Equinix: la migrazione nel cloud è inevitabile

Lo afferma indirettamente Peter Ferris (Equinix chief evangelist) confrontando anche il budget speso dalla propria azienda con quello dei cloud provider

Equinix

Si è conclusa nella giornata di ieri la Data Center World (3-6 Aprile, Los Angeles), manifestazione dedicata a a molteplici tematiche inerenti il mondo dei data center. Questi ultimi sono colonna portante dell’economia digitale (e non solo) moderna perchè trainano lo sviluppo di vari settori. Equinix, brand affermato a livello internazionale, è riuscito a conquistare una posizione di rilievo nel redditizio mercato e oggi può vantare una storia lunga 18 anni.

Operando come fornitore di infrastrutture ed anello di congiunzione tra i network aziendali e quelli dei principali cloud provider, Equinix ha dovuto mettere in piedi un complessa strategia su scala globale individuando aree strategiche da “presidiare” ed investendo ingenti somme di denaro per l’acquisizione o la costruzione di data center. Secondo quanto dichiarato da Peter Ferris (Equinix chief evangelist), la compagnia ha investito 17 miliardi di dollari in 18 anni, una cifra importante che tuttavia i principali cloud provider sono soliti mettere sul piatto nell’arco di pochi anni, non decenni – Urs Hölzle ha parlato al Google Cloud Next di uno stanziamento di 26 miliardi in 3 anni, la maggior parte dei quali destinati proprio alle infrastrutture; Bloomberg ha affermato che, per i soli data center, nel q1 2016 Microsoft ha speso  circa 2.3 miliardi di dollari.

“Google, Microsoft ed Amazon stanno spendendo più di 10 miliardi di dollari all’anno nella costruzione di nuovi data center. O sono impazziti o questa transizione esiste realmente [verso il cloud pubblico, ndr] e proseguirà” ha affermato nel corso del keynote.

Trasformazione digitale

Espressione che non poteva non essere pronunciata nel corso della manifestazione. Le “nuove regole” dettate dal mondo digitale stanno riplasmando le priorità aziendali: costruire e gestire data center proprietari non è sempre la soluzione migliore (lo dimostra Netflix ma le strategie variano in base ai modelli di business) ed il ricorso alle piattaforme cloud pubbliche è frequente. A guidare le scelte delle imprese non solo la volontà di tagliare i costi operativi ma anche quella di raggiungere più facilmente i clienti con le proprie soluzioni (applicazioni e strumenti digitali le parole utilizzate da Peter Ferris). 

Ed è qui che entrano in gioco i cloud e data center provider: i primi, per necessità di business, sono ormai presenti nelle principali aree geografiche del globo e finanziano vari progetti che mirano a potenziare la connettività tra aree geografiche; i secondi si avvantaggiano della “fame” di data center dei big cloud provider oltre a porsi, come ricordato in apertura, come gateway sicuri (rispetto alla Rete pubblica) per accedere alle piattaforme cloud.

Il cambiamento (shift) innescato dal mondo digitale è concreto ed irreversibile. E’ per questo che ogni azienda dovrebbe ripensare attentamente alle proprie strategie di business ed infrastrutturali: “Non importa quale sia il tuo business, [la trasformazione digitale avrà probabilmente ripercussioni anche sulla tua azienda]” ha aggiunto Ferris.

Fonti: 1

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