AWS presenta Shield e nuovi servizi machine learning

Un sistema di protezione per mitigare gli attacchi DDoS (AWS Shield) e nuovi servizi IA/ machine learning per contrastare il portfolio Google.

AWS re:Invent 2016

Arrivano altri importanti annunci dal re:Invent 2016 di Las Vegas. Dopo i VPS Lightsail e l’attacco diretto a provider come DigitalOcean e Linode, partono altre “stoccate” AWS indirizzate stavolta agli altri principali competitor della compagnia, Google in primis. Quando si parla infatti di machine learning, intelligenze artificiali e funzionalità annesse è Mountain View a mostrare indubbiamente una marcia in più rispetto alla concorrenza, grazie anche all’esperienza accumulata negli anni.

I tre servizi IA presentati nel corso della convention ed anticipati dalle fonti anonime di Fortune sono i seguenti: Amazon Lex, Amazon Polly, Amazon Rekognition pensati rispettivamente per creare interfacce di conversazione basate su linguaggio (parlato e scritto, un esempio pratico potrebbe essere un chat bot), per la conversioni da linguaggio scritto a parlato (text to speech), per l’analisi di immagini (funzioni analoghe a Google Cloud Vision e quindi analisi delle espressioni facciali, riconoscimento facciale, confronto dei volti, individuazione di oggetti etc.).

AWS Rekognition

AWS Rekognition, esempio

Secondo quanto riportato dal comunicato stampa, i servizi sono resi possibili grazie all’impiego di avanzati algoritmi deep learning studiati dai migliori esperti di IA AWS. Completa la panoramica anche il supporto ufficiale al framework deep learning opensource MXNet, un progetto sviluppato inizialmente dalla Carnegie Mellon University che si presta alla creazione di modelli deep learning scalabili in grado di velocizzare “l’apprendimento” delle applicazioni. Al momento il numero di region che supportano i servizi IA non è ampio (Nord Virginia, Ohio, Oregon, Dublino) ma sarà incrementato nei mesi a venire.

AWS Shield contro gli attacchi DDoS

“Penso che saremo di grande aiuto nel proteggervi dai più grandi e sofisticati attacchi [informatici] che ci sono là fuori [sul Web]” ha dichiarato il CTO AWS Werner Vogels dal palco del re:Invent. Shield non è altro che un servizio di mitigazione degli attacchi DDoS come quelli offerti da Akamai e Cloudflare che sarà esteso a tutti i clienti AWS, almeno per quanto riguarda la versione standard: “[Shield standard] protegge dai più comuni e frequenti attacchi di rete e transport layer indirizzati al vostro sito o alle vostre applicazioni” afferma Amazon.

Le grandi compagnie necessitano tuttavia di un livello di protezione ulteriore ed è per questo che troviamo in portfolio un piano a pagamento, Shield Advanced: disponibile per i membri Enterprise e Business del programma AWS Premium Support al corrispettivo mensile di 3000$, promette di salvaguardare i clienti dai più avanzati attacchi DDoS (il portale ZDNet augura “buona fortuna” ad AWS contro attacchi simili a quello dello scorso Ottobre da circa 1.2 Tbps), di offrire una panoramica quasi in tempo reale di un eventuale attacco in corso, supporto diretto dagli esperti dell’AWS DDoS Response Team (DRT), integrazione con il firewall AWS WAF (web application), protezione dai picchi di traffico che potrebbero andare ad influire sulla bolletta di Elastic Load Balancing, CloudFrount e Route 53 – tariffe applicate in base al volume di dati trasferito (transfer charge).

 

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