Bask Iyer: come sarà il 2016 di VMware

ln una recente intervista il CIO e vicepresidente della compagnia ha parlato delle strategie commerciali e del rapporto tra VMware ed i container

VMware

Bask Iyer è l’attuale CIO e vicepresidente di VMware, azienda leader a livello globale per software e servizi di virtualizzazione: Iyer è in carica da circa 10 mesi ed ha preso il posto di Tony Scott – che è stato scelto dall’amministrazione Obama per ricoprire l’importante ruolo di “CIO of the United States”.

In una recente intervista rilasciata ad eWeek, Iyer ha anticipato alcuni dettagli relativi alla strategia commerciale VMware nel 2016, oltre a delineare meglio l’approccio che la compagnia intende adottare nei confronti dei container: vediamo insieme le parti salienti della “chiaccherata” con eWeek.

Tra i punti fermi della strategia aziendale, senza troppe sorprese, troviamo il cloud computing: “[il cloud] può anche non avere una sua utilità per alcune aziende. Ma se scegli il cloud e diventi magari un provider SaaS, inizierai a chiederti ‘Posso essere ancora più efficiente? Voglio affidarmi a qualcun altro? […]’ ed è per  questo che numerose compagnia SaaS dispongono di una propria infrastruttura. Ed è proprio qui che noi intendiamo offrire un valore aggiunto“.

VMware, software-defined ed MDM

In seconda battuta figurano il software-defined networking e le soluzioni MDM (mobile-device management). Per quanto riguarda il primo, in ambito enterprise tale approccio è apprezzato soprattutto per l’elevato livello di controllo e gestibilità delle reti: certo, aggiunge, continueranno ad esserci dei particolari settori in cui i cavi e la sicurezza “fisica” di questi ultimi resteranno la scelta primaria (per ovvi motivi e si riferisce nello specifico ad agenzie governative, all’esercito etc.) ma il trend appare ormai consolidato.

Nel segmento MDM VMware conta invece di offrire degli strumenti adeguati al controllo ed alla gestione dei device con servizi che, con l’arrivo dell’IoT, saranno molto importanti per l’utenza (del resto la compagnia deve far fruttare l’investimento AirWatch di 1.54 miliardi): “viviamo in un mondo mobile […] e con l’IoT ogni device sarà connesso ad Internet. Ma sai esattamente quale compito sta svolgendo in questo momento quel device?  E sapresti dire dove si trova in questo momento?” ha aggiunto Iyer.

VMware ed il rapporto con i container

Iyer,abilmente, ha cercato di disinnescare subito l’argomento VM vs container con un’osservazione interessante rivolta ai meccanismi che regolano la circolazione delle notizie: “Diverse persone che si sono recate al VMworld hanno partecipato anche alla DockerCon. Non credo che si tratti unicamente di VMware vs Docker, o uno o l’altro. Io stesso mi affido a Docker in ambiente cloud privato VMware. Nei mercati c’è sempre una sottile vena di sensazionalismo con gente che dice ‘Docker avrà la meglio’ e così via. Ci sono alcune compagnie che si sono specializzate proprio nei container e lasciano circolare i rumor. In questo modo attirano l’attenzione della stampa”.

Grazie ai progetti opensource Photon e Lightwave, VMware pensa di gestire lo spinoso problema offrendo supporto ai container con applicazioni cloud native, optando per una sorta di mix tra il proprio framework e la tecnologia rilanciata dalla startup Docker.

L’intenzione è quindi quella di agevolare nei data center la “convivenza” tra le due soluzioni:  bisogna solo vedere se aziende di settore e mercato saranno dello stesso avviso.

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