
Originariamente Scritto da
Uno
Si certo che si può approfondire ma se è vero che la filosofia si può applicare all'informatica non è altrettanto vero con il filosofeggiare.
E' necessario avere un bisogno da soddisfare e poi trovare il miglior modo per farlo.
Purtroppo questo principio è spesso disatteso, vuoi per gli interessi economici vuoi per il contorcimento di certe menti, quindi spesso si cerca di creare un bisogno che non c'era e comunque si cerca di soddisfarlo rendendo il percorso più complicato di quello che è....
Comunque quando mi segui cerca di non stare troppo attaccato dietro.
Quali sono i punti di contatto ed i punti di divergenza tra la virtualizzazione ed il cloud?
In entrambi c'è una sorta di "sopra gestore" o "ingresso" a cui è dato un nome solo nella virtualizzazione (nel cloud non mi risulta) tipo hypervisor o altro.
La differenza è che nella virtualizzazione i sistemi gestiti da questo ingresso hanno compiti e definizioni ben precise, se hai un vps destinato a gestire un database ogni richiesta per il database va li ed ogni altro tipo di richiesta non ci va, nel cloud (almeno spinto ai massimi livelli, poi adesso, e qui è il caso, si parla di cloud intendendo di tutto) il gestore indirizza verso la situazione più favorevole in termini di distanza temporale, detto in parole povere deve sfornare quello che occorre nel minor tempo possibile.
Altra differenza è che il gestore della virtualizzazione ha un posto preciso (o più posti) mentre il gestore del cloud se questo fosse completo e totale dovrebbe essere indipendente, replicato in ogni nodo/nuvola.
A quanto mi risulta il cloud totale e completo non esiste ancora, una sola parte è implementata nel meccanismo che sostiene internet, cioè nei dns... quando ci affacciamo sul web il sistema ci mette in contatto con quello che chiediamo, però mirror e scopiazzatori a parte solo metà del concetto cloud è implementato, cioè il fatto che noi possiamo accedere da luoghi diversi, ma le risorse non sono ovunque, sempre da determinati punti devono arrivare.
L'olografia rende bene il concetto di cloud spinto ai massimi livelli, quello che oggi è possibile è ragionare in termini di nodi e definire cloud una risorsa (che ricordiamolo può essere un contenuto, un contenente, forza lavoro altro) che risiede in più nodi in maniera replicata ed è accessibile da ognuno di questi nodo da chiunque ne abbia le credenziali corrette.
Grg le spara grosse e probabilmente nel 2000 era ancora che giocava con le bambole

(di plastica prima che faccia la battuta), è altresì vero che come si confondono virtualizzazione e cloud si confonde anche virtualizzazione ed isolamento, ma per i meno giovincelli come me non è poi tanto strano pensare ai primi multitasking (vocabolo informatico che oggi è talmente scontato da non essere neanche considerato) come i progenitori della virtualizzazione. E quello non dico che si iniziava a pensare con le bobine ma poco ci manca.
Poi vogliamo (o volevi Filosofo) parlare di come si possono fare queste cose? Come detto sopra bisogna prima stabilire che obiettivo ci si pone, altrimenti facciamo i discorsi di quelli che chiedono che hardware gli servirà per un sito che potrebbe andare da 100 visitatori al mese a 10000 al giorno.
Tanto per evitare argumentum ad hominem, di cui inizio ad avere le tasche piene, per chi non lo sapesse non sono un esperto e non ho mai lavorato per grandi aziende.... e adesso vado a prendere un pò di aria.
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