Salute a tutti e buon anno.
Non oso definirmi un 'webmaster' perché non ho la preparazione sufficiente, ma seguendo autonomamente i miei siti, in qualche modo ho maturato negli anni una minima conoscenza che mi consente di arrangiarmi dignitosamente.
Ho sentito la necessità di riportare una esperienza positiva perché spesso (e giustamente) nei forum si leggono 'disavventure' più che 'avventure'.
Leggendo il regolamento del forum non ho notato particolari censure per chi volesse pubblicare riferimenti, nel bene o nel male, a nomi di hosting providers, perciò mi sono deciso a scrivere scusandomi in anticipo se avessi inteso male.
Ho sempre scelto hosting stranieri perché più rispondenti alle mie modeste esigenze nel rapporto 'features'-prezzo: prima QC1 poi Townbridgecom poi JustHost e correntemente HostGator.
Tuttavia avendo in preparazione un sito di e-commerce, ed essendomi trovato piuttosto male con JustHost, non ho escluso l'ipotesi di valutare anche delle offerte italiane, così ho fatto qualche ricerca ed ho contattato ShellRent, provider vicentino.
Ho conosciuto il gestore, Sandro Sciessere, ed ho avuto un buon dialogo che mi ha indotto a sottoscrivere un abbonamento annuale. (quando possibile consiglierei sempre di fare la conoscenza diretta dei nuovi partners)
Dopo poche ore, durante la procedura d'attivazione, purtroppo è emerso un malinteso sul numero di 'add-on domains' consentiti dalla tipologia di abbonamento e sono stato costretto ad esercitare, in accordo con ShellRent, il diritto di recesso. (in real time via email e successivamente via raccomandata come previsto dalla legge)
Non essendoci stata alcuna registrazione di dominio che giustificasse costi verso 'terzi' sostenuti nel frattempo dal provider, la pratica di recesso è risultata abbastanza semplificata.
Malgrado ciò, nei business, non sempre le cose vanno 'lisce' come dovrebbero e quindi qualche timore di non recuperare quanto anticipato l'ho avuto.
Trascorsi, però, i 30 giorni previsti dalla legge ShellRent ha provveduto con massima regolarità (e bon ton devo dire considerata la cordialità degli auguri natalizi) a rimborsare l'intera somma versata.
Tale correttezza l'avevo in passato riscontrata solo in inglesi e americani (Qc1 con la tipica flemma anglosassone fece un rimborso di 1,5 sterline...;o)))...e JustHost rimborsò un disavanzo di 15 euro a meno di 48 ore dalla richiesta di refund, con tanto di scuse per il disservizio procurato).
Oggi per onestà intellettuale sento il dovere di annoverare tra gli operatori corretti anche ShellRent, hosting provider italiano.
Saluti.
Mario VOIELLO
Consulente di comunicazione


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Il provider in questione qui ha avuto una esperienza negativa, ma ciò ovviamente non significa che i servizi non siano cambiati o migliorati
), che sono della tua stessa opinione

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