Facebook cerca la migliore strategia edilizia per i nuovi data centers

Facebook vuole creare una nuova routine edilizia per costruire data center più velocemente, ispirandosi alle modalità Lego e Ikea

Cosa condividono Facebook, Lego e Ikea? L’azienda di Mark Zuckerberg sta tentando di imprimere il suo “Mi piace” su un nuovo sistema costruttivo che consenta di edificare nuovi data center in circa la metà del tempo impiegato attualmente e il nuovo metodo potrebbe proprio ispirarsi a una delle filosofie delle aziende appena citate (Lego e Ikea).

Dopo aver innalzato tre enormi campus di data center, Facebook sembra intenzionato ad accelerare il processo costruttivo, definendo un iter ripetibile che internamente all’azienda chiamano Rapid Deployment Data Center.

La definizione di un piano ripetibile, oltre che a dare un vantaggio temporale nella costruzione di un nuovo data center, offre anche una garanzia per esentare i progetti futuri da eventuali errori che potrebbero rallentare ulteriormente i lavori di realizzazione delle infrastrutture.

Lo stesso Marco Magarelli del Facebook Strategic Engineering & Development team ha confermato che l’azienda sta cercando di trovare gli strumenti per mettere in piedi nuovi centri dati in modo migliore e più velocemente di come si sia fatto fino a ora ed è per questo che ha interpellato alcuni esperti del settore nella progettazione dei data center per verificare l’applicabilità di alcune tecniche costruttive come quelle usate per gli edifici ospedalieri.

Dagli studi condotti, sono stati proposti a Facebook due approcci differenti: uno che si caratterizza in modalità simile ai Lego e l’altro che invece deriva dalla filosofia Ikea.

Entrambi gli approcci operativi, comunque, richiederebbero a Facebook di modificare le modalità di raffreddamento fino a ora utilizzate nei data center già costruiti.

Facebook data center e il metodo Lego

Nel dettaglio, il primo metodo di accelerazione delle costruzioni per data center prevedrebbe un approccio modulare all’edificio con grandi componenti in stile mattoni Lego che possono essere rapidamente assemblati in loco secondo un progetto prestabilito.

Questa metodologia è però complicata se si pensa che le infrastrutture di data center Facebook prevedono un sistema di areazione aereo, che utilizza la parte superiore del tetto (una sorta di piano superiore) per alloggiare i sistemi di raffreddamento, filtraggio e spostamento della masse di aria fresca destinate all’abbassamento della temperatura all’interno del data center.

Modulare e trasportare una struttura che ha un corridoio caldo di ben 5 metri di altezza potrebbe essere complicato. A tal proposito, è stata suggerita una nuova modalità di raffreddamento del data center, che porrebbe i sistemi di refrigerazione lungo il perimetro dell’infrastruttura, perdendo così la necessità di un “secondo piano”.

In pratica, un data center sarebbe composto da due sale dati, un corpo centrale per l’alloggiamento dei sistemi elettrici e quattro zone destinate alle unità meccaniche e poste sui fianchi delle sale dati per ospitare i sistemi di raffreddamento con le feritoie, i filtri e i ventilatori adibiti alla gestione dell’aria e dell’umidità in ingresso e in uscita dal data center.

Facebook cerca la migliore strategia edilizia per i nuovi data centers

Facebook data center e il metodo Ikea

Il secondo metodo, invece, prevede dei kit preconfezionati in stile Ikea che consentirebbero alle squadre di operai di assemblare velocemente e con meno fatica l’intera infrastruttura del data center, utilizzando pannelli e tutto l’occorrente per mettere in piedi gli armadi, i corridoi e le altre infrastrutture edili del data center.

Questi kit sono veloci da mettere in opera e facili da gestire anche per il trasporto e a Facebook ha voluto creare una riproduzione del progetto in laboratorio a Menlo Park.

Facebook valuta comunque entrambe le strategie ed è pronta ad adottare quella più conveniente da mettere in pratica per la costruzione di nuovi data center in tempi ridotti.

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *