Chiedo scusa per la mia assenza, sono stato un pò indaffarato negli ultimi giorni.
Dunque, ringrazio ancora Valeriano, la tua testimonianza mi è stata molto utile per farmi una idea più chiara del mondo del "professionismo".
Come detto, le mie remore sono di natura personale: non ho mai voluto essere un "dipendente" e nemmeno un "imprenditore", nelle accezioni comuni del termine, e le mie scelte professionali si sono sempre conformate a questo spirito (per quanto criticabile esso sia).
Ho fatto il giornalista per 10 anni e non mi sono mai iscritto all'albo. Ho fatto il docente a intermittenza, e ho sempre avuto contratti a progetto, venendo pagato con ritenuta d'acconto. Quando mi è stato proposto di diventare "di ruolo" presso una scuola, ho cortesemente rifiutato.
Ho fatto il grafico ed il creativo presso una software-house e, anche lì, venivo pagato in ritenuta d'acconto (si occupava di tutto il loro commercialista, ma io ho sempre dichiarato ogni centesimo guadagnato).
Ho deciso di mettermi a realizzare siti web in proprio perchè mi è parso l'ideale sintesi delle mie esperienze di giornalista e creativo, e le informazioni che avevo sulla regolarità dei pagamenti mi avevano tranquillizzato.
Sinceramente, se posso evitarlo ed essere in regola, preferisco non finire nel novero dei "professionisti con partita iva", anche se ciò mi consentirebbe di risparmiare qualcosa.



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