Cloud: fiducia a rischio downtime

Un downtime programmato da Microsoft riapre il dibattito sulle politiche adottate dai provider in merito alla disponibilità dei servizi cloud

Azure Data Lake e downtime programmato

Un anno e mezzo fa la stampa di settore, gli addetti ai lavori e le aziende interessate non avevano accolto con favore il downtime “programmato” della piattaforma cloud Verizon (dismessa definitivamente lo scorso Aprile 2016). L’ex provider aveva annunciato solo quattro giorni prima che il 10 Gennaio 2015 tutte le istanze e gli altri servizi della piattaforma non sarebbero stati utilizzabili per 48 ore (le operazioni vennero poi ultimate dai tecnici in 40 ore).

Se nei Service Level Agreement le imprese esigono solitamente interruzioni di servizio nell’ordine di alcuni secondi o al massimo minuti (in un anno), 2 giorni vennero recepiti come inaccettabili: si passò allora dal parlare di un “downtime programmato” ad una sorta di “suicidio programmato” da parte di Verizion  – che offriva argomenti più che validi a competitor come AWS ed IBM.

Il problema delle strategie comunicative adottate dai cloud provider per presentare/vendere determinati servizi ai clienti è una questione che a più riprese fa la sua apparizione nel “dibattito ICT” e si ricollega anche alla questione della “fiducia” che imprese e privati hanno nei riguardi della nota tecnologia. In passato si è parlato diverse volte di ciò che spaventa l’ICT tradizionalista e, oltre alla sicurezza degli ambienti cloud, le principali perplessità riguardavano le performance e la disponibilità del servizio (availability è un termine comune nei già citati SLA).

Azure  Data Lake ed il downtime di 12 ore

Lo scorso fine settimana Microsoft ha inviato ai clienti del servizio Azure Data Lake Store (per  l’archiviazione di dati strutturati / semi struttutarati / non strutturati che saranno successivamente utilizzati in task di analisi) una email della quale il portale Fortune ha mostrato un estratto: “Azure Data Lake Store (ADLS) e Azure Data Lake Analytics (ADLA) saranno sottoposti a manutenzione programmata per 12 ore. Durante la finestra temporale di manutenzione non sarà possibile accedere ed usare i servizi”.

Rispetto al caso Verizon si è optato per una finestra di avviso più ampia (7 giorni circa, le operazioni inizieranno il 9 Luglio) ma quel che ha attirato l’attenzione di Fortune è stata la gestione della vicenda da parte di Microsoft. Un portavoce di Redmond ha affermato che ADLS è in “preview” e quindi non in vendita; un dipendente ha poi aggiunto che i prodotti in preview non dispongono di un SLA come quelli commerciali.

A fronte di quanto detto la manutenzione non dovrebbe quindi impensierire i clienti, se non fosse per le informazioni riportate online dalla pagina dove si parla di “servizio gestito e supportato da un SLA di livello enterprise”. Certo, potrebbe trattarsi di una svista, il numero di utenti che utilizza ADLS è esiguo e la manutenzione avrà luogo durante un weekend estivo ma ciò non toglie che l’ambiguità tra prodotto in preview e commerciale andrebbe risolta al più presto.

Come mostra l’episodio ripreso da Fortune, non vi è sempre una totale trasparenza da parte dei provider – che si prendono a volte diverse libertà come Oracle, citato sempre da Fortune, nei cui SLA figura una clausola che consente fino a 10 ore mensili di downtime per manutenzione. Casi del genere non fanno altro che intaccare la credibilità dei provider e del cloud stesso, ostacolandone il processo di adozione.

 

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