Benvenuto nella nostra community, registra un account gratuito ADESSO!
Oltre 7000 persone hanno già registrato il loro account.
Chiedi aiuto, conversa con aziende ed esperti del settore webhosting italiano.
Iscriviti subito! In meno di 2 minuti!
Rev il problema non sono i dati del cliente che ovviamente dovrà dare, ma se fare una registrazione con tanto di nickname, mail (magari verificata) password etc o prendere i dati per fattura e consegna e basta ed eventualmente lasciare la registrazione (per eventuali prossimi acquisti) facoltativa.
Tra l'altro anche ebay (che non è l'ultima sebbene non sia un comune shop) adotta questo sistema, puoi comprare da un venditore anche senza essere registrato.
Si, ne stavano parlando prima al telegiornali.. la gente non compra più per le frodi online...
il 99% delle truffe sulle piattaforme marketplace! poi si fà di tutta l'erba un fascio.
ci sono ditte su ebay che vendono e non ti rilasciano fattura malgrado siano "venditori professionali"
computer dedicati alla fatturazione che si guastano ... e aspettano cosa..?
il tempo limite per il feedback e i reclami: paypal mica ti rimborsa l'iva pagata
arbitrariamente senza fattura!
sembra di stare in un mercato delle pulci))
secondo me non è un deterrente nel momento in cui non ti viene chiesto anche che colore hai le mutande.
Trovo che registrarsi sia dovuto, anche in termini legali, se non altro per sicurezza e per lealtà verso gli altri utenti della piattaforma.
Detto questo, chi gestisce la piattaforma non può nemmeno chiedere. dietro la scusa della profilazione, ogni cosa scibile del nuovo arrivato.
Che siano i suoi acquisti e le sue abitudini sul sito a descriverlo.
Credo che se si chiede ad un utente un'iscrizione consona, non invasiva, ci può stare.
Io credo che il punto del discorso non sia ancora chiaro.
Stiamo parlando di uno shop che
Ti permette di navigare liberamente finchè guardi e basta ma quando vuoi mettere qualcosa sul carrello (anche per prova) ti chiede la registrazione che potrebbe anche essere solo nick e mail.
C'è quello che ti chiede la registrazione (obbligatoria) solo prima di perfezionare l'acquisto
E poi ci sono siti che ti permettono di mettere sul carrello, provare i prezzi con vari tipi di spedizione, sconti, togliere pezzi etc....
Poi solo quando perfezioni l'acquisto ti chiede tutti i dati per invio e fatturazione (ci mancherebbe, quelli servono per forza e per legge) , contestualmente ti chiede se vuoi salvare il profilo con un nick ed una password in modo che se tornerai non sarai costretto a riscrivere tutto.
Quello che stiamo dicendo è che il primo tipo spaventa, ti senti catturato, il secondo tipo va un pò meglio ma è ancora troppo fidelizzante coattivamente, ma il terzo è senz'altro più amichevole.
allora mi sono spiegato male io e forse ho capito poco della discuss.
in effetti il terzo tipo è il migliore, se si guarda solo al business.
Credo che la traccia dei tuoi dati anche nelle fasi precedenti sia
un tentativo bieco di ciularti dati e profilo, magari per avere un iscritto in più, da venderti come numero a chi sulla tua piattaforma vuole fare adv a pagamento.
Se il tuo obiettivo è SOLO fare vendita online, il terzo tipo dovrebbe essere il migliore, come lo è per gli utenti credo...
Come cliente non mi fido per nulla di un eshop che ha pubblicità di altri sul sito e se invece rivende a terzi i miei dati deve pregare che non me ne accorga.
Comunque il discorso verteva solo sul business diretto, in ogni caso se uno fa questo e quello ed ha un prodotto decente, cioè che vende discretamente, gli converrebbe perdere delle vendite dirette per le ben più misere entrate degli adv?
Se invece ipotizziamo ecommerce civetta, messi su non per vendere ma per acquisire key specifiche sugli mdr, il discorso è ancora diverso, ma non so quanti si registrerebbero su un negozio in cui non vedono nulla di interessante
nemmeno io mi fiderei di uno che mi chiede i dati prima ancora di aver fatto nulla....(Oddio questa cosa è applicabile anche ai Carabinieri!)
battute a parte, nel caso di business diretto ci si può ragionare...
per la tua domanda, credo dipenda da che volume di traffico sviluppa la piattaforma. Se fa un botto di views (che significa un buon potenziale per PPC dei banner ospitati), ci penserei....anche perchè non vedo diretto il rapporto di esclusione tra adv e vendita.
Possono coesistere secondo me...
