ARM e Windows: una svolta che avvantaggia Linux

L'inaspettata apertura di Microsoft all'ecosistema ARM è un importante assist per Linux, afferma un editorialista di The Register. Vediamo perchè.

Linux

L’annuncio di Microsoft relativo all’introduzione di chip ARM nei propri data center cloud ed all’esistenza di una variante ARM di Windows Server, continua ad attirare l’attenzione dei siti specializzati. Un nuovo interessante contributo sull’argomento arriva dal portale The Register, secondo il quale la svolta di Redmond è un importante assist all’ecosistema Linux. Cerchiamo di capire il perchè.

Prima di tutto l’editorialista osserva che numerosi colleghi e testate si sono focalizzati sull’aspetto meno significativo della vicenda, ovvero il rilascio di Windows Server ARM e la riscrittura di varie linee di codice. Che quest’ultimo si concretizzi o meno (la build attuale è solo per uso interno) ha in realtà poca importanza: Windows non è il futuro ed anche Microsoft ne è cosciente. L’imminente disponibilità di SQL server su Linux è la prova che conferma la fine dei giochi e che, almeno nei data center, Microsoft non ha vinto” afferma. Ciò che merita invece attenzione, prosegue, sono gli effetti e le ripercussioni che “gli esperimenti” Microsoft potrebbero avere al di fuori dell’ecosistema Windows.

SBSA ed ARM

La Server Base System Architecture o SBSA è una serie di specifiche rilasciate da ARM nel 2014 con l’intenzione di standardizzare le modalità attraverso le quali i chip ARM interagiscono con i software di basso livello. In sintesi: l’obiettivo è quello di emulare quanto avvenuto con le soluzioni x86, attuali dominatrici del mercato server, ed approdare infine nei data center enterprise.

Windows Server ARM, osserva l’editorialista, è in grado di essere eseguito con i chip Cavium (ThunderX2) e Qualcomm (Centriq) proprio grazie alla SBSA. Quel che deve essere allora posto in rilievo non è tanto l’OS Microsoft per ARM quanto la presenza di tutti gli elementi che, nell’ecosistema x86, hanno portato ad una crescita ed espansione culminata nella conquista dei data center.

SBSA è quindi l’asso nella manica di ARM. Grazie alle specifiche SBASA, i chip possono affiancarsi benissimo a qualsiasi distribuzione Linux e BSD ; sistemi operativi e hypervisor ARM potranno essere impiegati in piattaforme multiple e da vari vendor; un’ampia gamma di periferiche e componenti sarà utilizzabile con i server ARM senza che si debba attendere il via libera dei “soliti monopolisti”, sottolinea criticamente l’editorialista.

Da questo punto di vista Microsoft rappresenta allora il soggetto che “ha acceso la miccia”. Gli scenari possibili sono sostanzialmente due: nel primo i chip ARM riescono nell’impresa di ottenere uno status pari a quello delle controparti x86, candidandosi come soluzioni ideali per i data center cloud e non solo (rapporto performance/prestazioni); nel secondo i chip ARM non “sfondano” ma, grazie ad un cliente di alto livello come Microsoft (definito come “un mercato a sè stante”) riescono a portare avanti il proprio processo evolutivo rimanendo competitivi sul mercato.

Quale ruolo per Windows

In tutto questo, afferma l’editorialista, Windows Server ha un ruolo marginale in quanto il successo dei chip non dipende assolutamente dall’OS di Redmond – come dimostra il discorso sulle SBSA. Anzi, nel contributo si auspica che l’endorsement di Redomond al mondo ARM diventi per la stessa Microsoft l’occasione per tagliare con il passato, con Windows e le “obsolete” applicazioni x86, di andare oltre l’esperienza fallimentare di Windows 8 ed ARM ed il deludente Windows 10 (OS che ha rovinato il brand, osserva, senza tuttavia offrire ulteriori spiegazioni in merito).

Linux sembra intanto preparare il terreno all’eventuale “rivoluzione”: Red Hat Enterprise Linux, CentOS 7 e Canonical Ubuntu Server 16.04.3 (tutte in sviluppo) supportano ad esempio il SOC Qualcomm Centriq (e quindi qualsiasi altro chip basato sulla stessa architettura).

It’s time for a new generation of servers without the 30-year-old applications or the need to support hardware, drivers and access methods that haven’t been used in 30 years” conclude.

E Microsoft che cosa farà?

Fonte: 1

 

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