Enter Cloud Suite, il cloud computing IaaS di Enter

Enter Cloud Suite è il servizio di cloud computing IaaS di Enter ed è rivolto a chi vuole crearsi in piena libertà la propria infrastruttura IT.

Enter Cloud Suite è l’evoluzione del servizio di cloud computing IaaS che Enter srl eroga attraverso il brand Cloudup. Se con SelfServer l’azienda ha cercato di soddisfare le esigenze di chi vuole utilizzare server pronti all’uso, dove poter trovare già installato e configurato tutto il necessario per le proprie necessità,  Enter Cloud Suite, invece, è un servizio rivolto a chi vuole crearsi in piena libertà la propria infrastruttura IT, scegliendo non solo quanti core cpu o ram assegnare ad ogni server, ma anche decidere la topologia di rete, creare e distruggere load balancer e tanto altro.

Enter è un ISP milanese attivo da oltre 18 anni, con a listino un ampio spettro di prodotti, che spaziano da soluzioni di connettività e fonia a servizi di hosting e colocation. I servizi sono erogati facendo affidamento su rete e data center di proprietà, situato all’interno del campus di Via Caldera, a pochi metri dal MiX.

Homepage enter Cloud Suite

Come tutte le offerte di Cloud Computing IaaS avanzate, non è semplice fornire indicazioni di prezzo, date le enormi potenzialità di personalizzazione del servizio (sul sito trovate una tabella su cui sono riportati i prezzi, con tariffazione oraria, dei flavor disponibili e di altre eventuali voci di costo). Si va dai 15€+IVA/mese se si vuole utilizzare un solo server con 512MB di RAM, un core CPU e 20GB di spazio disco ai 16€+IVA giornalieri per 30GB di RAM, 8core CPU e 1200GB di storage. Il pagamento di quanto consumato avviene a termine del mese solare con emissione della relativa fattura.

Da segnalare che su tutti i server banda e traffico da e verso internet, in questa prima fase di lancio, non hanno costi aggiuntivi. Dopo aver eseguito la registrazione viene automaticamente assegnato un coupon di benvenuto del valore di 15€ per provare il servizio.

Attivazione del servizio e il pannello clienti

Nel corso dell’ultimo mese il team di Hosting Talk ha potuto provare e stressare Enter Cloud Suite, creando decine e decine di server virtuali nel giro di pochi minuti, provando anche a variare diverse volte la topologia di rete.

Per poter iniziare ad utilizzare il servizio è necessario registrarsi sul sito www.entercloudsuite.it, inserendo i dati anagrafici e di carta di credito (verrà prelevato e subito restituito un centesimo di euro per verificare la carta di credito).

Una volta completata la procedura di registrazione, sarà eseguito il login automatico nella console di gestione.

Homepage del pannello clienti di Enter Cloud Suite

L’interfaccia è molto chiara ed è fruibile senza problemi anche da smartphone e tablet. All’accesso si aprirà una dashboard con il riepilogo di tutti i servizi attualmente utilizzati ed un link che ci porta al “Cloud Manager”, il pannello dal quale gestire la propria infrastruttura.

Tralasciando le pagine di gestione anagrafica e fatturazione, una funzione utile del pannello è il poter creare ulteriori utenti a cui dare un accesso autonomo ed indipendente a tutte le risorse ed alle piattaforme disponibili su Enter Cloud Suite.

Pagina di Gestione Utenti Enter Cloud Suite

Come riportato nelle note, ogni utente creato gestisce in autonomia la propria infrastruttura e non può in alcun modo visualizzare quanto fatto da altri utenti. La fatturazione, invece, sarà unica e comprenderà i servizi utilizzati da tutti gli utenti creati nel proprio account.

Per ogni servizio utilizzato è generato un report che permette di avere una visione chiara dei servizi usati dall’utente.

Riepilogo risorse standard attive Enter Cloud Suite

Infrastruttura hardware/software usata

Enter è una delle aziende italiane più attive nell’utilizzo e la promozione di Openstack a livello italiano. Openstack è un progetto opensource al quale partecipano decine di aziende (tra le quali NASA, Rackspace, Dell, Intel e AMD) e conta circa 12000 sviluppatori. Oggigiorno, sotto l’ombrello di Openstack, ricadono decine di progetti, ognuno focalizzato su un determinato gruppo di funzionalità (ad esempio la gestione dello storage, del computing, della rete, etc).

Enter ha deciso di abbracciare appieno il mondo Openstack.