Tecnicamente certo che possono coesistere, ma come consumatore dubito di un sito ecommerce che pare non riesca a stare in piedi solo con ciò che vende.
Se la cosa me la fa ebay che è un raccoglitore di tanti commercianti è un discorso, ma se lo fa la singola azienda mi fa pensare (ripeto come consumatore, magari poi la penso solo io così).
Quindi, se le cose stessero come dico io, un sito che vende bene i prodotti, che ha già una sua entrata con questi, non rischia per registrare 100 utenti di perdere qualche vendita. Inoltre con le vendite guadagna subito, con il possibile adv basato su quegli utenti deve prima trovare i clienti adv.
Insomma doppio passaggio, entrate minori (perchè un ecommercio non vende articoli da 1 euro, non singolarmente almeno per via dei costi di spedizione) a chi converrebbe?
Invece un eshop che abbia un botto di view come dici tu, ma comunque vendesse poco per natura, allora si che avrebbe convenienza a spingere l'adv... ma lo stesso perchè mai dovrebbero registrarsi quegli utenti?
Sia chiaro che sto parlando principalmente sulla mia percezione di consumatore... comunque vedo che oggi nell'epoca di facebook (dati personali a gogò) le persone faticano a dare un indirizzo mail (magari di quelli free) anche con i motivi, figuriamoci senza comprare o fare nulla....
quoto.
Vero, la legge è legge. Però prima di citarla è meglio conoscerla: l'art. 3 comma 136 della Legge n. 662 del 1996 indica la NON obbligatorietà dell'emissione di fattura nel caso di commercio elettronico. Si ritiene tuttavia obbligatorio ottemperare, in adesione alle norme del regime cosiddetto "dei minimi", all'obbligo della certificazione dei corrispettivi.
Se ne parla molto su forum specializzati come in quello dell'AICEL, in ogni caso ecco il riferimento istituzionale.
Sul processo d'acquisto sono d'accordo con Uno: è bene richiedere solo i dati necessari alla spedizione, farlo a carrello pieno ed evitare di utilizzare la parola "registrazione". Per chi vuole approfondire questi aspetti consiglio una bibbia sull'argomento usabilità dell'e-commerce: Getelastic.
Devo correggerti perchè non è del tutto esatto.
Non è obbligatoria l'emissione della fattura nel commercio elettronico dove vengono venduti prodotti. In caso di vendita di servizi o prestazioni professionali l'emissione della fattura è obbligatoria. Il mio commercialistà mi parlò di differenza tra commercio elettronico diretto e indiretto. In quello diretto (servizi e prestazioni) la fattura è obbligatoria.
io al comma 136 leggo:
"136. Al fine della razionalizzazione e della tempestiva semplificazione delle procedure di attuazione delle norme tributarie, gli adempimenti contabili e formali dei contribuenti sono disciplinati con regolamenti da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, tenuto conto dell'adozione di nuove tecnologie per il trattamento e la conservazione delle informazioni e del progressivo sviluppo degli studi di settore."
non mi intendo di legalese, ma da quale punto di questo coma si deduce che non è obbligatorio emettere fattura nel commercio elettronico?
A me sembra una di quelle tipiche situazioni di leggi italiane, per cui comunque ti vai a mettere in un ginepraio, poi se ha soldi e 20 anni di tempo, forse ti ridanno le multe e le sanzioni che hai pagato...
La fattura è obbligatoria nel commercio elettronico in alcuni casi, comunque, tra i quali ricordo:
- b2b , quindi quando si usa un commercio elettronico per professionisti del settore (anche perchè è scontato che chi compra vorrà la fattura)
- b2c, quando il cliente (privato) la chiede
- b2c per cliente che acquista che non è italiano (in tal caso oltre alla fattura bisognerebbe conservare il visto doganale di uscita) da fare in esenzione o non a seconda dei casi
- commercio elettronico diretto (è obbligato a far fattura come il caso citato da revhosting). Il suo commercialista , propriamente, gli ha differenziato il diretto dall'indiretto proprio perchè vige questa distinzione fondamentale. Ricordo anche che ad oggi le regole del commercio elettronico diretto sono deficitarie e manca un quadro legislativo armonico e completo in merito visto che l'Italia ha un rapporto col commercio elettronico in genere molto blando (specie se rapportato ad altre nazioni)
Di prassi però le aziende che operano nel commercio elettronico e sono di medie-grandi dimensioni fanno sempre la fattura anche per una conformità e coerenza contabile.
. . . . ....:.::::Mikele!
Ci sono attualmente 1 utenti che stanno visualizzando questa discussione. (0 utenti e 1 ospiti)
Segnalibri