Cloud: deficit di figure lavorative qualificate

Secondo Cloud Foundry le aziende hanno diverse difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro candidati con adeguate conoscenze 

Cloud e carenza di figure lavorative qualificate

Cloud Foundry (CF) è una piattaforma PaaS open source della quale abbiamo parlato anche su Hosting Talk. Secondo una recente inchiesta effettuta proprio da CF, le aziende starebbero incontrando diverse difficoltà nel reperire figure lavorative con adeguate skill cloudtra l’altro già evidenziata da OpenStack Foundation. In base a quanto affermato dai circa 900 dirigenti interpellati, la domanda è semplicemente superiore all’offerta del mercato: vediamo nel dettaglio le percentuali riscontrate e le skill più apprezzate nei curriculum.

Il 64% del campione ha constatato la scarsità di lavoratori qualificati ed afferma di iniziare a subire gli effetti negativi di tale situazione. L’editorialista del portale ZDNet osserva che al recente OpenStack Summit di Barcellona, nell’ala dedicata agli stand delle imprese, era effettivamente tangibile l’elevato interesse dei presenti per curricula con skill cloud. Per le aziende che hanno appena deciso di sbarcare nel cloud, la penuria di staff ha ridotto inoltre le possibilità di assumere lavoratori altamente qualificati (57% degli intervistati).

“Solitamente le grandi aziende affidavano a terze parti la gestione delle proprie tecnologie di sviluppo. Adesso che la trasformazione digitale è divenuta in diversi settori – [inclusi quello dei servizi finanziari, assicurazioni, automobilistico] – un elemento cruciale per il successo delle imprese, [per gestire i processi di cambiamento queste devono volontariamente affidarsi ai propri dipendenti]. Il bisogno crescente di staff per sviluppare o effettuare il deploy del software evidenzia la grave penuria di talenti disponibili per questo settore in rapida espansione. Questo “gap” […] sta velocemente aumentando mano a mano che sempre più aziende diventano de facto aziende software” ha affermato il CEO di Cloud Foundry Sam Ramji.

Cosa cercano le aziende ed a quali strategie ricorrono (per il momento)

Le conoscenze più apprezzate nei curriculum riguardano i database (47%), la capacità di sviluppare anche su mobile in un determinato linguaggio (Go, Javascript, C++ ed altri al 46%) ed effettuare deploy sulle principali piattaforme IaaS (Azure, Google Cloud ed AWS al 38%), continuous delivery ed integration (al 40%).

Per fronteggiare la scarsità di lavoratori qualificati, le aziende hanno iniziato ad investire maggiormente sul proprio organico avviando programmi di formazione. Il 62% degli interpellati ha fiducia nelle capacità dei quadri IT definendoli all’altezza della situazione – ovvero aggiornare con costanza le proprie nozioni e skill IT. Decisamente poco ottimistico il responso degli sviluppatori: meno di uno su due (47%) dichiara di essere in grado di mantenere i ritmi dettati dalle esigenze di business.

L’editorialista di ZDNet invita CIO e professionisti IT a non sottovalutare il problema in quanto destinato probabilmente a peggiorare con il passare del tempo. Entrambe le categorie, conclude, dovrebbero “agire” il più celermente possibile puntando tutto sulla formazione.

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