Infatti, utilizza i seguenti moduli nella sua infrastruttura:

  • Openstack Compute è l’orchestrator che comunica con l’hypervisor KVM per gestire le istanze dei server cloud;
  • Openstack Image gestisce a 360° le decine di template messe a disposizione degli utenti, oltre a permettere la creazione di snapshot e l’upload di eventuali immagini;
  • Openstack Networking, grazie a software di nuova concezione come openvSwitch e OpenFlow, da la possibilità di creare e gestire reti di interconnessione complesse;
  • Openstack Block Storage si occupa dello storage persistente a blocchi ed è basato su Ceph RBD;
  • Openstack Object Store gestisce lo storage a oggetti e la replica sugli altri POP dell’infrastruttura per permettere la creazione di CDN;
  • Openstack Identity e Metering si occupano della gestione dell’autenticazione e della raccolta dei dati relativi aiconsumi.

Ognuno dei componenti sopra elencati espone un set di API REST che sono utilizzate direttamente dal pannello di controllo Enter, basato su Openstack Dashboard, e da eventuali applicazioni esterne sviluppate dai clienti finali.

In un servizio di tipo IaaS, al pari dell’infrastruttura software, anche l’infrastruttura hardware e la connettività sono fondamentali. Enter in questi mesi ha lavorato a lungo per realizzare un anello a 10GBit che interconnette diversi POP dislocati in tutta Europa.

Enter Cloud Suite: Availability zone e POP

L’infrastruttura è stata organizzata per avere diverse “region” e “availability zone”, lavorando in maniera simile a quanto fatto da Amazon per AWS.

Per quanto riguarda l’Italia, Enter utilizza il proprio datacenter collocato nel polo di Via Caldera, a Milano. Il data center dispone dell’accesso diretto al backbone interazione di Enter a 10GBit/s direttamente interconnesso ai più importanti NAP europei tra cui MIX, TOPIX, DECIX, AMSIX, LINX, FRANCEIX E EQUINIX PARIGI. E’ inoltre disponibile l’accesso alla rete mondiale attraverso 4 carrier internazionali come Level3, Tata, NTT e Telecom italia Sparkle

Enter Cloud Manager: gestiamo l’infrastruttura Cloud

Come anticipato, Enter ha deciso di utilizzare per il suo pannello di gestione Openstack Dashboard (nome in codice Horizon) andando a personalizzarlo e cucirlo sull’infrastruttura realizzata.

Coloro i quali hanno un minimo di familiarità con Openstack comprendono immediatamente perché gli utenti creati dal pannello clienti siano completamente isolati l’uno dall’altro: ogni utente corrisponde a un “progetto di infrastruttura”, ciascuno con vincoli sul quantitativo di risorse utilizzabili in totale.

Enter Cloud Suite: Dasboard Cloud Manager

Il pannello è diviso in 3 macro aree: “Compute”, “Network”, “Storage”. Nella prima sezione troviamo i link per accedere alla gestione delle istanze cloud, dello storage  a blocchi,  delle immagini e relativi snapshot creati e di tutto ciò che concerne l’accesso alle istanze, come la gestione delle keypair per ssh, il firewall e gli ip pubblici.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: Istanze

Nell’immagine è possibile vedere la lista di cloud server creati, con una serie d’informazioni relative al flavor in uso, agli ip assegnati alle interfacce di rete e lo stato attuale dell’istanza.

E’ possibile creare in autonomia altre istanze, oltre ad avere la possibilità di eseguire snapshot di quelle già attive. Non manca, inoltre, la possibilità di avviare/spegnere/riavviare e cancellare le istanze.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: Volumi

Proseguendo nella visione delle sezioni del pannello, cliccando su Volumi abbiamo la possibilità di gestire i volumi a blocchi nell’eventualità in cui avessimo bisogno di volumi aggiuntivi per le istanze. Ogni volume può essere collegato ad uno qualsiasi dei server creati.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: Accesso e Sicurezza

In “Accesso e Sicurezza” troviamo 4 dfferenti schede per gestire i differenti gruppi di regole di sicurezza creati, le keypair per l’accesso alla shell e gli IP pubblici; l’ultima tab riepiloga gli access point al quale inviare richieste tramite le API di Openstack (ogni singolo componente nominato in precedenza ha un suo set di API ben documentato).

Veniamo adesso alla componente più importante per un servizio di cloud computing avanzato, ovvero la possibilità di creare reti ed interconnetterle a seconda delle necessità.

