BlazingDB: database più veloci grazie alle GPU

La capacità computazionale offerta dai moderni acceleratori grafici al servizio dei database per l'esecuzione di query SQL complesse.

 

Le GPU (graphics processing unit) rappresentano un componente hardware ormai popolare nel cloud: grazie alla capacità computazionale messa a disposizione dagli acceleratori grafici è possibile infatti eseguire complessi workload in tempi relativamente brevi. Gli ambiti in cui vengono attualmente impiegate con successo le GPU sono quelli inerenti il machine learning – deep learning, l’analisi dei dati e l’esecuzione di applicazioni grafiche complesse in ambienti desktop virtuali.

BlazingDB punta ad estendere i casi d’utilizzo delle GPU includendovi anche i database. Se affidata alle CPU, l’esecuzione di query SQL complesse può richiedere diverse ore – anche per via della scarsa scalabilità garantita da tale approccio. E’ naturalmente possibile aggirare il problema appoggiandosi a più server, osserve il CEO della startup Rodrigo Aramburu, ma in questo modo il livello di complessità delle operazioni aumenta esponenzialmente.

Secondo quanto dichiarato, BlazingDB può eseguire task che richiedono ore di lavoro in pochi minuti. Le GPU sono infatti in grado di effettuare un numero più elevato di calcoli in parallelo rispetto ai processori. Il servizio è destinato in particolare modo alle aziende che si appoggiano ai database per la realizzazione di dashboard di analisi, strumenti di business intelligence etc. Quali sono invece i punti deboli della soluzione? Come afferma lo stesso Aramburu “non siamo un database transazionale. Non siamo ancora abbastanza veloci su quel fronte. Non abbiamo implementato tutti gli standard SQL e non disponiamo di window functions e stored precedure“.

BlazingDB

Prestazioni a confronto. “BlazingDB è X volte più veloce delle seguenti soluzioni” – tabella mostrata sul sito ufficiale

 

Istanze supportate e versione gratuita

Il prodotto supporta le istanze GPU presenti sulle piattaforme cloud di Amazon Web Services, Microsoft e Softlayer: “La nostra architettura [funziona] indipendentemente dall’infrastruttura server adottata” ha dichiarato il CEO. Appoggiandosi a piattaforme esterne, BlazingDB non deve occuparsi della gestione dei server e consente ai clienti di supervisionare direttamente il tutto – prerogativa apprezzata soprattutto da chi riversa nel database dati sensibili e mission critical.

La startup dispone ancora di uno staff limitato (6 persone) ma viste le premesse il numero di dipendenti sarà presto aumentato: dal lancio ufficiale, avvenuto lo scorso Giugno, BlazingDB è infatti stata contattata da diverse compagnie presenti nella Top100 di Fortune.

Sul sito ufficiale è possibile scaricare una versione gratuita del database (Community Edition): per eseguirlo sono richiesti Ubuntu 14.04 (in futuro saranno aggiunte altre piattaforme), una GPU compatibile con l’architettura hardware CUDA 3.0 o superiore (Compute Unified Device Architecture) e relativi driver CUDA installati.

 

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