Cloud pubblico: cresce la fiducia delle imprese?

Le compagnie hanno più fiducia nelle infrastrutture cloud pubbliche. Le conclusioni di una recente ricerca dell'Intel Security Group in area EMEA

Cloud Computing e fiducia delle imprese

L’Intel Security Group ha rilasciato un nuovo report, “Building Trust In A Cloud Sky — The State of Cloud Adoption”, dedicato all’adozione del cloud computing in ambito enterprise. La principale conclusione dello studio fotografa una mutata percezione del settore nei riguardi delle infrastrutture cloud pubbliche che sempre di più punta su strategie “cloud first”.

E’ il confronto tra le rilevazioni del 2015 e del 2016 a suggerirlo, afferma Raj Samani (Intel Security CTO – EMEA). I professionisti interpellati due anni fa affermavano nel 51% dei casi di appoggiarsi a piattaforme cloud private. Nel 2016 la percentuale è scesa del 27%.

[La rapidità con cui il valore è crollato è abbastanza sorprendente]. […] C’è molta più fiducia nel cloud e certamente più fiducia nel cloud pubblico 

Come viene tuttavia motivata questa inversione di tendenza?

Rispetto al passato, afferma Samani, le compagnie sono molto più orientate alle infrastrutture pubbliche non solo per via del livello di maturità raggiunto dalle tecnologie ma anche della maggiore trasparenza adottata dai cloud provider. Gli analisti intendono dire con questo che il cloud non è improvvisamente diventato più sicuro (lo era già – anche se appare come un semplificazione eccessiva ndr) ma che piuttosto i provider presentano e “pubblicizzano” in modo più chiaro le procedure ed i sistemi utilizzati per tutelare le piattaforme online ed i clienti – un esempio recente di tale approccio è la serie di post a tema sicurezza pubblicata sul blog di Google Cloud Platform (gestione sicurezza, hypervisor).

La sfiducia è stata alimentata da luoghi comuni e pregiudizi, tanto è vero che il cloud pubblico non ha mai goduto di una buona reputazione, prosegue Samani:

Per qualsisi tipo di informazione sensibile è meglio non utilizzare il cloud pubblico. Non puoi fidarti. E’ più sicuro se è nel tuo ambiente cloud. Ad essere sinceri non penso che queste argomentazioni possano reggere alla prova dei fatti, è quindi un fatto positivo che adesso anche le organizzazioni lo abbiamo capito

Fiducia con margini di miglioramento

La percentuale di adozione ha ancora ampi margini di miglioramento, affermano gli analisti. Uno dei problemi principali delle compagnie è la gestione “interna” della sicurezza. Più della metà degli interpellati ha infatti affermato di aver individuato un’infezione malware in applicazioni cloud based. Una situazione causata non dallo scarso livello di protezione delle piattaforme quanto dall’inadeguata formazione del personale aziendale, ma non solo.

E’ la delicata questione alla quale ci si riferisce con l’espressione “shadow IT”. La relativa semplicità con la quale un impiegato può infatti ordinare ed utilizzare un qualsiasi servizio cloud (es: storage) espone l’impresa a maggiori rischi di sicurezza, soprattutto se vi è la controproducente abitudine di non consultare il reparto IT. E se fosse invece quest’ultimo a non svolgere adeguatamente i propri incarichi? E’ una domanda (non traduciamo per preservarne l’efficacia comunicativa) che pone in chiusura lo stesso Samani :

The question is: Are IT seen as an enabler or disabler? […]That’s a question they have to ask themselves

Fonte

 

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