Attraverso il pannello è possibile creare nuove reti in pochi click, andando a specificare anche i dati dell’eventuale sottorete se per voi necessario. Nel caso in cui vogliate creare un cluster e sfruttare le api per creare o distruggere nuove istanze, potete avvalervi anche del servizio DHCP (trovate la voce in subnet detail) per assegnare ai nuovi server indirizzi ip appartenenti alla subnet creata, lasciando che sia l’applicativo (ad esempio un database nosql come couchbase) ad eseguire l’autodiscovery di rete ed aggiungere i nuovi nodi.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: Creazione rete

Una volta create le reti utili per il progetto infrastrutturale designato, la prima cosa da fare è andare a creare un Router, in maniera tale da collegare una delle reti create con l’esterno. Questa procedura è eseguibile andando a cliccare su “Routers” e ci darà la possibilità di poter utilizzare i “Floating IP” pubblici con le istanze create.

Una volta disegnata la propria rete e connesse le istanze a quest’ultima, sarà possibile visualizzare la topologia di rete usando l’apposita sezione.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: topologia di rete

L’ultima voce / funzionalità presente nella sezione di network management è “Load Balancers” dalla quale possiamo utilizzare il servizio LBaaS messo a disposizione da Enter.

LBaaS è l’acronimo di Load Balancer as a Service; si tratta di un servizio che si occupa di distribuire le richieste in arrivo ad N server di backend, il tutto rispettando la configurazione scelta.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: Load Balancer (LBaaS)

In qualsiasi momento è possibile aggiungere o rimuovere server virtuali dal pool dei server al quale il load balancer indirizza le richieste http o HTTPs oltre a gestire i monitor che controllano lo stato di ogni membro, al fine di non inviare richieste a server offline.

Per creare un nuovo load balancer bisogna cliccare su “Add Pool” ed è possibile decidere anche l’algoritmo da utilizzare per distribuire le richieste tra round robin, least connections e source ip.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: Aggiunta Load Balancer

L’ultima sezione del pannello è dedicata all’object storage: attraverso la creazione di container (l’equivalente dei bucket di Amazon S3) è possibile archiviare migliaia di file, ognuno dei quali viene replicato in automatico 3 o più volte su nodi differenti in datacenter differenti.

Non vi sono limitazioni sulla dimensione dei file, al contrario di quanto fatto da altri competitor, ed è possibile accedere ai dati sia con le API di openstack, sia con client compatibili con il protocollo di scambio dati utilizzato da Amazon S3.

Enter Cloud Suite - Cloud Manager: Object Storage

Test sulla connettività

Uno dei test classici eseguiti per avere un’idea della banda disponibile verso il server è il download di una iso da un server remoto presente in una diversa web farm. Di seguito leggete i risultati relativi al download del primo CD della distribuzione GNU/Linux Debian:

E’ stato possibile eseguire il download verso il server a 21,80 MB/s di media (pari a 174,40 Mbit/s ).

Per quanto concerne il test inverso, da un server collocato in altra webfarm italiana e connesso a 100Mbit/s, abbiamo eseguito il download di un file di simili dimensioni presente sul cloud server.

Il file iso è stato scaricato alla velocità di circa 9,62 MB/s, pari a circa 77Mbit/s.

 

I diversi test eseguiti hanno dimostrato che ogni istanza attiva ha la possibilità di utilizzare oltre 100Mbit/s di banda in entrambe le direzioni senza limitazioni di sorta; questo perché Enter connette i cloud server ad internet attraverso il suo backbone proprietario a 10G.”

Performance dello storage a blocchi

Lo storage utilizzato dalle istanze di Enter Cloud Suite si suddividono in 3 tipologie: “ephemeral”, a blocchi, a oggetti. Il disco sul quale sono installati sistema operativo e programmi è del primo tipo (non dovrebbe essere utilizzato anche per salvare dati dei nostri applicativi); i volumi aggiuntivi che possiamo montare sulle istanze create sono di tipo a blocchi, mentre lo storage ad oggetti è utilizzabile mediante API ed utilizza logiche differenti.

