quello che mi perplime di più è che dopo 10 ore sia ancora irraggiungibile e ora anzi è sotto password da un po' di ore... questi lo lasciano così fino a domattina!![]()
quello che mi perplime di più è che dopo 10 ore sia ancora irraggiungibile e ora anzi è sotto password da un po' di ore... questi lo lasciano così fino a domattina!![]()
0:23 nessuna novità
Che magra figura!
alle 06.35 ancora pagina con autenticazione...
fin'ora si e' parlato solo di inesistenza di misure di gestione del carico, siano esse balancing, caching, dimensionamento adeguato della banda e via dicendo.
in un contesto diverso, una situazione del genere non mi meraviglierebbe, ma considerato che la testata giornalistica in questione ha un folto numero di lettori abbonati all'edizione on line, mi sembra strano che si sia rivolta ad un'azienda non in grado di gestire un elemento cosi' critico come il sito.
premesso cio', mi sorge il dubbio che l'infrastruttura sia stata prevista ma inadeguata, e che sia andato storto qualcosa che abbia messo in ginocchio tutto, lasciandoli con le chiappe nell'acqua.
ovviamente non sarebbe una giustificazione per chi ha gestito il tutto, ma forse e' meno peggio che non pensare proprio a gestire il carico...
ciao
cavalier senza paura di una solitaria guerra..
Sono abbonato al fatto quotidiano v.PDF da giugno dell'anno scorso (quindi da 3 mesi prima che partissero con la pubblicazione) e fino a qualche giorno fà per scaricare il pdf l'unico modo era andare qui: l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog
Dopo aver attivato il sito avevano disattivato antefatto, stamattina lo han riattivato.
Benvenuti su Facebook
Un amico che lavora a lavoce.info ce lo aveva detto: "Preparate una bottiglia da spaccare. Un sito è come il varo di una nave. Non sai quanti problemi e quanti casini comporta". Beh, noi ieri quella bottiglia non la abbiamo rotta. O almeno non lo abbiamo fatto del tutto.
Il nuovo sito del ilfattoquotidiano.it è sì scivolato in mare con le prime luci all'alba, ma è stato subito preso d'assalto. Non dai pirati, ma dai navigatori. Com'era successo il 23 settembre quando le 90.000 copie del primo numero de Il Fatto Quotidiano (troppo poche) erano scomparse nel giro di un'ora dalle edicole e i lettori ci telefonavano disperati, ieri tra le sei mezza e le 9 oltre 450.000 utenti unici hanno tentato di farci visita. E la ressa, per dirla in maniera ben poco tecnica, ha finito per mandarci in tilt. Colpa nostra che come al solito ci siamo sottostimati. Credevamo che un risultato del genere fosse possibile ottenerlo nell'arco delle 24 ore. Non in un'ora e mezza. Scusateci.
Siamo un giornale ancora artigianale. Pieno d'idee, di buona volontà (la redazione ha lavorato sino alle 4 e mezza del mattino e si è ripresentata in ufficio alle 7), ma che decisamente pecca di modestia. È arrivato il momento di capire davvero che noi esistiamo soprattutto grazie alla Rete. Se 40 mila persone - molte delle quali utenti abituali di Voglioscendere, il vecchio e ormai quasi glorioso blog aperto da me, Marco Travaglio, Pino Corrias tre anni fa - non avessero sottoscritto, a scatola chiusa, l'abbonamento online al Fatto, oggi probabilmente non saremmo qui. Quegli abbonamenti sono infatti stati il volano che ci ha permesso (dal punto di vista economico) di andare a giocare in edicola la nostra partita con i più grandi. Vincendola, grazie alla direzione di Antonio Padellaro, sempre più spesso. Quindi se la Rete ci ha dato fiducia, noi dobbiamo fare qualcosa per meritarcela: non solo dal punto di vista dei contenuti. Ma anche da quello tecnico.
Così ieri, mentre per tutta la giornata il sito si vedeva e non si vedeva o girava lentissimo, ci siamo dati da fare. Abbiamo rimesso nei cassetti i nostri scoop. Abbiamo quintuplicato i server e abbiamo cominciato a ridisegnare parte dell'architettura informatica dell'homepage (o almeno così ci hanno spiegato i tecnici). Un lavoro complicato destinato a durare sino a questa mattina.
I ragazzi della "mezza sporca dozzina del Web" si sono rivisti in redazione oggi alle 7 per cominciare a riempire di nuovo ilfattoquotidiano.it di articoli e contenuti multimediali, pronti a riprovare ad andare online verso le 14. Il parto insomma è difficile, ma la mamma e il neonato sono forti e, prima o poi, ce la faranno. E questa, tra le tante cattive, non è la sola buona notizia. L'altra sono il numero altissimo di persone che ci stanno aspettando e i giudizi -- tutti positivi a leggre dai commenti postati -- sulla versione Beta del sito.
Anche per questo noi non siamo troppo delusi. Siamo abituati, da sempre, a marciare in salita. E poi ieri eravamo talmente in tanti che la storia di questo inizio, da vecchi, la racconteremo. Potete starne certi. Non è una promessa. È un fatto.
Peter Gomez
Ps:
A partire da questo momento, e finché non riusciremo a risolvere definitivamente i problemi tecnici, posteremo i nostri articoli su facebook e su gli altri social network. Dateci una mano. Condivideteli il più possibile. L'informazione senza padroni non deve essere fermata. A breve cercheremo di inviarvi un indirizzo da cui scaricare il giornale in pdf.
la mia era una battuta, non penso che cambieranno piattaforma
Parlavo prima con un amico.
Ci pensate ai risvolti che può avere un down così in un caso come questo?
Primo: quel coso era sconosciuto ai molti fino a ieri.
Secondo: è andato giù perchè hanno messo tutto su un Pentium4 con 512 MB di ram e noi lo sappiamo. Ma ai lettori racconteranno di esser tanti, troppi, moltissimi, perchè l'iniziativa ha avuto successo, ha avuto un successo così grande che anchee i bravissimi tecnici non ci avevano pensato, e si vede proprio che l'italia sta cambiando, sta iniziando a svegliarsi, a cercare libertà.
Terzo: alla fine si darà la colpa ai tecnici pagati da Berlusconi per tirare giù i siti dei giornali che non riescono ad oscurare tramite le leggi, e giù un'altro giro di legnate.
Perchè alla fine questo è, non è un problema tecnico, o meglio, lo è ma ha risvolti politici così forti che non sono trascurabili.
E se fosse stato fatto apposta (un pò di sano complottismo verso sx non fa mai male)? La soluzione per non creare 24 ore di down totale è talmente semplice che non capisco come mai non sia stata adottata, non me lo spiego proprio.
bah non hanno bisogno di scuse per dare contro ai politici
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