Brexit? Microsoft risponde con due region in UK

Office365 ed Azure non si arrestano davanti alla Brexit. Microsoft conferma l'arrivo di due region per il cloud e per la nota suite di produttività

Microsoft apre nuove region in UK. La Brexit non sembra preoccupare l'azienda

Lo scorso Giugno l’esito del referendum sull’uscita o meno del Regno Unito dall’UE si abbattè sull’Europa. Solo ventiquattr’ore prima le borse finanziarie avevano chiuso in netto rialzo, scommettendo sulla permanenza dello Paese d’oltre Manica, per poi essere letteralmente travolte dagli eventi che, come ben sappiamo, si sono evoluti diversamente da quanto auspicato.

Il panico si era poi velocemente diffuso nel mondo finanziario e non solo. Prendiamo ad esempio il mercato del cloud computing e delle infrastrutture alla sua base, i data center: diversi analisti iniziarono a pensare al post Brexit come una sorta di periodo buio per il settore. Buona parte dei progetti in cantiere sarebbero probabilmente stati rinviati, bloccati o reindirizzati su altri Paesi membri dell’Unione (Irlanda, Germania o Paesi Bassi) penalizzando il Regno Unito.

Nel mese di Luglio i più pessimisti furono tuttavia smentiti: AWS, all’indomani di un evento organizzato a Londra, confermò per bocca di Stephen Orban (a capo del dipartimento enterprise strategy AWS) l’arrivo di un nuovo data center in UK tra fine 2016 ed inizio 2017.

Brexit: paure infondate?

Ed arriviamo così alla notizia di oggi che vede il consolidamento del positivo trend a seguito dell’ufficializzazione, da parte di Microsoft, del lancio di due nuove region Azure (UK West e UK South che portano a quota 28 il numero di region a livello globale) grazie alle quali i potenziali acquirenti potranno usufruire anche della suite Office365. Per quanto riguarda i data center, si apprende che saranno localizzati nelle seguenti città: Cardiff e Londra (UK West e South region Azure) ; Durham e Londra (per l’erogazione dei servizi Office365). L’intero portfolio Azure non sarà immediatamente disponibile nelle due region: nuovi servizi arriveranno come di consueto nei mesi successivi – Dynamics CRM Online ad inizio 2017.

Tra i primi clienti Microsoft, riporta Data Center Knowledge, figurano già diverse aziende (Aston Martin, Rosslyn Analytics, Capita), il Ministero della Difesa del Regno Unito (che si appoggia sia ad Azure che Office) ed il South London Maudsley NHS Foundation Trust (istituto specializzato nella cura di malattie mentali). Il CIO dell’istituto ha dichiarato che la possibilità di archiviare i dati in strutture situate nel territorio nazionale consentirà al Trust di sfruttare maggiormente i servizi Azure.

Ed in merito al trattamento dei dati sensibili è facile presagire per il 2017 una serie di inevitabili complicazioni per i cloud provider, Microsoft inclusa. L’adesione di Redmond al cosidetto accordo EU-US Privacy Shield era stata infatti confermata prima dell’inaspettata Brexit: quali normative adotterà in  futuro il Regno Unito? E quanto differiranno da quelle approvate dall’UE?

 

 

 

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