Il thread su App Store ha sollevato un argomento che, a mio avviso è estremamaente interessante.
Data la delicatezza di tale argomento e l'enorme facilità con cui potrebbe evolversi in un flame mostruoso, cercherò di toccare molti punti con estrema precisione.
Chiedo a tutti coloro che vorranno partecipare di non usare, per questo thread specifico, ogni battuta o faccina per evitare che in un attimo debba chiudere la discussione.
Grazie.
Lo spunto deriva dall'articolo segnalato da Ste:
http://www.techcrunchit.com/2008/07/...walled-garden/
In questo articolo, vi è un analisi di cosa potrebbe comportare il nuovo sistema di distribuzione applicazioni Apple.
Partiamo, però, da lontano:
come risaputo, a livello filosofico, uno sviluppatore può scegliere, fondamentalmente, tre tipologia di licenza:
***Software proprietario, in cui all'utente va solo il compilato (a pagamento oppure no).
***Software GPL, in cui l'utente riceve anche il codice ed ha la piena possibilità di modificarlo a suo piacimento a patto che lo restituisca alla comunità.
***Software BSD, in cui l'utente riceve anche il codice ed ha la piena possibilità di modificarlo a suo piacimento senza vincoli di alcun tipo (ovvero può costruirsci sopra un appplicativo closed).
Risulta evidente che non c'è un modo "migliore" per approcciare il problema in quanto si va su un discorso di scelta personale.
Approfondendo il confronto GPL/BSD, personalmente (e sottolineo personalmente) ho sempre teso a scegliere BSD perchè, la ritengo, concettualmente, la forma più pura di "software libero", in quanto è data pienissima liberta all'utilizzatore di fare ciò che vuole.
La GPL, ti impone, di fatto, di restituire alla comunità ciò che hai fatto.
Ovviamente l'approccio GPL è dovuto al fatto che non viviamo in Utopia, ma nel mondo reale e quindi è stato ritenuto necessario, obbligare l'utente di software GPL a continuare la catena ed evitare che un software libero diventi, in futuro, closed.
Detto questo, come risaputo, Apple ha sfruttato moltissimo software open (BSD) per creare Mac OS X e derivati e lo ha fatto nel pieno rispetto di una licenza BSD. Tra l'altro il mercato le ha dato ragione, poichè il valore aggiunto rispetto ad un BSD (e stiamo parlando di desktop soprattutto) è tangibile tanto che l'utente paga la licenza d'uso. E' ovvio che se Mac OS X fosse un BSD abbellito, tutti ppunterebbero su BSD.
Da questo punto di vista, Apple non ha commesso alcun furto, semplicemente ha sfruttato a suo vantaggio una licenza che permette di farlo in piena libertà.
Ora, con iPhone, la distribuzione di applicazioni avviene attraverso iTunes che diventa l'unico mezzo di distribuzione effettivo sul melafonino.
La cosa può piacere come no, se piace si utilizza, se non piace si dimentica il mondo Apple e finisce lì.
Tra l'altro, il distribuire tramite iTunes non inficia assolutamente il discorso open-source poiché il creatore dell'applicativo può tranquillamente rilasciare il codice e distribuire su iTunes.
Tale approccio, aprirebbe anche uno scenario estremamente interessante, distribuire a pagamento un software open.
Se il software in questione è valido diverrebbe interessante capirne il successo per vedere quanto l'open-source attiri l'utente per il fatto che non costa nulla oppure perchè ha il codice in mano.
Senza guardare in casa Apple, basta girare un po' di hoster per notare come Red Hat non abbia troppo seguito, ma guarda caso, CentOS spopola... entrambe sono open, se ne deduce che la maggior parti degli utenti associa l'open source al gratuito ma non contribuirà mai al progetto.
E qui vediamo il fortissimo limite di GPL nel mondo reale, ovvero, non monetizza se non in grandissime realtà (oppure arriva qualcuno ad acquisire). Oggigiorno il software open è tantissimo e spesso di ottima qualità, ma non si può certo pretendere che un'azienda si basi sulle donazioni.
Tornando al discorso di distribuzione Apple, effettivamente è stato accolto a braccia aperte insieme ad iPhone e nell'articolo vedo un atteggiamento quasi scandalo perchè parliamo di un oggetto "chiuso" come se closed source fosse il male e l'open il bene quando sappiamo tutti benissimo che ci sono svariati casi in cui parecchi software open messi insieme non riescono a battere, in qualità un concorrente commercial (mi viene in mente Photoshop).
Ricordo che il fatto di distribuire tramite iTunes non obbliga in *alcun modo* a chiudere il codice, è una scelta personale, ma forse, cosa infastidisce di più è il fatto che ci si debba applicare al programma di sviluppo a 99 dollari e sappiamo ben tutti come nell'open source sia difficile parlar di moneta.
Termino con l'appunto sul fatto che quando fu Microsoft ad applicare DRM ci fu un colossale boato negativo del mondo informatico, mentre invece per Apple ci sono praticamente stati applausi.
Credo fermamente che ciò sia dovuto a come le due aziende siano percepite in modo nettamente diverso dal pubblico.
Apple è ha la sua nicchia ed è verissimo che spesso c'è un rapporto quasi "religioso" coi suoi fan sfegatati (cosa che non condivido), mentre Microsoft ha sempre avuto un immagina più professionale e rigida che forse la rendono più "antipatica" al pubblico.
C'è ancora un piccolo punto che quoto dal thread precedente:
Apache foundation o Sun potrebbero tranquillamente farlo come no. Non c'è alcun vincolo e nemmeno alcun bisogno di impazzire dietro questi due software visto che alla porta ci sono parecchi sostituti (spesso anche migliori), poi, come ho spiegato, il distribuire via iTunes non vuol dire rendere closed il sorgente.


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