Dropbox dichiara guerra a Box, ecco le API Business

Dropbox for Business: 100 mila clienti business e nuove API per estendere la percezione enterprise del servizio e migliorare il rapporto con i reparti IT

La mancanza di opzioni di sicurezza avanzate aveva spinto Dropbox a rilasciare una versione enterprise del programma indicata dall’epiteto for Business. E ora, a distanza di circa un anno, il noto marchio di cloud storage annuncia di aver raggiunto i 100 mila clienti sulla piattaforma business e rilascia apposite API per l’integrazione del prodotto in azienda.Dropbox dichiara guerra a Box, ecco le API Business

Con questa mossa, Dropbox dichiara guerra aperta a Box che, dal canto suo, può contare su una piattaforma enterprise già veterana e completa, con cui Dropbox sembra abbia fatto fatica a competere. Proprio questa difficoltà potrebbe aver spinto Dropbox ad abbandonare l’idea di uno sviluppo totalmente interno della app per uso business, aprendo il progetto a tutta una serie di partner, contributori e aziende che, attraverso le API, possono personalizzare l’uso di Dropbox for Business in base alle proprie esigenze.

L’idea alla base di tutto è quella di offrire un cloud storage completo, adatto agli utenti aziendali e conforme alla percezione dei reparti IT come servizio enterprise.

Con le API, Dropbox for Business va oltre le funzionalità già offerte di audit delle condivisoni, controllo degli accessi e quarantena sui file e pulizia remota dei contenuti in caso di laptop o computer rubati e trafugati.

Con le API, infatti, i reparti IT avranno ancora di più un maggiore controllo sui sistemi di storage offerti da Dropbox e potranno integrare soluzioni di terze parti già presenti in azienda per:

  • prevenire la perdita di dati e la fuoriuscita di informazioni personali e riservate;
  • migrare i dati, aiutando così i trasferimenti di larga scala su piattaforme di backup on-site;
  • criptare e decriptare i dati business secondo gli standard industriali;
  • gestire le identità e gli accessi dei dipendenti ai file;
  • mantenere gli archivi legali dei documenti;
  • creare delle applicazioni personalizzate e specializzate in workflow aziendali non gestibili con tool esterni;
  • installare applicazioni all’interno di ogni account Dropbox for Business con un solo clic per renderle disponibili all’intera struttura enterprise;
  • trasferire i dati di lavoro Dropbox da un dipendente all’altro in caso di promozione o di abbandono dell’azienda.

Ci sono già le prime applicazioni Dropbox for Business API

Per il lancio delle API Business, Dropbox ha lavorato con decine di partner in modo da proporre un parterre di applicazioni interfacciabili alla piattaforma dal giorno zero di adozione. Così, a bordo del progetto sono saliti nomi illustri dell’IT come Microsoft Azure, Dell Data Protection, IBM WebSphere Cast Iron, Okta, Domo, Splunk, Meldium, nCrypted Cloud, Mover.io, SkySync, Ping Identity, CloudLock, Cetrify, Sookasa e CirroSecure.

Per esempio, Splunk ha creato un’applicazione basata sulle API di Dropbox for Business che permette agli amministratori di vedere chi è loggato con il proprio account Dropbox aziendela e da quale luogo sta esplorando i propri file. In questo modo, gli amministratori IT possono scoprire se vi sono autenticazioni nel Dropbox aziendale da luoghi in cui non vi sono dipendenti.

La startup CloudLock, invece, ha sviluppato un’app che permette di scansionare ogni singolo file mantenuto in Dropbox for Business, per assicurare che ogni singola risorsa rispetti le policy IT interne; inoltre, con questa applicazioni, gli amministratori IT possono assicurarsi che determinati file non vengano acceduti al di fuori del perimetro aziendale.

Tutto questo si aggiunge alle già passate collaborazioni ed estensioni che hanno visto Dropbox for Business legarsi a marchi importanti dell’IT enterprise, come Salesforce, Slack, Asana, Trello, Yahoo e, più recentemente, Microsoft Office.

Entusiasta del rilascio delle API è il Product Manager Dropbox, George O’Brien, che ha così commentato la novità: “Penso che quello che sta accadendo con Dropbox dimostra come sia la gente a scegliere gli strumenti con cui lavorare in modo efficace, anche in ambito aziendale. I dipendenti possono iniziare a lavorare sul proprio laptop casalingo o business, o sul proprio iPad, e così diverse risorse vengono generate, modificate e consultate dagli utenti su piattaforme differenti. In questo scenario, uno dei modi per i reparti IT di recupare il controllo non è quello di porre dei limiti, ma di usare appositi strumenti che permettano di controllare e riportare nei perimetri aziendali i contenuti creati e consultati altrove. Ecco lo scopo delle API di Dropbox for Business.”.

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