DigitalOcean, quali i segreti del successo?

La startup newyorkese è divenuta la piattaforma di riferimento per gli sviluppatori di tutto il mondo. Forbes prova a spiegare il perchè.

DigitalOcean

DigitalOcean potrebbe essere definita come la “classica storia di successo statunitense”: un’idea semplice, nata magari tra le aule di un college o in un piccolo garage, che in breve tempo si trasforma in un’impresa in grado di competere a livello globale.

Sono bastati infatti meno di cinque anni alla startup  fondata nel 2011 da Ben e Moisey Uretsky per divenire uno dei punti di riferimento online per gli sviluppatori: a fine 2013 DigitalOcean è stato riconosciuto da Netcraft come il cloud provider con il tasso di crescita più elevato, superiore perfino ad AWS; a fine 2014 il portale Netcraft ha attestato il raggiungimento della terza posizione, ai danni di Rackspace, nella classifica per numero di computer presenti in rete (web facing computers); a Maggio 2015 DigitalOcean ha guadagnato un’altra posizione, collocandosi direttamente alle spalle di Amazon Web Services.

Come si spiega il progressivo e rapido successo della startup di New York? Janakiram MSV, editorialista di Forbes, ha provato a dare una risposta elencando le caratteristiche vincenti dei servizi DigitalOcean. Vediamo quali.

 

Interfaccia semplice ed approccio minimalista

La console messa a disposizione da DigitalOcean è intuitiva e funzionale: i link ed i bottoni visulizzati dall’utente consentono di effettuare tutte le operazioni che uno sviluppatore si aspetta di poter compiere. Altri provider, con il passare degli anni, hanno reso abbastanza confusionaria l’interfaccia (AWS, anche per via delle numerose feature disponibili) o hanno preferito curare maggiormente l’aspetto grafico rispetto all’usabilità (Azure). Nonostante molti possano reputare DigitalOcean inadatta al segmento enterprise, l’editorialista assicura che la startup poggia su una robusta infrastruttura in grado di gestire agevolmente workload opensource ed effettuare il deploy di applicazioni web scalabili. Anche l’integrazione con strumenti di terze parti via API è semplificata da un approccio intuitivo e minimalista.

 

Caratteristiche del servizio e prestazioni

Per quanto riguarda le caratteristiche hardware e le funzionalità DigitalOcean, afferma l’editorialista, si è frequentemente distinta per aver anticipato la concorrenza: ad esempio implementando il supporto ad IPv6 molto prima che l’argomento fosse all’ordine del giorno nell’industria; o ancora affiancando per la prima volta gli SSD alle VM. I tempi di avvio dei droplet (termine con il quale il provider indica le VM) sono infine tra i più veloci, forse i più rapidi (entro i 55 secondi), del mercato – solo la piattaforma di Mountain View è in grado di avvicinarsi alla startup in tal senso.

 

Documentazione esauriente

Il materiale messo a disposizione dal provider è di alto livello ed estremamente dettagliato. Gli argomenti trattati spaziano dal setup di un cluster LAMP ad uno Kubernetes rivelandosi utili anche per  sviluppatori che lavorano su differenti piattaforme cloud. Le tematiche sono scelte direttamente della community in un’apposita sezione del sito, successivamente il provider invita un esperto in materia a partecipare al processo di arricchimento del database – ovviamente dietro compenso.

 

Listino prezzi chiaro ed affidabile

I costi a carico dell’utente sono ampiamente prevedibili ed elencati in maniera chiara e precisa: non sono presenti particolari formule o variabili aggiuntive da tenere in considerazione per capire quale sarà il corrispettivo da pagare. Il cliente può scegliere una tariffazione su base oraria o mensile – quest’ultima rappresenta in realtà lo soglia massima, calcolata sempre su base oraria, oltre la quale un utente non può andare in un arco di 30 giorni).

 

Piattaforma ampiamente supportata dall’industria e dalla community

La community è un altro degli assi nella manica di DigitalOcean, buona parte del successo della startup deriva infatti dalla solida comunità creatasi intorno all’impresa: il forum del provider è attivo ed è relativamente semplice trovare risposta ai propri dubbi o confrontarsi con altri appassionati/esperti. DigitalOcean dispone infine di una piattaforma ampiamente supportata nel settore e sulla quale, di conseguenza, è possibile eseguire qualsiasi cosa: da CoreOS fino all’ultima versione di Docker Swarm.

 

 

 

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