CIAO: la rivisitazione Intel di OpenStack

Il progetto Intel è un orchestrator che si ispira ad OpenStack e punta alla gestione di macchine virtuali, container e bare metal. 

CIAO Intel

CIAO – Infrastruttura di rete

Intel ha avviato i lavori sul progetto open source CIAO (sviluppato in GO), acronimo di Cloud Integrated Advanced Orchestrator. L’iniziativa della compagnia non punta, almeno per il momento, a divenire un diretto concorrente di OpenStack (richiede anzi la presenza di alcuni suoi componenti come Keystone) ma bensì a fornire una soluzione per la gestione dei workload che sia in grado di operare indipendentemente dalla tipologia dei workload e dai requisiti di questi ultimi.

Sulla scia di quanto visto con Virtuozzo 7, si è scelto di tentare l’approccio della “coesistenza” tra più tecnologie: CIAO è infatti in grado di gestire macchine virtuali, container e computer sprovvisti di OS (bare metal). Per quanto riguarda la struttura interna, CIAO è costituito dai tre seguenti componenti:

  • uno scheduler che adopera un algoritmo push/pull gestito dal controller. Non appena quest’ultimo invia un’instanza allo scheduler, il componente individua il primo “spazio libero” tra i cluster di nodi computazionali – richiedendone l’intervento;
  • un controller, per la definizione dei settaggi di alto livello e le policy dei workload;
  • un launcher che, come anticipato, promette di gestire senza distinzione alcuna bare metal, macchine virtuali e container annullandone le “differenze operative” e ponendoli tutti sullo stesso piano – grazie ad un layer di astrazione. Il motivo principale dietro tale scelta, osserva The Register, risiede nella natura ibrida di alcuni vecchi workload enterprise (solitamente un mix tra macchine virtuali e bare metal). In questo modo gli utilizzatori di CIAO potranno “orchestrare” senza problemi i mixed workload pur restando pronti a supportare workload di una determinata tipologia.

CIAO: misure di sicurezza e prospettive future

La sicurezza dei workload nel cloud è cruciale. Contravvenendo all’orientamento open source del progetto, l’azienda ha deciso di porre alcuni “paletti” adoperando la tecnologia Intel Clear Linux, in grado si di sfruttuare avanzate funzionalità di sicurezza a livello hardware e garantire un elevato livello di isolamento (ideale per scenari multi tenant) ma di funzionare solo con processori Intel. Le comunicazioni tra i nodi sono invece protette dall’SSNTP (Simple and Secure Node Transfer Protocol); in ottica multi tenant ciascun nodo disponde infine di un network dedicato.

La stampa specializzata guarda con interesse al progetto CIAO, lodando in particolare modo l’inedito approccio dello scheduler, ma avanza alcuni dubbi sulla sua effettiva appetibilità in ambito enterprise: l’impiego di alcune soluzioni proprietarie ed una fase di setup iniziale dalla complessità pari o superiore a quella di OpenStack, potrebbero limitarne l’adozione.

 

 

 

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