Cloud pubblico, in 2 anni -66% ai prezzi di listino

La competizione tra provider si rivela vantaggiosa per gli utilizzatori di servizi cloud: in 24 mesi i listini sono infatti calati sensibilmente

Listino prezzi Azure

Un esempio di listino prezzi (in questo caso Azure)

La ritoccata ai prezzi di listino delle istanze effettuata da AWS alcuni giorni fa conferma indirettamente il trend rilevato dallo studio “Pricing the Cloud 2 – 2016 to 2020” di TLC (Tariff Consulting’s ): il prezzo medio delle istanze è calato del 66% in 24 mesi attestandosi sui 0.12$/ora al termine del periodo di monitoraggio (Novembre 2013 – Novembre 2015).

“Il calo dei listini prezzi riflette, in parte, l’accesa competizione tra i cloud provider e la rapida innovazione dei prodotti ad opera […] delle principali piattaforme [cloud]” ha dichiarato un analista TLC. Di conseguenza, prosegue, il divario tra i vari competitor si è notevolmente ridotto raggiungendo una relativa stabilità“AWS e Microsoft offrono istanze entry-level [quasi equivalenti] e gli altri cloud provider [li seguono a ruota] con prezzi simili”. 

Nei prossimi 5 anni, osserva TLC, la discesa dei prezzi sarà costante ma rallenterà la propria corsa attestandosi su un -14%. Del resto, come abbiamo visto anche qui su Hosting Talk, la corsa al “costo zero” non raggiungerà mai il traguardo finale: dall’infrastruttura al personale fino all’energia (solo per citarne alcuni), i provider avranno sempre dei costi fissi da sostenere che impediranno di varcare una determinata soglia – pena l’azzeramento dei guadagni.

I provider ne sono ovviamente consapevoli ed hanno rivolto i loro sforzi sia alla razionalizzazione dei pacchetti proposti (“i servizi gratuiti sono stati sostituiti da periodi di prova compresi tra 1 e 3 mesi”) sia all’implementazione di funzionalità in grado di offrire un valore aggiunto all’utenza: “[si punta all’innovazione dei prodotti] piuttosto che al taglio dei prezzi [ad esempio con l’introduzione di servizi di analisi dati per le applicazioni cloud o mirati all’emergente segmento dell’Internet of Things]”.

I nuovi servizi cloud, conclude TLC, avranno lo scopo di attirare l’attenzione di determinate categorie di “utenti specializzati” evitando in questo modo la “commodizzazione” dei prezzi.

 

 

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