Cloud ibrido, la porta che conduce all’innovazione aziendale?

Il cloud ibrido è il protagonista della nuova evoluzione IT ed è capace di garantire la crescita di nuovi modelli business con economicità e robustezza

Il cloud computing e, più nello specifico, il cloud ibrido potrebbe essere la via giusta per consentire ai business aziendali di crescere e innovarsi.Cloud ibrido, la porta che conduce all'innovazione aziendale?

Le aziende si trovano ora a vivere un periodo di incredibile innovazione IT. Così, i CIO assumono un ruolo leader nelle scelte business e promuovono la crescita aziendale attraverso l’ottimizzazione delle tecnologia e la mitigazione dei rischi informatici. E allo stesso tempo, i reparti IT presentano esigenze sempre nuove e imponenti con necessità di risorse ingenti, a dispetto dei sempre più magri bilanci e capitolati di spesa.

Gli ambienti IT aziendali devono quindi garantire funzionalità, flessibilità, riutilizzabilità delle risorse ed economicità, in modo da individuare il corretto equilibrio tra gli investimenti per le applicazioni enterprise e l’innovazione necessaria.

In questo contesto, viene da sé che una soluzione standard non esiste, né può esistere un approccio univoco alla soluzione del problema, perché differenti sono i contesti aziendali a cui l’IT deve adattarsi.

Fra le pieghe di esigenze e opportunità si insinua il cloud ibrido, che offre alle aziende la possibilità di passare dagli ambienti on-premise a quelli off-premise senza soluzione di continuità, con tutti i vantaggi che il cloud computing offre.

Il cloud pubblico offre velocità e costi irrisori, mentre il cloud privato offre quel livello di isolamento e sicurezza indispensabile per le applicazioni aziendali più mission-critical. Il cloud ibrido che combina in un’unica piattaforma tutte queste peculiarità e caratteristiche svolge un ruolo importante per permettere a nuovi modelli business di emergere senza difficoltà.

Non è un caso che gli analisti prevedono che in quattro anni il mercato globale di cloud ibrido crescerà fino a 79.540 milioni dollari con un tasso annuo del 30,19 percento.

Il cloud ibrido apre nuovi orizzonti applicativi

Con le organizzazioni che considerano l’ambiente cloud ibrido come un modo strategico per utilizzare la nuvola in modalità on-premise e off-premise, si aprono orizzonti applicativi nuovi, con maggiori opportunità per le necessità di innovazione e ottimizzazione che le aziende lamentano. Ad esempio, un’organizzazione può implementare rapidamente nuove applicazioni mobile in un ambiente cloud fuori dalle mura informatiche dell’azienda e integrarle con le applicazioni aziendali che continueranno a risiedere in un ambiente protetto on-premise. Nel corso del tempo, man a mano che le app mobile guadagnano in stabilità e in integrazione business, vi è la possibilità di spostarle all’interno delle risorse IT aziendali.

Inoltre, con il tempo, il passaggio dall’ambiente pubblico a quello privato diventerà ancora più semplice, e la complessità potrà essere ridotta con un’automazione dei processi e la “pacchettizzazione” delle applicazioni aziendali e del loro ambiente di funzionamento in pattern distribuibili, basati su standard aperti e pensati per automatizzare la distribuzione lungo le diverse tipologie di cloud. Una volta creato un pattern, questo può essere utilizzato sia on-premise sia off-premise, secondo la più alta realizzazione del principio di portabilità.

Insomma, indipendentemente dal settore, dal budget IT o dal grado di maturità dell’infrastruttura, le aziende non possono che beneficiare della flessibilità ed efficienza offerta da un ambiente cloud ibrido.

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