Evernote passa a Google Cloud Platform

Evernote abbandona i propri data center optando per la piattaforma cloud pubblica di Google. Fortune cerca di capire le ragione dietro tale scelta.

Evernote

Evernote, popolare soluzione cross platform per la creazione-condivisione rapida di appunti e non solo, si trasferisce nel cloud pubblico. Come già avvenuto in casa Netflix, l’azienda ha ritenuto opportuno procedere alla migrazione nella nuvola – Dropbox ha invece fatto parlare di sè per il motivo opposto.

Non si tratterà ovviamente di un’operazione semplice e veloce: in base a quanto dichiarato da Anirbin Kundu (CTO Evernote) a Fortune, la piattaforma Mountain View dovrà accogliere circa 3.5 petabyte di file multimediali e dati degli utenti (appunti vari, foto, preferenze e settaggi utenti, allegati etc.).

Ad approdare in Google Cloud Platform (GCP) non saranno solo i dati dei circa 200 milioni di clienti (20.000 utilizzano la versione “for business” da 12$ al mese) ma anche le internal operation dell’azienda. Lo staff tecnico inizierà ad occuparsi dell’ingente trasferimento dal prossimo Ottobre auspicando di “non operare più dai propri data center [due] per il mese di Dicembre”. Google dovrà inoltre aiutare Evernote a rendere il meno indolore possibile la migrazione, minimizzando o se possibile evitando eventuali disagi per l’utenza a seguito dei “lavori in corso”.

Evernote: perchè Google Cloud Platform?

Non poteva mancare la consueta discussione in merito alle ragioni dietro la mossa di Evernote. L’azienda, riporta Fortune, ha vagliato la possibilità di affidarsi anche ad altri importanti provider –  non menzionati dai rappresentati “politically correct” di Evernote ma facilmente intuibili – ma alla fine avrebbe preferito GCP per via di una serie di servizi/funzionalità (non offerte dalla concorrenza o non allo stesso livello di GCP) in grado di espandere le potenzialità del prodotto.

Una di queste è ad esempio il machine learning, grazie al quale sarà possibile ad esempio “insegnare” al software come eseguire da solo delle determinate task automatizzando vari processi e riducendo al minimo l’intervento umano.

Con Google Natural Language,Evernote sarà invece in grado di “capire” il contenuto dei documenti e memo, intuire le intenzioni dell’utente, segnalare l’avvicinarsi di un evento importante o una variazione improvvisa (molti utenti salvano l’itinerario del proprio viaggio in Evernote che potrà avvertire anche dell’avvenuto posticipo/anticipo di un volo), creare un memo da registrazione vocale, ha aggiunto il CTO.

 

 

 

 

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