I data center provider abbandoneranno il mercato

E' quel che pensa un noto venture capitalist statunitense. Le azioni dei principali data center provider sono subito calate del 2-3%. I dettagli.

IBM data center

Un data center IBM

Tra giovedì e venerdì scorso le dichiarazioni di Chamath Palihapitiya, fondatore e CEO di Social Capital, hanno causato non pochi problemi ai principali data center (dc) provider – Digital Reality ed Equinix tra i più noti.

Nel corso di un evento organizzato da CNBC ed Institutional Investor, l’ospite ha affermato che i progressi della tecnologia porteranno alla dismissione dell’industria dei data center provider.

Il ragionamento di Chamath, riferisce Bloomberg, si basa sul paper pubblicato lo scorso Aprile 2017 da Google e dedicato ai chip custom Tensor Processing Unit (TPU):

We can literally take a rack of servers that can basically replace seven or eight data centers and park it, drive it in an RV and park it beside a data center. Plug it into some air conditioning and power and it will take those data centers out of business

I chip custom, si legge nel documento, hanno consentito a Mountain View di non impegnare risorse nella costruzione di data center aggiuntivi destinati alle reti neurali e workload simili. Il discorso di Palihapitiya è stato naturalmente criticato dagli addetti ai lavori e (prevedibilmente) dai rappresentati del settore preso in causa che, a poche ore dalla trasmissione dell’evento, hanno notato un’improvvisa perdita di valore delle azioni (dal 2 al 3.6%):

Andy [Power, the company’s CFO] and I [John Stewart,senior VP of investor relations Equinix ndr] are in New York, meeting with our largest institutional investors, and this topic has come up as basically the first question every single meeting

ha affermato John Stewart raggiunto al telefono da alcuni giornalisti.

Le obiezioni

The Whir osserva che nel paper citato non si parla dell’impiego dei TPU in altri ambiti oltre a quelli delle intelligenze artificiali – i quali sono ancora una minoranza. E sempre nel documento si apprende che Google utilizza da almeno due anni i TPU (2015), periodo nel quale sono stati destinati ingenti fondi ai data center, l’ultimo dei quali (a Francoforte) è stato inaugurato lo stesso giorno dell’intervista a Chamath. Tra le altre zone raggiunte anche Nord Virginia, Oregon, Singapore, Inghilterra, Australia nelle quali Mountain View ha sia “noleggiato” capacità dai dc provider che costruito direttamente le proprie infrastrutture.

I server con TPU ed in generale l’hardware pensato per le reti neurali (GPU) non andranno a sostituirsi ai classici server cpu based, osserva un altro esperto, ma si affiancheranno a questi ultimi. I progressi tecnologici non hanno fatto altro che incrementare la domanda di capacità computazionale e quindi spazio ed infrastrutture. I dc provider non forniscono solo spazio ma anche energia, sistemi di refrigerazione adeguati e connessione ai principali snodi di rete, il che si sposa perfettamente con le più alte richieste energetiche (per piede quadro) ed il maggior calore generato dai “server per l’IA”.

[Our clients] are spending billions of dollars on incremental new data center CapEx, and they are doing that and signing leases with us for 10 to 15 years. They don’t think their data center’s going to go away

ha aggiunto Andy Power di Digital Reality, suggerendo come il settore dei dc provider non sia poi così vicino alla chiusura.

It’s an oversimplification. There’s probably more nuance to it; we get this argument from investors all the time

ha commentato infine Steven Rubis (vp DuPont Fabros Technology, azienda specializzata nel reperimento di capacità aggiuntiva per compagnie come Facebook e Microsoft) in merito alle affermazioni di Chamath.

Fonte: 1

 

 

 

 

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