Per avere un’idea di massima delle prestazioni del comparto storage, si è partiti dai dati forniti da hdparm per il disco “vda” (ephemeral) e un volume a blocchi (vde):

I dati rilevati da hdparm sembrano ottimi, passiamo a seeker, un programma utile per calcolare il tempo di “seek virtuale” degli HD. Sono stati eseguiti test su 4 differenti dischi: ephemeral (vda) e a blocchi con diverse capacità (20 GB, 100GB, 1TB)

Enter Cloud Suite: Seeker Ephemeral Storage

Enter Cloud Suite: Seeker su block storage 20GB

Enter Cloud Suite: Seeker su block storage 100GB

Enter Cloud Suite: Seeker su block storage da 1TB

Il tempo di accesso medio per i dischi ephemeral è nell’ordine degli 0.10-0.15ms; mentre i volumi a blocchi hanno un seek virtuale che si aggira sempre attorno agli 0.8-1.0 ms.

I risultati di seeker confermano la buona impressione iniziale, non resta che eseguire l’ultimo test con iozone, che da la possibilità di stressare al massimo il comparto di storage eseguendo test in lettura, scrittura e riscrittura di blocchi di differenti dimensioni; di seguito è possibile prendere visione dei grafici ricavati con i risultati di iozone.

Enter Cloud Suite: IOzone Write

Enter Cloud Suite: IOzone Rewrite

Enter Cloud Suite: IOzone Random Write

 

Enter Cloud Suite: IOzone Read

Enter Cloud Suite: IOzone RereadEnter Cloud Suite: IOzone Random Read

Dopo aver messo sotto stress intensivo il comparto storage a blocchi del cloud server si è riscontrata una velocità media in lettura/scrittura rispettivamente pari a 270/260 MB/s.

I risultati ottenuti sono eccellenti e sono i migliori riscontrati sino ad ora relativi ai servizi di cloud computing IaaS recensiti.

UnixBench Test

Al fine di verificare la potenza computazionale messa a disposizione da Enter Cloud Suite abbiamo eseguito molteplici test con il software unixbench versione 5.1.3. Durante il periodo di prova della soluzione si è provveduto ad eseguire diverse volte il test usando istanze differenti, di seguito potete leggere il risultato del test eseguito:

Enter Cloud Suite: Unixbench 1core

Enter Cloud Suite: Unixbench 2core

I risultati ottenuti in multithread sono in linea con la cpu installata, mentre quelli ottenuti utilizzando un solo core cpu sono superiori alla media registrata in passato per questo tipo di CPU (Intel Xeon E5-2620).

Use case: cluster web con load balancing

Per provare ad utilizzare appieno le possibilità date da Enter Cloud Suite abbiamo eseguito il setup di una infrastruttura web scalabile formata da 2 cluster: un cluster di webserver con annesso load balancer ed un cluster di database server.

Per costruire l’infrastruttura sono state create:

  • 2 reti (net1 e database), ognuna con la sua subnet di indirizzi IP privati
  • 1 Router per agganciare “NET1” alla rete internet
  • 4 Floating IP per il load balancer ed i 3 nodi web
  • 3 istanze cloud per accogliere i webserver
  • 3 istanze cloud per accogliere i database server
  • 1 Load balancer per il traffico http, a cui sono stati aggiunti come membri i 3 ip privati dei rispettivi server web
  • 3 volumi a blocchi, uno per ogni server web
  • 3 volumi a blocchi, uno per ogni server database

E’ da notare, inoltre, come tutte le operazioni siano pressoché istantanee, sia per la creazione di subnet, sia, soprattutto, per la creazione delle istanze: nel giro di 10-15 secondi è possibile creare contemporaneamente anche 10 istanze, che saranno da subito utilizzabili.

Enter Cloud Suite: use case topology

Per non ripetere la configurazione di ogni nodo web e/o database, si sono create inizialmente solo 2 istanze, una per cluster, al fine di configurare correttamente tutti gli applicativi necessari, eseguire uno snapshot dell’istanza appena configurata e creare le successive semplicemente utilizzando lo snapshot appena eseguito come immagine disco. Ovviamente è necessario modificare alcuni parametri di configurazione nei cloud server creati da snapshot, ma, in ambiente di produzione, suddette operazioni possono essere automatizzate con uno shell script creato ad hoc.

Grazie alle API è possibile anche automatizzare tutte le procedure di aggiornamento utilizzando la pratica dello “swapping”, evitando di dover aggiornare ogni singolo server che compone il cluster web o db. Con questa filosofia, adottata anche da colossi come Facebook o Netflix, si crea un nuovo server partendo da uno snapshot, si testano gli aggiornamenti, si crea un nuovo snapshot con gli aggiornamenti applicati e, sfruttando le api, si crea una nuova istanza aggiornata, si termina la vecchia e si montano i volumi dello storage a blocchi che contengono i nostri dati sui nuovi server aggiornati. L’operazione di sostituzione si conclude nel momento in cui tutte le vecchie istanze sono state terminate.

