AWS è il cloud provider più affidabile del 2015

E' la conclusione alla quale è giunta CloudHarmony che nel consueto report annuale dedicato alle percentuali di uptime e downtime premia AWS

 

CloudHarmony è una “divisione” Gartner, la principale fonte per proiezioni, ricerche di mercato ed affini inerenti il mondo del cloud computing e dell’ICT più in generale. Secondo l’ultimo report dedicato proprio alle statistiche di uptime e downtime, Amazon Web Services sarebbe la più affidabile compagnia del 2015 – in relazione all’estensione del portfolio servizi ed alle quote di mercato, per la cronaca Joyent ha registrato un risultato migliore con 15 downtime e solo 34 minuti di disservizio.

Prima di analizzare i dati registrati da CloudHarmony è bene specificare le metodologie di rilevazione adottate: in primo luogo, per ovvi motivi di praticità, non sono stati monitorati tutti i servizi di ciascun cloud provider – AWS DynamoDB, ad esempio, non era nella lista dei servizi monitorati ed il prolungato downtime dello scorso anno non è stato incluso nel report.

In secondo luogo i dati sono relativi a singole availability zone situate in differenti regioneventuali disservizi verificatisi in una availability zone presente nella stessa region ma non monitorata dai ricercatori non figurano ugualmente nel documento finale.

AWS region

Ben Treynor Sloss (vice president of Reaibility presso Google) ha commentato ad esempio i risultati dello studio affermando come non rispecchino la qualità del servizio offerto ai clienti – secondo l’azienda il livello di uptime raggiunto dai servizi cloud nel 2015  è stato pari al 99,95%, la discrepanza con i dati CloudHarmony è attribuita appunto da Mountain View alla metodologia adottata.

AWS, Microsoft, Google a confronto

Per quanto riguarda la top 3 è AWS ad ottenere i risultati migliori con 56 downtime distribuiti tra CDN, DNS, virtual computing e storage (2 ore e 30 minuti circa di downtime nel 2015). I principali competitor seguono a debita distanza ottenendo valori fino a 5 volte superiori rispetto alla compagnia di Jeff Bezos: Google Cloud Platform registra 167 downtime (11 ore e 34 minuti) mentre Azure 71 (10 ore e 49 minuti).

Passando invece ai risultati di altre note aziende: IBM Softlayer ha perso ulteriormente terreno raggiungendo sulle 17 ore totali di blackout; DigitalOcean si è fermata a 12,26 ore e Rackspace a 12,50 ore.  Tra i peggiori cloud provider, lo studio colloca invece CenturyLink (15 downtime ed oltre 31 ore di disservizio).

In generale, afferma CloudHarmony, negli ultimi anni si è assistito ad un miglioramento delle percentuali di uptime, un segnale incoraggiante che mette in luce i costanti progressi ed il buon livello di maturità raggiunto dal cloud pubblico.

 

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