Io dividerei grosso modo, con dovute eccezioni e situazioni, la logica in piccola azienda e grande azienda.
La piccola azienda tendenzialmente tende a ragionare in termini di server al momento sotto mano, ovviamente con la possibilità di prenderne altri se vende.
L'azienda più grande decide su: (almeno) medio periodo, su piani di aggressione di alcuni comparti di mercato, su ciò che ha in casa e ciò che non ha ancora.
Per capirci, intendo che il piccolo imprenditore, sa di aver budget per un server (esempio, possono essere 2,3,4 etc) e si fa un calcolo di cosa può dare, come può suddividere quel server, quanto può e vuole guadagnare su quei pacchetti e altre cose e alla fine tira le somme: partorisce i propri pacchetti.
Se vende tutti gli spazi ha fondi per comprare (o noleggiare) un'altro server che probabilmente dividerà nello stesso modo (strategia vincente non si cambia).
La grossa impresa può prendere in considerazione un periodo temporale, decide a tavolino che in tot mesi vuole e deve vendere minimo entro una certa forchetta, quello che venderà in più è utile puro, reinvestibile a volte ma non su quel programma di solito, sul prossimo piano.
Altre volte (aziende molto grandi) può decidere che vuole diventare leader di un certo settore di mercato, quindi può valutare di stare in perdita in quell'operazione (finanziandosi in altri modi o attingendo a capitale sociale).
To be continued.....



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, ma basterebbe mettere un limite che non sia ridicolo (del tipo permettere delle aggiunte on demand pari, al più, al 100% di quanto ti offre il piano di base che hai preso).
(niente onlus o associazioni vicine alla chiesa)
.



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