Domini .COM e .NET: registrazioni in calo

La base di domini .COM e .NET cala per la prima volta in 5 anni. Vediamo quali sono i motivi dietro l'inattesa (non dagli analisti) battuta di arresto.

Base registrazioni .COM + .NET (2011-2016)

Base di domini .COM e .NET registrati – fonte Domain Name Wire

Tempo di inevitabili bilanci anche per Verisign, Registro delle note estensioni .NET e .COM. La notizia del giorno riguarda l’improvviso calo della base di domini registrati dagli utenti: come è possibile osservare dalla tabella riportata in apertura, negli ultimi 5 anni si era consolidato un positivo trend di crescita. La collaudata macchina Verisign si è inceppata? O forse i gTLD hanno iniziato ad intaccare la popolarità dei TLD storici (legacy)? Niente di tutto questo. La dinamica era stata già anticipata dagli esperti di settore che avevano inoltre individuato la causa dei “mali Verisign”. Ripercorriamo le fasi salienti della vicenda basandoci su quanto pubblicato dal portale Domain Name Wire (DNW).

Un anno fa Jim Bidzos (CEO Verisign) annunciava agli investitori che nel quarto trimestre 2015 (Q4 2015) il numero di registrazioni sarebbe diminuito: “durante il Q3 abbiamo assistito ad una [concreta crescita delle registrazioni nei] mercati emergenti ed internazionali, in particolare in Asia. Anche se ci aspettiamo che questi mercati continuino a [restituire positivi segnali], crediamo che l’attività riscontrata nel Q3 rallenterà gradualmente nel Q4. Anche per via di fattori stagionali, il Q4 tende [ad avere meno registrazioni] rispetto al Q3, come abbiamo avuto modo di vedere negli ultimi due anni”.

Dal boom di registrazioni alla flessione

Tenendo conto della probabile percentuale di cancellazioni dell’ultimo trimestre 2015, Verisign si aspettava un incremento netto di registrazioni (.COM+.NET) compreso tra gli 1.1 e gli 1.6 milioni di domini. Le previsioni si rivelarono invece inesatte perchè la cifra finale balzò a 4.6 milioni.

A cosa fu dovuto l’incredibile risultato? In primo luogo alla frenetica attività di alcuni registrar cinesi (eName, HiChina, HangZhou AiMing Network Co). I tre registrar, ovviamente sconosciuti dalle nostre parti, passarono senza alcun apparente motivo da poche migliaia a centinaia (e oltre) di registrazioni nell’arco di 30 giorni, rispettivamente: da 15.000 ad 1 milione, da 100.000 a 650.000, da 10.000 a 500.000.

In secondo luogo alla correlata corsa al “dominio perfetto”, cioè quello con il quantitativo di lettere-numeri ritenuto ottimale dagli investitori orientali: come osservato da DNW, un’idea che è cambiata più volte nel corso del tempo passando prima da 4-5 lettere e numeri fino a sei, sette, otto e nove. In sintesi: per Verisign si trattò di uno dei migliori risultati degli ultimi anni. Gli investitori furono invece meno soddisfatti – seppur positivi i risultati “inaspettati” non sono graditi. In generale sono la costanza e la prevedibilità ad essere apprezzate dai business man.

Nuove registrazioni a Novembre 2015

I balzo di nuove registrazioni a Novembre 2015 – fonte Domain Name Wire

A distanza di un anno arriva invece la battuta di arresto, diretta conseguenza dell’exploit di 12 mesi prima ed ugualmente poco apprezzata dagli investitori. I motivi sono presto detti: in generale solo la metà dei domini .COM registrati vengono effettivamente rinnovati al “primo anniversario”; nei mercati emergenti, prosegue DNW, le percentuali sono tuttavia ancora più basse senza considerare l’imprevedibilità del mercato cinese, nel quale gli investitori di domini hanno creato una vera e propria “bolla”. Quanti domini saranno rinnovati in Cina? La previsione è difficile: i domini a sei lettere potrebbero ad esempio essere ritenuti dagli investitori “la carta vincente” – tutti gli altri domini in portfolio verrebbero quindi scaricati immediatamente.

A fornire elementi più utili a valutare la battuta di arresto è stato infine il CEO Verisign che alcuni giorni fa, nel corso di una riunione con gli investitori, ha affermato di aspettarsi un calo della base di registrazioni compreso tra gli 1.5 milioni ed i 2.8 milioni di domini. Le compagnie che hanno scommesso sui gTLD non perderanno l’occasione per sfruttare i negativi dati a loro vantaggio, ritoccando la propria “narrazione” per meglio convincere i potenziali acquirenti, osserva DNW: “sono i nuovi TLD a mettere in difficoltà quelli vecchi”, diranno, omettendo quanto accaduto in Cina.

 

 

 

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