Azure: Google Cloud Platform è ancora distante

Mark Russinovich (CTO Azure) ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito a Google ed alla sua strategia nel mercato del cloud computing

 

Azure Cloud Platform

 

 

Amazon Web Services, Microsoft e Google sono considerati i tre principali big del cloud pubblico. In occasione della ristrutturazione societaria effettuata da Mountain View, che ha visto nascere la nuova holding company Alphabet, il noto portale Fortune ha avuto modo di scambiare alcune parole con Mark Russinovich, CTO delle piattaforma cloud computing Azure. Vediamo insieme quali sono state le sue dichiarazioni.

Russinovich sembra non aver prestato particolare attenzione alla mossa di Google. La compagnia dispone certamente di un’infrastruttura avanzata e sta investendo considerevoli cifre nel cloud ma, ribadisce il CTO, il divario che la separa da Redmond ed AWS è ancora ampio: “è evidente che hanno un’ottima infrastruttura. E’ altrettanto chiaro che dispongono di adeguate risorse finanziarie. Quel che resta difficile da capire sono le loro intenzioni ha affermato Russinovich.

Come sottolineato da Fortune, il business che interessa il cloud ed i data center è rimasto legato al brand “Google”. A detta degli esperti la mossa può essere interpretata come una mossa per prendere tempo: prima di diventare un’entità separata (come altri progetti, ad esempio Google Fiber),  la piattaforma cloud deve crescere e rafforzarsi ulteriormente, soprattutto nel segmento enterprise

Valutare l’attuale “stato di salute” di Google Cloud Platform resta un compito arduo: il bilancio finanziario della divisione non è infatti mai stato reso pubblico (AWS ha rivelato solo quest’anno i dati riguardanti il proprio business cloud). Bisogna tuttavia ricordare che Mountain View è riuscita ad attirare l’attenzione di importanti clienti come Coca-Cola, Best Buy e SunGard Financial Systems.

Per il CTO Azure, Microsoft resta sempre avvantaggiata in ambito enterprise per via della lunga storia che lega l’azienda al settore. Da questo punto di vista Google è considerabile come uno degli ultimi arrivati: “In tutta sincerità, quando i clienti si rivolgono a noi parlano o [di Microsoft] o Amazon. Google non è menzionata nelle conversazioni” ha aggiunto Russinovich.

 

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