Data center flottanti, l’idea prende forma

La start-up americana Nautilus sta lavorando alla realizzazione di data center flottanti costruiti in mezzo all'oceano. Tanti i vantaggi economici

data center flottanti

I data center per funzionare necessitano di un fabbisogno importante di energia elettrica impiegata in larga parte per il raffreddamento. Sono ormai 5-6 anni che si teorizza sulla costruzione di un data center posizionato in mare, così da sfruttare la corrente marina non soltanto per produrre energia per l’alimentazione dei server ma anche e soprattutto per il raffreddamento.

Questo progetto non è stato per nulla abbandonato ed è ritornato in auge grazie a due imprenditori di San Francisco, Arnold Magcale e Daniel Kekai, che sostengono che il data center galleggiante, oltre a consentire un risparmio in termini economici è anche più sicuro. Il progetto è già in fase avanzata e il data center in costruzione su un cantiere della Marina degli Stati Uniti, a circa 20 miglia a nord est di San Francisco, rappresenta la risposta concreta agli scettici. A differenza di un progetto simile avanzato da Google (in questo caso l’area identificata avrebbe dovuto essere Treasure Island nella baia di San Francisco) ancora nel 2009, questa volta il progetto va al di là dalla carta, infatti la realizzazione è già avviata.

Ad occuparsi del progetto è la start up Nautilus Data Technologies. Si prevede di creare più data center galleggianti in luoghi diversi e offrire servizi a prezzi competitivi, grazie al risparmio dovuto all’efficienza energetica della tecnologia utilizzata. Per quanto riguarda la sicurezza, maggiori garanzie arrivano anche dalla prevenzione di eventi naturali: i terremoti hanno minori impatti in acqua e gli incendi dovrebbero essere meno probabili e comunque meglio gestibili.

Nel corso degli ultimi sei anni ci si è concentrati sulla progettazione della struttura, tra cui un sistema di raffreddamento in attesa di brevetto. Si sta anche costruendo un software dedicato alla gestione della piattaforma di cloud che ospita i dati. Grandi passi avanti sono stati approntati in direzione dell’apprendimento automatico per ottimizzare l’efficienza delle strutture galleggianti.

I primi data center flottanti

Nautilus sta costruendo 4 data center da 2 MW su una chiatta di 250 piedi attraccato al Mare Island, una penisola che fa parte del Comune di Vallejo e sede del Cantiere Navale Mare Island. Essere in una base militare aggiunge un ulteriore elemento di sicurezza al progetto, e i fondatori sperano di costruire altri data center in luoghi militari. L’azienda è stata avviata da una famiglia di investitori nel settore dell’energia verde. La prima chiatta è costata circa 3 milioni di dollari per 1 MW di capacità.

Il raffreddamento dei data center flottanti

Un circuito di raffreddamento chiuso attraversa ogni rack dei data center. Il calore raccolto viene passato ad uno scambiatore per raffreddarlo grazie all’acqua dell’oceano. L’acqua impiegata viene a sua volta espulsa in mare. Il sistema è estremamente efficiente, in quanto non necessita di torri di raffreddamento, refrigeratori, o di trattamento dell’aria e prende l’acqua direttamente da sotto la chiatta. Un altro vantaggio è l’implementazione rapida. Il team Nautilus prevede di completare la chiatta da 8 MW in sei mesi. I fondatori affermano di poter replicare questi tempi in qualsiasi parte del mondo. Chiaramente rimangono da valutare le peculiarità di ciascun territorio.

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