DevOps: i progetti open source più interessanti

Linux Foundation ha segnalato un elenco di progetti e soluzioni open source DevOps particolarmente degni di nota. Ecco quali sono.

 

Linux Foundation ha segnalato un elenco di soluzioni e progetti DevOps open source degni di nota, presentandoli brevemente e spiegando come siano destinati a cambiare le modalità di sviluppo ed integrazione del software. Come già detto nella news di mercoledì scorso dedicata a Puppet (che ritroveremo anche oggi), l’approccio DevOps ha consentito di superare la storica barriera tra sviluppatori ed amministratori, automatizzando l’esecuzione di varie task a livello infrastrutturale.

Ansible - soluzioni DevOps

Il primo progetto della lista (non si tratta naturalmente di una classifica), Ansible, ha come cavallo di battaglia il motto “infrastructure as code.” Con questa definizione ci si riferisce alla possibilità, da parte degli amministratori, di stabilire mediante file di configurazione le modalità con le quali operano gli “elementi” dell’infrastruttura (server, storage, applicazioni etc). Le varie policy sono poi integrate automaticamente da Ansible (anche in infrastrutture “eterogenee”) che in questo modo non solo riduce al minimo l’intervento umano nella gestione dei software ma va oltre i limiti dei classici tool di configurazione (in grado di operare solo con determinate tipologie di software ed hardware).

Insieme a soluzioni analoghe come Puppet, Ansible ha rimodellato i servizi amministrativi ed i rapporti tra software ed hardware: sempre più difficilmente i vendor riusciranno ad imporre il pagamento di quote extra per servizi proprietari e tool di configurazione. L’utente si aspetta ormai di poter gestire l’intera infrastruttura da una location centralizzata.

CoreOS

Il secondo nome della lista non è un tool di configurazione ma l’ecosistema CoreOS caratterizzato da un serie di strumenti per la creazione, deploy e gestione delle applicazioni via container. A differenza di Docker, che si appoggia a soluzioni fornite da altri vendor per task come il deploy, CoreOS è intenzionato ad offrire un’ampia selezione di “strumenti fatti in casa” e pensati per operare con i propri container. Il successo o meno dell’iniziativa CoreOs determinerà probabilmente il modello vincente in questo segmento di mercato.

Docker e cloud - soluzioni DevOps

Docker è il terzo dell’elenco e forse uno dei più noti nel mondo DevOps. Ci siamo occupati più volte di Docker qui su Hosting Talk e come molti ormai sapranno i container non sono stati “inventati” dalla startup di successo ma semplicemente resi più semplici da utilizzare.

Amministratori e sviluppatori possono inserire facilmente linee di codice nei container e consegnare direttamente il tutto senza tenere conto dell’infrastruttura di destinazione. Anche le operazioni di integrazione del software hanno beneficiato dei container, permettendo ad esempio a due aziende di lavorare congiuntamente senza adattare le proprie soluzioni all’infrastruttura del partner.

Jenkins - soluzioni DevOps

Jenkins è definita invece come la piattaforma leader nell’approccio di continuous delivery, in sintesi la sincronizzazione delle varie fasi che caratterizzano lo sviluppo di un’applicazione (scrittura codice, testing, building e code delivery) – il vecchio modello vedeva la separazione delle fasi in vari stage ed ad intervalli di tempo stabiliti. Di conseguenza la continuos integration, eliminando le barriere tra differenti team, rende più efficiente l’iter di programmazione.

Kubernetes

Kubernetes è il progetto nato in casa Google che punta a rendere più efficiente la gestione di un elevato numero di applicazioni container tra cluster di server. La proposta va a colmare una mancanza delle precedenti soluzioni cercando di automatizzare la gestione di container anche su larga scala.

Le aspettative di aziende ed utenti sono chiare in tal senso: il deploy di infrastrutture, anche di una certa dimensione, deve avvenire nel modo più semplice e veloce possibile – che i container siano 1000 o 10 non deve fare alcuna differenza per l’utilizzatore finale.

terraform

Terraform chiude la rassegna e punta ad affermare il modello “infrastructure as a code” su qualsiasi tipo di infrastruttura, indipendentemente dalla presenza di elementi sviluppati da più vendor e non pensati per operare congiuntamente. Terraform cerca in questo modo di preservare la compatibilità in generale a fronte del vasto numero di tool DevOps presenti ed in arrivo sul mercato.

 

 

 

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