Come sfruttare gli snapshots dei cloud server

La rivoluzione introdotta dal cloud computing comporta molte novità pratiche. Una di queste novità consiste nella semplicità di creazione e gestione degli snapshot dei cloud server.

La rivoluzione introdotta dal cloud computing comporta molte novità pratiche. Una di queste novità consiste nella semplicità di creazione e gestione degli snapshot dei cloud server. Questa operazione è diventata molto più semplice e veloce grazie alle tecnologie che implementano l’universo cloud. Come tutti i cambiamenti, anche le metodologie nate col cloud computing hanno trovato qualche resistenza da parte dei più “conservatori”. Fino a pochi anni fa molte aziende erano piuttosto scettiche nell’affidare l’ambiente di produzione ad una macchina virtuale. Oggi, grazie a provider come Hosting Solutions, queste operazioni sono diventate semplici, affidabili e veloci. Anzi: per molti versi l’utilizzo di un cloud server presenta notevoli vantaggi rispetto ad un server tradizionale.

Vediamo qualche esempio concreto, considerando il seguente scenario di lavoro: vogliamo mettere in piedi un cloud server con ISPConfig, come spiegato qui.

Se non siamo dei sistemisti potremmo fare qualche errore durante il processo di preparazione dei cloud server. Oppure, anche se siamo degli esperti, potremmo avere dei dubbi su quali sono le dipendenze e le configurazioni ottimali delle varie applicazioni. Ad esempio, se vogliamo installare ISPConfig nel modo più semplice possibile, potremmo chiederci quante e quali applicazioni possiamo aggiungere dopo aver installato ISPConfig. Se iniziamo a compiere esperimenti su una macchina già avviata rischiamo di compromettere un’installazione funzionante. Se abbiamo dubbi del genere possiamo eseguire alcuni snapshot della macchina, salvando così un’immagine del sistema operativo completo, con tutte le applicazioni e dati presenti sulla macchina al momento dello snapshot.

I vantaggi sono moltissimi: possiamo eseguire uno snapshot ogni volta che la macchina si trova in uno stato stabile, collezionando una serie di “fotografie” del cloud server. In questo modo, se per sbaglio installiamo qualche applicazione che compromette la configurazione del server, possiamo facilmente ripristinare la situazione precedente.

Per mostrare quanto sia semplice creare, organizzare, gestire e ripristinare degli snapshot proviamo ad eseguire alcune prove nell’ambito della piattaforma cloud computing di Hosting Solutions. Dopo esserci collegati al pannello di amministrazione avremo a disposizione una schermata come questa.

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All’interno del pannello troviamo l’elenco dei vari cloud server, siano essi attivi o sospesi. Se vogliamo eseguire uno snapshot di un server clicchiamo sul pulsante Azioni e scegliamo la voce Crea Snapshot. Il procedimento potrebbe impiegare parecchi minuti. La durata del processo dipende dalla dimensione dell’immagine, ovvero dalla dimensione in GB del sistema operativo, librerie e applicazioni installate sul cloud server. Ad esempio, per creare uno snapshot del cloud server preparato per l’installazione di ISPConfig dovrebbero essere necessari circa 10-15 minuti.

Gestione degli Snapshot

Dopo aver selezionato il server e avviato il procedimento di creazione dello snapshot ci verrà chiesto quale nome assegnare all’immagine del server.

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Subito dopo inizierà il processo di creazione del snapshot.

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Come accennato a pagina precedente il procedimento impiegherà alcuni minuti. Ovviamente conviene parallelizzare diverse attività in modo da sfruttare in modo intelligente la decina di minuti (circa) che potrebbero essere necessari per produrre lo snapshot. Ricordiamoci che la durata effettiva del processo dipende dalla dimensione del cloud server: se abbiamo installato molte applicazioni probabilmente potrebbe essere necessario un tempo un po’ più lungo. Inoltre, per tutta la durata del procedimento di creazione dello snapshot non possiamo accedere al cloud server, né via shell né via browser.

Alla fine del processo il nuovo snapshot comparirà in fondo al pannello di amministrazione, vicino a quelli eventualmente già esistenti.

