Cloud server: un nuovo standard per contrastare Intel

Il consorzio guidato da IBM ed altre importanti aziende (AMD,Google,HP etc) ha presentato le specifiche tecniche per i server cloud del futuro

OpenCAPI - schema delle specifiche server

Schema OpenCAPI – fonte sito ufficiale

Intel è leader indiscusso della fascia server enterprise. Le soluzioni Xeon si sono infatti affermate già da diversi anni come soluzione preferita dai maggiori provider a livello globale, da AWS a Google. Certo, la concorrenza non è rimasta certo a guardare, pensiamo alle diverse novità riguardanti l’ecosistema ARM delle quali abbiamo parlato nell’ultimo anno, ma intaccare una leadership ormai consolidata non è un compito facile.

OpenCAPI Consortium, un consorzio guidato da IBM ed altre importanti aziende dell’industria tecnologica (Google, AMD, Nvidia, HP, DELL ed altre) cerca allora di invertire la tendenza del mercato presentando delle proprie specifiche tecniche “open” per i server cloud dei data center enterpise.  In base a quanto dichiarato, OpenCapi (che è anche il nome dell’alternativa proposta e sta per Open Coherent Accelerator Processor Interface) sarà in grado di incrementare notevolmente le prestazioni delle macchine – fino a dieci volte rispetto agli attuali standard.

L’idea alla base del progetto è quella di affiancare ai classici processori, la cui corsa ha rallentato notevolmente negli ultimi anni, dell’hardware complementare in grado di aumentare la capacità computazionale totale: tali componenti esistono già sul mercato e/o sono in arrivo, pensiamo alle GPU Nvidia ed AMD o ai chip riprogrammabili/dedicati (ASIC ed FGPA Microsoft ed Intel), ma saranno in grado di comunicare in maniera più efficace rispetto ad ora, come se fossero integrati nella CPU. Anche la velocità di accesso ai dati subirà un boost grazie a coherent controller per lo storage ed il networking.

“Il modello di computing del futuro vede il connubio tra un processore [pensato per la gestione dei dati], come POWER, ed un buon numero di tecnologie d’accelerazione [GPU, FGPA etc. ndr]” ha dichiarato Doug Balog (general manager IBM Power Systems) al portale Data Center Knowledge.

Server per l’analisi dati ed il machine learning

OpenCAPI punta a conquistare l’attenzione di enti ed imprese che si trovano a gestire intensivi workload dati. L’interesse per servizi inerenti l’analisi dei dati ed il machine learning/deep learning è elevato: i principali provider cloud (e non) hanno iniziato a muoversi in questa direzione (pensiamo a Google con Tensorflow, AWS con il servizio machine learning, IBM Watson etc) e si avvicina il momento in cui si stabiliranno i rapporti di forza tra fornitori hardware ed acquirenti. Da parte loro le imprese appartenenti al consorzio auspicano di ampliare il ventaglio di soluzioni disponibili (e di creare una valida alternativa ad Intel nel caso di IBM) evitando il ripetersi dell’attuale mercato server x86 – dove Intel può gestire con tranquillità i listini prezzi dei chip.

I primi server e componenti che adotteranno l’interfaccia OpenCAPI arriveranno nella seconda metà del 2017: sarà la stessa IBM ad esordire con una soluzione basata su processori POWER9 per poi lasciare campo libero agli altri membri del consorzio e ad OpenCAPI – particolarmente interessante potrebbe rivelarsi anche Zaius, un server sviluppato dalla partnership tra Google e Rackspace. Completeranno la road map (tra il 2017 ed il 2018) FPGA ed altre soluzioni per il networking “OpenCAPI ready” – rispettivamente sviluppate da Mellanox e Xilinx, altri due membri appartenenti del consorzio.

 

 

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