Microsoft Azure: nel 2018 due data center in Africa

L'Africa, fino ad ora servita dalle region europee, sarà raggiunta a breve da Azure che anticipa così gli storici competitor AWS e Google Cloud Platform.

Una foto di Johannesburg (Sudafrica): Azure è, salvo cambiamenti, la prima piattaforma cloud a sbarcare in Africa.

Una foto (fonte Wikipedia) di Johannesburg (Sudafrica): Azure è, salvo cambiamenti, la prima piattaforma cloud a sbarcare in Africa.

Azure si avvicina ai clienti africani aprendo due cloud facilities a Cape TownJohannesburg. Pur non trattandosi di data center proprietari (si ricorrerà a contratti di colocation), la notizia è sicuramente importante per l’Africa che, ad oggi, deve necessariamente rivolgersi alle region europee (Irlanda e Paesi Bassi) per usufruire dei servizi Microsoft (Office 365, Dynamics 365) – e di altri provider.

“Siamo entusiasti della crescente domanda di servizi cloud in Africa e della capacità del cloud di agire da catalizzatore per nuove opportunità economiche” ha dichiarato Scott Guthrie (executive vice president divisione cloud and enterprise).

Le location indicate da Microsoft, osserva The Register, sono strategicamente interessanti per via della presenza di diversi sistemi di cavi sottomarini: ad ovest partono almeno tre “autostrade di dati” che risalgono tutta la costa occidentale dell’Africa e giungono fino all’Europa. Ad est troviamo invece il sistema di cavi SAFE che collega il sud del continente alla Malesia (attraversa l’Oceano Indiano) e nuovamente all’Europa (attraverso il Mar Rosso).

Tra i principali clienti di Microsoft la Standard Bank Group Ltd che ha dichiarato per mezzo del CIO Brenda Niehaus “apprezziamo enormemente la volontà di Microsoft di investire in servizi cloud [disponibili in loco]”.

Vantaggio temporaneo

Come anticipato dal titolo, l’apertura è prevista per il 2018 e segnerà un importante traguardo per la stessa Redmond in quanto, oltra ad offrire 40 region a livello globale, sarà la prima a raggiungere il vasto continente anticipando (salvo cambiamenti dell’ultim’ora) gli storici competitor AWS, Google ed IBM – interessati in questo periodo all’India.

La teoricamente minore appetibilità economica dell’Africa è solo uno dei motivi che hanno convinto i cloud provider a non “sbarcare” ufficialmente nel continente: ricorda infatti il portale ZDNet che è in dirittura di arrivo una normativa dedicata alla tutela dei dati sensibili che, sebbene non richieda l’archivizione dei dati entro i confini nazionali come la General Data Protection Regulation, potrebbe complicare le strategie dei provider.

Gli analisti commentano positivamente la mossa di Microsoft: “Ora [Redmond può affermare di mettere a disposizione risorse che consentono di gestire i dati in loco, mentre AWS non può affermare lo stesso].  Microsoft ha un vantaggio strategico significativo, anche se per una breve finestra temporale”.

Gli altri competitor non resteranno sicuramente a guardare. Lo stesso Register ricorda che Huawei, considerati i forti interessi economici della Cina nell’area, è uno dei prossimi provider potenzialmente pronti ad arrivare in Africa.

Fonti: 1,2,3

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