Questa metodologia è praticabile, per questioni economiche, solo nel momento in cui utilizziamo un vero servizio cloud, come quello lanciato da Enter.

Altra possibilità sfruttabile grazie alle API è quella di poter monitorare il carico dei server e decidere di aggiungere o rimuovere istanze da un eventuale cluster, in maniera tale da avere in ogni momento una infrastruttura che rispecchia le reali necessità del cliente senza aggravi per il proprio portafogli.

Nel momento in cui si scelga di utilizzare un filesystem distribuito come GlusterFS, non sarà necessario smontare e montare i volumi a blocchi dal server vecchio al nuovo, ma basterà semplicemente accendere la nuova istanza e vedersi replicati i dati dell’applicativo in automatico.

Alla stesa maniera, nel caso in cui si decida di utilizzare database NoSQL come Couchbase o Cassandra, basterà creare una nuova istanza, con una immagine opportunamente configurata, per vedere il proprio cluster scalare in maniera trasparente. Nel caso in cui si utilizzi Percona, MariaDB, MySQL Enterprise o PostGre, con un po’ di lavoro è possibile ottenere gli stessi risultati.

E’ da notare che nella topologia di rete generata dal pannello di controllo non è presente il load balancer, pur avendo quest’ultimo un IP assegnato.

L’assistenza di Enter alla prova

Enter mette a disposizione diversi canali di supporto per Enter Cloud Suite; il più immediato è sicuramente la live chat (disponibile in orario d’ufficio), con la quale è possibile conversare direttamente con un addetto senza la latenza che si avrebbe inviando una email. A seguire, è possibile contattare il supporto per email (usando l’indirizzo supporto@entercloudsuite.com)o telefono (allo 02 25514 886).

Enter Cloud Suite: assistenza tecnica

Nel caso in cui non si abbiano le necessarie competenze tecniche per gestire il server, Enter mette a disposizione la possibilità di acquistare dei gettoni che danno diritto ad un’ora di assistenza sistemistica una tantum. Ogni gettone ha un costo pari a 29€ +IVA; i gettoni possono essere utilizzati, ad esempio, per eseguire una prima configurazione della propria infrastruttura l’installazione di aggiornamenti di sistema o di software.

Durante il periodo di test ho avuto modo di chiedere delucidazioni sul servizio e la risoluzione di un piccolo problema relativo all’immagine GNU/Debian7 e la gestione della security key; in entrambi i casi lo staff si è subito attivato per risolvere i problemi riscontrati.

Conclusioni e valutazioni

Enter Cloud Suite è una chiara evoluzione di quanto di buono Enter abbia già fatto vedere con Cloudup; questa volta il provider ha deciso di approntare un servizio di cloud computing IaaS che andasse a soddisfare anche i clienti più esigenti,  che non si accontentano del creare e lanciare cloud server, ma vogliono il completo controllo dell’infrastruttura e la possibilità di gestirla e/o integrarla con i propri sistemi IT.

Grazie all’accesso diretto ai vari componenti dell’infrastruttura, sviluppata partendo da Openstack, l’utente può sfruttare a pieno le potenzialità del servizio, sviluppando a sua volta servizi PaaS (Platform as a Service) o SaaS (Software as a service) in maniera semplice ed immediata.

L’infrastruttura alla base del servizio è robusta e collaudata e la connettività non manca, grazie all’anello SDH che collega il datacenter primario, situato a pochi passi dal MIX, con tutti i punti nevralgici d’Europa (Parigi, Londra, Francoforte, Amsterdam, etc).

In merito all’assistenza, è possibile contattare il supporto tecnico utilizzando diverse modalità (email, telefono, live help); Enter, inoltre, da la possibilità di chiedere assistenza sistemistica semplicemente acquistando dei gettoni che danno accesso al supporto personale da parte di un sistemista per un’ora.

Ricapitolando, ecco i PRO ed i CONTRO dell’offerta recensita:

 

PRO:

  • Pannello di controllo completo, possibilità di gestire molteplici progetti in maniera separata
  • Gateway API per eseguire qualsiasi operazione tramite software esterni
  • Infrastruttura hardware performante
  • Buona connettività (italiana ed europea)

 

CONTRO:

  • Non pervenuti

 

 

 

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