I domini ed il problema delle registrazioni “malevoli”

La percentuale di domini utilizzati per campagne di spam, phishing etc. è in aumento, afferma un recente report. Il fenomeno riguarda in particolare i gTLD

Gtld ecommerce

Spamhaus, un’organizzazione che si occupa di monitorare l’attività di spam online, ha pubblicato alcuni giorni fa la classifica dei 10 domini più colpiti dalla nota problematica.

Il metro di misurazione adottato è il rapporto (ratio) tra il numero di domini “legali” e quelli utilizzati per scopi “meno nobili”. In questo modo i ricercatori sono riusciti ad ottenere  una panoramica più realistica della situazione rispetto ad altre indagini “tradizionali” basate sulla percentuale rispetto al numero di registrazioni totali  –  un ipotetico 5% di domini .ORG o .COM interessato da fenomeni di spam ed affini non equivale, in termini numerici, ad un 5% relativo però al dominio .CLUB. Ecco in ogni caso la classifica in questione:

  • .download con una ratio pari al 76%
  • .review con una ratio pari al 75.6%
  • .diet con una ratio pari al 74.3%
  • .click con una ratio pari al 72.4%
  • .work con una ratio pari al 65%
  • .tokyo con una ratio pari al 51%
  • .racing con una ratio pari al 50.8%
  • .science con una ratio pari al 49.9%
  • .party con una ratio pari al 45.3%
  • .uno con una ratio pari al 42.5%

Un vero e proprio modello di business?

Secondo l’organizzazione i risultati dimostrano che tanto i Registri quanto i registrar non si stanno impegnando abbastanza nella lotta ai vari fenomeni di abuso, tra i quali spicca anche quello dello spam: ” [per i malintenzionati] è conveniente ed estremamente facile comprare migliaia di domini dai registri TLD e dai relativi reseller. […] Alcuni registrar vendono consapevolmente elevate quantità di domini a spammer professionisti per profitto o non si impegnano abbastanza nel limitare o bloccare il loro accesso a questa fonte inesauribile di domini. Questi registrar finiscono con il basare il loro intero business sul [modello] network abuse “.

Come spesso accade, le parti chiamate in causa cercano di addossare la colpa ad altri, osserva Spamhouse. Alcuni Registri affermano che sia responsabilità dei rivenditori occuparsi delle questioni inerenti l’abuso di domini e la violazione delle policy; tuttavia, se questi ultimi non saranno “incentivati” dagli stessi Registri ad effettuare controlli più stretti in tal senso, la situazione resterà immutata. “Un buon numero di Registri è riuscito a tenere lontani gli spammer e [si impegna quotidianamente per il mantenimento di una buona reputazione]; ciò dimostra che qualsiasi Registro TLD, se realmente lo vuole, è in grado di “fare pulizia”” ha concluso Spamhaus.

 

Facci sapere cosa ne pensi!

  1. says

    Sono gli stessi registar a volere la vendita di domini anche abbastanza vecchi, uno dei miei domini è stato bloccato e poi ceduto volontariamente dal register, per un problema di scadenza della carta di credito.
    Ho provato in tutti i modi prima della scadenza a rinnovarlo ma nulla, evidentemente vogliono questo traffico di domini per motivi economici.

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *