Content marketing inefficace se non si conosce il target

Il content marketing perde di efficienza se viene promosso senza conoscere i destinatari e se non ha una profonda valenza per i clienti potenziali

La verità “Content is king” a volte viene interpretata in modo sbagliato, conducendo le aziende ad avviare strategie marketing e SEO che mirano a riempire le pagine di contenuti senza analizzare alcuni aspetti di importanza vitale.

Ad aprirci gli occhi su questi elementi a volte poco considerati sono le ricerche rilasciate da IDG Connect e da Forrester, che circostanziano il motto “content is king”, per far comprendere che le strategie di content marketing non possono basarsi semplicemente sulla creazione di nuovi contenuti fini a se stessi.

Secondo Robert Johnson, VP e analista principale di IDG Connect: “quando si tratta di fornire contenuti, i due aspetti prominenti sono l’allineamento del contenuto con le esigenze organizzative/aziendali e la sua rilevanza per l’acquirente”.

In questa frase sono racchiusi due dei cardini principali che devono guidare i SEO e i marketer nelle proprie strategie di content marketing.

I contenuti non devono essere programmati in modo casuale, ma devono rispondere a una precisa condizione operativa tracciata dall’azienda che sta compiendo il content marketing, in modo che si rispecchino le modalità con cui si vuole raggiungere l’obiettivo marketing, rimanendo conformi al brand e alle policy aziendali.

Allo stesso tempo, non si può pensare di raggiungere un obiettivo marketing se il contenuto non è funzionale alle necessità dell’acquirente o del potenziale cliente, in quanto resterebbe un contenuto privo di ogni scopo, se non quello puramente riempitivo.

Da questa indicazione duplice ne scaturisce un’altra che ben si evidenzia sempre nel rapporto IDG Connect Irrelevant Digital Content Impacts B2B Vendors’ Bottom Line, basato sulle interviste condotte su circa 200 acquirenti di prodotti tecnologici.

Secondo il rapporto, chi effettua content marketing deve conoscere alla perfezione il proprio target, in modo che i contenuti siano pertinenti, di facile individuazione sul Web, di tono pari all’intelligenza dell’uditorio e del lettorato e di comprensione tale da permettere a chiunque di diventare un nuovo cliente.

SEO content marketing, solo conoscendo il target e i canali distributivi

In altre parole, il contenuto deve facilitare la conversione del lettore verso una condizione di acquirente, dato che oltre l’80 percento degli intervistati ha confermato che il fornitore di un contenuto è poi diventato nel breve termine anche fornitore di un servizio o prodotto.

A convergere verso queste conclusioni anche il rapporto pubblicato da Forrester, Choose The Right Vendor Tools To Help With Content Marketing Development And Distribution, con cui l’istituto di ricerca invita i marketers e i SEO a svolgere content marketing sviluppando e distribuendo contenuti di qualità su appositi canali distributivi adatti allo scopo.

Content marketing inefficace se non si conosce il target

Per raggiungere la corretta distribuzione del contenuto e la migliore politica di content marketing, Forrester delinea anche alcune azioni rilevanti:

  • individuare un partner apripista che aiuti l’azienda a scegliere il migliore approccio contenutistico;
  • servirsi di un’apposita agenzia se il reparto marketing è sottodimensionato o inesperto;
  • farsi aiutare da apposite soluzioni software;
  • misurare sempre i risultati per verificare la bontà dei piani marketing e SEO perpetrati.

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *