Azure vuole conquistare i clienti VMware

Corey Sanders (Director of Compute Azure) si rivolge ai clienti VMware annunciando servizi pensati per agevolare la migrazione nel cloud (pubblico/ibrido).

Azure Migrate, panoramica delle app VMware

Una panoramica delle app VMware elaborata da Azure Migrate. Fonte: blog ufficiale.

[…] One request I hear frequently is the desire to move existing on-premises VMware workloads to Azure. This includes migrating VMware-based applications to Azure, integrating with Azure, and deploying VMware virtualization on Azure hardware.

Inzia in questo modo il post pubblicato nella giornata di ieri da Corey Sanders (Director of Compute Azure) che ufficializza l’arrivo di un primo servizio pensato per facilitare la migrazione da ambienti on premise VMware ad Azure e di un secondo servizio pensato per il cloud ibrido. Il momento scelto da Sanders è tutt’altro che casuale: a sei giorni dall’inizio del re:Invent 2017 è chiara l’intenzione di anticipare eventuali annunci di AWS e sviare temporaneamente l’attenzione dell’industria. 

Ed è proprio il 27 Novembre che Microsoft lancerà Azure Migrate, servizio che si occuperà di organizzare il processo di migrazione analizzando le app VMware, creando una mappa “concettuale” (in cima alla pagina) e suggerendo le risorse cloud più adeguate alla loro esecuzione nella nuvola:

Azure Migrate offers the unique capability to visualize group level dependencies in multi-VM applications, allowing you to logically group and prioritize the entire application for migration.Through utilization discovery of the CPU, memory, disks, and network, Azure Migrate also has built-in rightsizing to offer size and cost guidance so when you migrate, you can save money.

Lo spostamento delle app è affidato ad Azure Site Recovery. Azure Database Migration Service (SQL Server/database Oracle > Azure SLQ Database) ed Azure Data Box (per lo spostamento di terabyte/petabyte di dati mediante appositi box “fisici”) possono essere utilizzati successivamente in base alle esigenze degli utenti. Per i workload più complessi da trasferire, Sanders annuncia per il 2018 l’arrivo di un servizio (attualmente in preview) ad hoc, “una soluzione bare metal che esegue lo stack completo VMware su hardware Azure [ed è affiancata da altri servizi della piattaforma]”.

Alternativa ad AWS/VMware?

La mossa dei vertici Azure può essere interpretata in due modi: ostacolare l’offerta AWS/VMware (che sta avendo realmente un ottimo riscontro come dichiarato da quest’ultima) o cercare di entrare in un segmento di mercato potenzialmente redditizio (teoria del “c’è posto per tutti”). Come evidenzia The Register, la parte più interessante del post è in chiusura dove Sanders parla di cloud ibrido:

At the same time, we understand that it may not be possible to run your entire business in the cloud. You may have low-latency, regulatory, or compliance requirements that require you to run some of your applications on-premises, in a hybrid way. The reality is, running your VMware virtualization stack in the cloud does not address your hybrid requirements.  For this, you need a broad set of hybrid services and solutions that provide not just connectivity and virtualization, but true consistency across your cloud and on-premises environments.

In parole povere una VM, seppur eseguita su un altro computer, resta sempre una VM. Per clienti che necessitano di eseguire alcune applicazioni on premise la soluzione ideale è il cloud ibrido ed Azure, dichiara prevedibilmente Sanders, dispone di tutti gli strumenti adatti a tali esigenze di business. L’offerta VMware su AWS mostra degli evidenti limiti in tal senso, suggerisce indirettamente Microsoft senza mai nominare il competitor per eccellenza.

I clienti VMware saranno interessati alla proposta Microsoft? In passato erano già state intraprese delle campagne mirate ma senza troppo successo, osserva The Register.

Fonti: 1, 2

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