Cloud: è finita l’era dei tagli ai prezzi di listino?

I principali cloud provider sembrano aver rallentato la frequenza dei tagli ai prezzi di listino puntanto maggiormente su nuove funzionalità e servizi

Azure Cloud Platform

Dei tagli ai prezzi di listino si è più volte parlato anche qui su Hosting Talk: dallo storage alle VM fino ai cloud server, tutte le soluzioni dei principali cloud provider sono state interessate da provvidenziali (per i clienti) “sforbiciate”. A detta degli analisti sembra tuttavia che AWS, Google e Microsoft abbiano deciso di cambiare strategia puntando sull’implementazione di nuove funzionalità. Vediamo quali sono secondo gli esperti gli elementi che comprovano l’inaspettato cambio di rotta.

Un’editorialista di Fortune ha raccolto ad esempio alcune dichiarazioni rilasciate da Scott Guthrie (executive vice president Microsoft) alla recente conferenza Deutsche Bank Technology e di un’altra convention alla quale partecipò nell’estate del 2014, completando il tutto con una dichiarazione di Andy Jassy (CEO AWS) in occasione del celebre re:Invent (2015). Seguendo l’ordine appena presentato:

  • ad una domanda riguardante l’attuale situazione dei listini prezzi nel cloud, Guthrie ha risposto ai giornalisti che: “In linea di massima non stiamo competendo sui prezzi. In generale stiamo competendo maggiormente sul valore [aggiunto], direi a questo punto, [in opposizione a quanto accadeva invece due o tre anni fa] quando penso che [la competizione] fosse più [incentrata] sul costo delle VM e dello storage“;
  • alla conferenza organizzata da GigaOM nell’estate del 2014, interpellato sulla questione e sull’eventualità che la guerra dei cuntinui tagli prezzi tra AWS, Google e Microsoft potesse perdurare, rispose “[è quella la strategia che intendo adottare]”;
  • il CEO AWS, all’indomani dell’importante convention del 2015, dovette rispondere a coloro che sottolinearono l’assenza dei tradizionali tagli di listino. Jassy affermò che la compagnia aveva semplicemente deciso di non focalizzarsi sui tagli e che nell’anno corrente questi ultimi erano già stati applicati più volte a vari servizi AWS.

Un nuovo trend per il cloud?

Le osservazioni di alcuni analisti, citati sempre dall’editorialista di Fortune, sono utili ad arricchire il quadro generale:

  • “la rilevanza e la frequenza dei reali tagli di listino – che influiscono sulla spesa degli utenti – è stata inferiore agli anni passati, specialmente al 2014” (Jonathan Atkin – RBC Capital Markets);
  • “AWS ed Azure non competono principalmente sui prezzi. In particolare modo Azure ha fatto un dietro front sui prezzi promozionali – sono si sfruttati per attirare gli utenti sulla piattaforma ma successivamente i clienti devono fare fronte ad un innalzamento sensibile delle “bollette” – una volta che le agevolazioni “di benvenuto” sono terminate” (Lydia Leong – Gartner);

Ed in chiusura torniamo a  S. Guthrie. Per importanti provider come AWS, Microsoft, Google, ha affermato alla convention Deutsche Bank, vi sono altri modi per alleggerire le bollette degli utenti. L’avanzato livello di automazione delle piattaforme permette al giorno d’oggi di aggiungere o eliminare risorse in tempo reale conteggiando in bolletta esclusivamente la capacità computazionale utilizzata. Un modo come un altro per non rispondere direttamente alle domanda citando vantaggi garantiti già da diverso tempo dalle principali piattaforme cloud.

 

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