Ecommerce in Cina: un mercato in continua crescita

Un recente report della Goldman Sachs smentisce il "rallentamento" del mercato ecommerce cinese prevedendo una crescita di valore del 100% entro il 2020

Una foto del complesso Zhongnanhai, il giro d'affari del mercato ecommerce interessa prevedibilmente anche il governo centrale

Una foto del complesso Zhongnanhai

Nel 2016 l’economia cinese ha “rallentato” il passo, suscitando preoccupazioni tanto nel mondo della finanza quanto tra le fila di quanti calcano quotidianamente i corridoi del Zhongnanhai (Pechino), il complesso sede del partito comunista cinese e del governo nazionale. Con una crescita del PIL stimata intorno al 6.7% (l’Italia non arriva al punto percentuale), la Cina ha ceduto quindi uno 0.2% rispetto al 2015.

A rassicurare in parte gli investitori stranieri e locali arriva tuttavia un recente report della Goldman Sachs, citato prontamente dall’agenzia di stampa di Alibaba (Alizila): lo studio è dedicato, come anticipa il titolo della news odierna, al mercato dell’ecommerce. In base alle proiezioni degli analisti, il settore è destinato a raddoppiare il proprio valore passando dai 750 miliardi di dollari del 2016 (il primo per dimensioni a livello globale) agli 1.7 bilioni del 2020.

“Nonostante vi fossero state alcuni timori in seguito al rallentamento della crescita [intorno al 20% – 2016], ci aspettiamo tra il 2016 ed il 2020 che l’online retail arrivi [ad una tasso annuo di crescita composto  del 23%], continuando a crescere ad un ritmo almeno tre volte superiore all’offline retail si legge nel documento.

I supermercati online

Goldman Sachs parla anche del promettente segmento dei Fast Moving Consumer Good (FMCG) ovvero vari generi alimentari, prodotti per la cura personale ed altri beni acquistabili solitamente in un classico supermercato – un trend al quale stiamo assistendo, anche se con numeri non paragonabili alla Cina, anche qui in Italia; Amazon ha ad esempio aperto da alcuni mesi una sezione “Alimentari e cura della casa”. Per il 2020 ci si aspetta in Cina il raggiungimento dei 2 bilioni di dollari (online+offline FMCG) ed un livello di penetrazione online quasi triplicato (dal 5% al 13%).

Tra i principali ostacoli all’espansione del settore FMCG, i bassi margini di guadagno, la complessa gestione di alcune tipologie di beni (soprattutto gli alimentari “freschi” e facilmente deperibili) e vari problemi logistici (rapidità delle consegne). Il report cita a questo proposito, ed è prevedibile perchè tale passaggio sia riportato dall’agenzia di stampa Alizila, gli sforzi di Alibaba e JD.com nel costruire un ramificato network di magazzini situati nei pressi dei più importanti centri abituati, in modo da abbattere i tempi di consegna.

Fattore demografico ed ecommerce

I trend che contribuiranno alla crescita dell’ecommerce cinese sono essenzialmente tre ed interdipendenti uno dall’altro: ampliamento del bacino d’utenza che si affida al web per effettuare acquisti, in particolare modo nei centri abitati minori; ampliamento ulteriore della selezione di beni acquistabili online; nuove iniziative “omnichannel”, ovvero  la sinergia tra online retailer (come Alibaba) ed offline retailer per ampliare il raggio d’azione di entrambe le categorie (anche se teoricamente i secondi saranno subalterni ai primi).

E’ facile notare come le iniziative “omnichannel” e l’ampliamento del parco merci siano anche legate alla crescita dei potenziali acquirenti residenti in aree periferiche e/o in piccoli centri abitati. A tal proposito il report osserva che, sebbene attualmente 3 clienti su 4 siano giovani (millennials) che abitano nelle città più importanti del Paese, nei prossimi tre anni almeno il 71% dei 200 milioni di clienti che sbarcheranno online risiederà in zone periferiche e/o centri minori

Fonte: 1

 

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