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Se stiamo eseguendo gli snapshot per facilitare le operazioni di ripristino dell’ultima configurazione stabile di un cloud server probabilmente ci converrà creare più di uno snapshot. Ad esempio potrebbe risultare conveniente eseguire uno snapshot al termine di ogni fase di installazione dei vari pacchetti seguita da un processo di validazione, test o collaudo funzionale. In questo modo potremo trovarci un elenco di snapshot come questo.

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Ogni riga dell’elenco è un’immagine completa di un cloud server, comprensiva del sistema operativo, delle librerie, delle applicazioni e dei dati che abbiamo installato sul server. In qualunque momento possiamo ripristinare uno di questi snapshot: il processo di ripristino non intacca lo snapshot, che funge da “matrice” per creare una nuova istanza allineata allo snapshot. In altre parole possiamo pensare ai vari snapshot con una serie di “timbri” o “classi” utilizzabili per “istanziare” o “clonare” nuovi server. Notiamo che il procedimento può essere utilizzato anche in alternativa alla normale creazione di istanze di cloud server: invece di creare un cloud server ex novo, con la normale procedura, possiamo creare dei server a partire da uno snapshot. In questo modo possiamo facilmente creare tutti i server che ci piacciono, in modo che siano identici allo snapshot originale.

Ripristino degli Snapshot

Quando vogliamo ripristinare uno snapshot dobbiamo innanzitutto scegliere l’istanza target del ripristino. Ciò significa che una delle istanze cloud server già esistenti verrà sovrascritta con l’immagine presa dallo snapshot. Per questo motivo dobbiamo prestare molta attenzione quando scegliamo il target del ripristino. Se ripristiniamo uno snapshot sopra un server che ci interessa perderemo tutto il lavoro fatto su quel server. Il modo più pratico di ripristinare uno snapshot è probabilmente quello di creare un nuovo server, cioè un’istanza “vergine” di un cloud server, e successivamente scegliere questo nuovo server come bersaglio dell’operazione di ripristino.

Una volta preparato il target scegliamo lo snapshot da ripristinare, cliccando sul pulsante Azioni e scegliendo la voce Ripristina, come in figura

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Si aprirà un pannello dove ci viene chiesto il bersaglio del ripristino, che come già detto deve essere uno dei server attualmente esistenti.

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anche in questo caso, esattamente come quando abbiamo creato lo snapshot, la durata del processo dipenderà dalle dimensioni dell’immagine. Mediamente il ripristino dura un po’ di più della creazione dello snapshot. Ad esempio, se abbiamo creato l’immagine in un tempo di circa 10 minuti, potrebbe servire 10-15 minuti per ripristinare la snapshot. Durante questo processo apparirà la seguente schermata

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Al termine del procedimento il server verrà avviato automaticamente, con tutti i servizi. Ad esempio, se abbiamo ripristinato un’istanza dove abbiamo precedentemente installato ISPConfig, al termine del ripristino potremmo immediatamente collegarci via browser al pannello di amministrazione di ISPConfig.

Le operazioni di creazione, archiviazione e ripristino degli snapshot sono uno dei punti di forza del cloud computing. Supponiamo ad esempio di impiegare 1 o 2 ore per mettere in piedi un cloud server completo con ISPConfig. Dopo aver compiuto quest’operazione possiamo salvare uno snapshot del server. Se in futuro dovessimo creare un altro server, identico a questo, invece di ripetere l’intera procedura impiegando nuovamente 1 o 2 ore possiamo semplicemente creare un nuovo server e poi usarlo per ripristinare un’immagine dello snapshot. Oppure possiamo scegliere lo snapshot direttamente in fase di creazione dell’istanza, perché i vari snapshot vengono proposti nell’elenco delle immagini quando creiamo un’istanza.  Ciò permette di ridurre notevolmente i tempi di gestione delle macchine che usiamo per offrire i servizi di hosting, eliminando anche molte possibilità di errore umano. È evidente che questo modo di lavorare offre numerosi vantaggi: è anche per questo motivo che sempre più aziende scommettono sul cloud computing.

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