 per fronteggiare il primo dei dieci Prime Day previsti, ovvero quello giapponese. Allo scoccare delle mezzanotte locale la percentuale di traffico registrata da CloudWatch nell’area del Pacifico ha iniziato a salire rapidamente chiamando in causa i servizi CloudFront (CDN AWS) ed ElastiCache. L’ondata di traffico ha raggiunto successivamente l’Europa e gli USA generando nell’arco di 40 ore circa 85 miliardi di voci registro di clickstream.

Per dare un’idea della portata dell’evento Jeff riporta alcuni dati sottolineando la differenza rispetto alla stessa giornata della settimana precedente: Amazon Mobile Analytics ha riscontrato un incremento degli eventi pari al 1661%, l’utilizzo dei dati registrati da CloudWatch è aumentato del 400%, DynamoDB si è occupato di oltre 56 miliardi di richieste aggiuntive a livello globale. L’elevato livello di sfida rappresentato dal Prime Day è anche mostrato dal numero di servizi AWS adoperati da Amazon per assicurare il corretto svolgimento dell’iniziativa:

  • Analytics – Amazon Redshift, Amazon Machine Learning.
  • Application Services – Amazon API Gateway, CloudSearch, Data Pipeline, Elastic Transcoder, SES, SNS, SQS, SWF.
  • Compute – EC2, Auto Scaling, EBS, EMR, Lambda.
  • Database – DynamoDB, ElastiCache, Kinesis, Kinesis Firehose, RDS.
  • Management Tools – CloudTrail, CloudWatch, Trusted Advisor.
  • Mobile – Mobile Analytics.
  • Networking –Direct Connect, Directory Service, Virtual Private Cloud, Route 53.
  • Security & Identity – CloudHSM, IAM, KMS.
  • Storage & Content Delivery – CloudFront, S3, Amazon Glacier.

Le raccomandazioni del team Amazon

Nella parte conclusiva del post sono state invece riportate le principali linee guida da tenere in considerazione per eventi su vasta scala – elaborate in base ai feedback ricevuti dal team Amazon a fine giornata:

  • preparazione. Pianificazione e testing sono cruciali, lo studio dello storico dati inerente l’andamento del traffico ed affini è fondamentale per effettuare una stima delle risorse necessarie in situazioni di tale portata. E’ opportuno inoltre predisporre piani di emergenza adatti a fronteggiare la rottura/malfunzionamento di uno dei qualsiasi componenti dell’infrastruttura – le esercitazioni che contemplano la rottura volontaria dei componenti sono chiamate GameDay excercises;
  • automatizzazione. L’utilizzo di servizi in grado di ridurre al minimo l’intervento umano e rispondere automaticamente alle mutate necessità del momento è il secondo consiglio del team: Route53 può scalare automaticamente il DNS mentre Auto Scaling può regolare la capacità delle istanze EC2;
  • monitoraggio. I dati mostrati da CloudWatch o equivalenti devono essere consultati periodicamente per controllare l’utilizzo di risorse ed assicurare la migliore user experience possibile ai visitatori.

 

 

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