Equinix e Laser Light: i dati viaggiano nello spazio

I data center Equinix saranno i primi a ricevere connettività di rete dallo spazio grazie ai satelliti e ad un promettente sistema di trasmissione via laser

Equinix riceverà connettività da satellite

La compagnia Laser Light Communcations ha annunciato una partnership con Equinix  che disporrà di connettività dallo spazio grazie ad un’avanzata tecnologia di trasmissione via laser. Il noto data center provider sarà il primo a ricevere simultaneamente dati da reti terrestri ed “in orbita”.

L’idea è indubbiamente interessante. Tutti i più recenti report concordano nell’affermare che la “fame” di banda da parte di provider ed utenti è in costante crescita ma non tutte le aree del Pianeta sono facilmente accessibili/edificabili, rappresentando un’ardua sfida per l’espansione ed il potenziamento dei collegamenti. Tenendo conto di quanto appena detto, una rete nello spazio sembra avere quindi tutte le carte in regola per attirare l’attenzione di numerosi acquirenti. 

La tecnologia adottata da Laser Light si chiama free-space optical communication ed è il frutto di una ricerca congiunta delle agenzie spaziali di Stati Uniti, Europa e Giappone. In base alle dichiarazioni ufficiali, l’ampiezza di banda raggiungibile dai laser è di gran lunga superiore alle attuali soluzioni basate su segnali radio ad alta frequenza. I satelliti che costituiranno il network spaziale saranno in numero compreso tra 8 e  12 unità andando a costituire la cosiddetta “costellazione HALO“. Ciascuno di essi sarà in grado di comunicare con gli altri “nodi” della rete sfruttando link ottici in grado di garantire fino a 200Gbps di banda.

Punti di ricezione e problematiche

Il data center DC11 Equinix in Virginia (presso Ashburn) fungerà da HUB di partenza per Laser Light che farà successivamente il suo ingresso in altre infrastrutture del provider (Sud America, Europa, Medio Oriente ed Asia-Pacifico). I siti di ricezione presenti sulla superficie terrestre saranno collegati ad Halo da link di 100Gbps.

A tal proposito è il caso di citare le potenziali problematiche legate all’uso della tecnologia appena presentata: come sottolineato anche da Laser Light nella presentazione avvenuta nel 2014, il collegamento tra HALO e punti di ricezione è suscettibile a saltuarie interferenze causate sia dalla tecnologia stessa (optical turbulance) che da determinati fenomeni atmosferici (agglomerati di nuvole particolarmente densi). Per ridurre quindi al minimo i rischi di downtime sarà cruciale disporre di punti di ricezione multipli sui quali ripiegare in caso di scarsa qualità del segnale.

Nel caso in cui free-space optical communication superi la prova su strada e si riveli una tecnologia abbastanza matura da essere impiegata nelle attività di tutti i giorni, le imprese potranno avere a disposizione un nuovo fornitore di connettività in grado di sopperire agli imprevisti dei collegamenti classici – ad esempio la rottura di un cavo transoceanico.

 

 

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