AWS: il bilancio “tecnico” del Prime Day 2017

Una serie di informazioni tecniche circa la gestione del Prime Day 2017 da parte dello staff di AWS, evento di portata globale che attira milioni di utenti.

Logo di Amazon Prime Day

Il Prime Day è un evento noto anche al pubblico italiano: per 24 ore il portale ecommerce Amazon mette a disposizione degli utenti una vasta selezione di oggetti a prezzi scontati. La presenza di offerte “a tempo” e distribuite nell’arco della giornata fa si che il potenziale acquirente sia invogliato a tornare più volte sul sito (esistono anche apposite funzioni per monitorare il tutto e ricevere notifiche), aumentando le probabilità d’acquisto – è un meccanismo ben collaudato.

Considerando che Amazon dispone di “12 varianti locali” del proprio portale (oltre all’Italia abbiamo Spagna, Francia, Germania, Regno Unito nella sola Europa), è chiaro come la gestione di un evento simile sia estremamente complessa e delicata anche dal punto di vista infrastrutturale/tecnico.

Il blog ufficiale di AWS, alla quale la divisione ecommerce si è ovviamente appoggiata per fronteggiare le 24 ore di fuoco, ha pubblicato a tal proposito un interessante resoconto. Di seguito i passaggi più importanti.

In attesa dell’edizione 2017

I preparativi per il Prime Day 2017 sono iniziati all’indomani del Prime Day 2016 (qui il resoconto), afferma Jeff Barr (AWS Evangelist e storico curatore del blog ufficiale). I team interessati hanno individuato le aree in cui fosse possibile migliorare ulteriormente le procedure e condiviso le best practices. Jeff cita l’Auditing

is a formal way for us to track preparations, identify risks, and to track progress against our objectives. Each team must respond to a series of detailed technical and operational questions that are designed to help them determine their readiness. On the technical side, questions could revolve around time to recovery after a database failure, including the all-important check of the TTL (time to live) for the CNAME. Operational questions address schedules for on-call personnel, points of contact, and ownership of services & instances

ed il GameDay

is intended to validate all of the capacity planning & preparation and to verify that all of the necessary operational practices are in place and work as expected. It introduces simulated failures and helps to train the team to identify and quickly resolve issues, building muscle memory in the process. It also tests failover and recovery capabilities, and can expose latent defects that are lurking under the covers

Rilevazioni varie dal Prime Day 2017

In base a quanto affermato da Amazon, le vendite sono aumentate del 60% rispetto all’edizione 2016 – superando il Black Friday ed il Cyber Monday. Ciò si traduce automaticamente in un carico di lavoro maggiore gestito dall’infrastruttura AWS e dallo staff assegnato. Jeff lo sottolinea indirettamente segnalando alcuni dati ricavati dalle dashboard e dai file di log:

  • Block Storage. Amazon Elastic Block Store (EBS) è stato uno dei servizi chiamati in causa dal Prime Day. Durante l’evento si è arrivati a 52 PB (petabyte) di dati trasferiti (valore aggregato) ed a 835 milioni di I/O request – rispettivamente +50% e +30% rispetto al 2016.

 

  • Database NoSQL. DynamoDB si è occupato invece di gestire le richieste inviate da Alexa, dai vari portali Amazon e dai centri operativi. Le richieste sono state in totale 3.34 bilioni con picchi di 12.9 milioni di richieste al secondo.

 

  • Stack Creation. Per portare online risorse aggiuntive, il team ha creato circa 31.000 stack AWS CloudFormation.

 

  • API. Il servizio CloudTrail ha processato oltre 50 miliardi di eventi e registrato più di 419 miliardi di chiamate a varie API AWS.

 

  • Configuration Tracking. AWS Config ha generato 14 milioni di oggetti di configurazione.

 

Fonte: 1

 

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