Docker, VM e sistemi operativi: il punto della situazione

Dal palco della LinuxCon Wim Coekaerts (Oracle) ha parlato del rapporto tra container Docker, macchine virtuali e sistemi operativi server

LinuxCon: docker, VM e OS server

Una settimana fa si è conclusa a Seattle la tappa statunitense della LinuxCon (17-19 Agosto).  Nel corso di uno dei vari keynote, Wim Coekaerts (senior vice president Linux and virtualization engineering presso Oracle) ha tracciato il punto della situazione sulla tecnologia dei container in ambito enterprise. Vediamo quali sono stati i passaggi più significativi.

Coekaerts comincia il proprio discorso ricordando che uno dei trend del 2015 è sicuramente l’affermazione dei container nell’industria – abbiamo avuto modo di parlare più volte dei container, una tecnologia non nuova che è riuscita però ad attirare l’attenzione dei big del settore solo grazie alla startup Docker. Per il relatore la loro completa adozione è però distante:  quando quest’ultima si concretizzerà il ruolo degli OS muterà di conseguenza.

“Per quale motivo abbiamo bisogno di un sistema operativo? Semplicemente per utilizzare le applicazioni; un sistema operativo gestisce l’hardware e le risorse per consentire alle vostre applicazioni di funzionare”. Da questo punto di vista, i container Docker mirano a perfezionare l’esecuzione delle applicazioni nei sistemi operativi server. L’Open Container Iniziative (OCI), un consorzio di piccole e grandi imprese formatosi per stabilire uno standard “tecnico” per i container, ha anche questo obiettivo.

Come molti erroneamente pensano, l’installazione di software in ambito enterprise, ha aggiunto Coekaerts, non è ancora un’operazione immediata. Docker contribuirà a semplificare le procedure, come avviene sui dispositivi portatili più diffusi: “le nuove generazioni hanno semplicemente bisogno di un click sul proprio dispositivo mobile per avviare un’applicazione”. Nell’attesa saranno necessari strumenti di transizione e migrazione tra container e VM – in pratica i due standard coesisteranno fin quando le possibilità offerte da Docker non avranno un impiego effettivo nella vita di tutti i giorni e le stesse aziende decideranno di investire nel nuovo modello.

La parabola ascendente di Docker, assicura il vice presidente, non porterà tuttavia all’abbandono delle macchine virtuali (VM). Il periodo di transizione sarà lungo perchè smussare gli angoli del modello container richiederà tempo: ” lanciare un database è facile; è tutto quello che ci gira attorno ad essere complesso. […] I container non si comportano come le VM “, senza dimenticare che il debugging di applicazioni nei container  è  in fase embrionale e poggia su strumenti ancora acerbi.

 

 

 

 

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *